Ricerca e sviluppo, gli americani rimangono ancora i leader

Quanta ricerca e sviluppo si fa nelle imprese italiane? La risposta è: pochissima. Almeno a confrontare i dati provenienti dal nostro Paese, con quelli che invece sembrano poter contraddistinguere un presente roseo per le corporate e le medie imprese americane, che guidano in maniera indiscutibile la classifica delle imprese con il maggior contributo in termini di ricerca e di studi per l’innovazione e il miglioramento continuo.

Secondo quanto affermano due indagini (una della Commissione Europea, l’altra della Booz & Company), il 35% della ricerca mondiale sarebbe finanziato dalle aziednde statunitensi. Il solo Paese nordamericano riesce a contribuire alla ricerca su scala internazionale per una quantità maggiore rispetto a quanto effettuato dall’intero vecchio Continente, che della torta della ricerca mondiale possiede il 33,5%.

Precari: sono aumentati anche i medici

Il posto fisso? In Italia non esiste più! E nell’elenco dei precari dobbiamo inserire anche i medici; secondo quanto emerso da un’indagine condotta dall’Adnkronos Salute in questi ultimi 10 anni il numero dei camici bianchi con un contratto a termine è passato da 3527 a 7177. Una cifra praticamente raddoppiata.

E questo non piace a Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp Cgil medici che spiega come questo sia

il frutto amaro di una politica di tagli indiscriminati e di blocchi del turn over irresponsabili. Una situazione insostenibile per migliaia di professionisti che hanno una età media di circa 40 anni senza certezze per il loro futuro, con le donne medico ancora più colpite. Numeri allarmanti, ai quali andrebbero aggiunti i medici precari ‘invisibili’: con rapporti atipici non registrati come i gettoni a turno, che vedono proprio nei punti nevralgici dell’assistenza come il pronto soccorso la maggiore presenza

Lavoro: i belli guadagnano di più

Daniel S. Hamermesh è un professore di economia dell’Università di Austin in Texas ed ha scritto un libro intitolato suo “Beauty pays: why attractive people are more successfull“; lui è infatti convinto che i belli nel mondo del lavoro abbiano più successo. Pare infatti che circa il 4% degli uomini e l’8% delle donne belle (che diventano rispettivamente il 17 e il 12 per cento se si tratta di una bellezza sfolgorante) facciano più facilmente carriera; chi ne risente secondo il professore sono gli uomoni che se poco affascinanti guadagnano il 13% in meno rispetto agli altri.

Ha esaminato sia uomini che donne di età compresa tra i 25 ed i 75 anni ed è giunto alla conclusione riportata sul Journal of Applied Physiology che

Chi è bello guadagna di più, indipendentemente da intelligenza e preparazione

Professione Interior Designer: incontro a Genova

Se siete creativi e volete avere maggiori informazioni sulle professioni di Interior Designer e Progettista d’Interni vi segnaliamo che a Genova Lunedì 14 novembre alle ore 16, presso la Città dei Mestieri in via N. Cervetto 35 i rappresentanti della Associazione Italiana Progettisti d’Interni illustreranno proprio cosa fa un interior designer.

Il cane in ufficio aumenta la produttività

I cani sono i migliori amici dell’uomo: mai detto fu più azzeccato! Sono fedeli e pare aumentino anche la produttività all’interno degli uffici; la Sezione torinese dell’Enpa ha proposto proprio

Malati di tumore spesso costretti a licenziarsi o a dimettersi

Ci siamo già soffermati all’interno del blog di quelle malattie che in qualche modo possono essere collegate al lavoro: dall’endometriosi che purtroppo ancora nel 2011 tende a discriminare le donne, passando per l’importante circolare Inps di maggio 2011 e che interessa le vittime dell’amianto fino ad arrivare a parlare dei lavoratori che vengono colpiti dai sintomi da stress lavoro-correlato.

Oggi torniamo su questo delicato ed importante argomento riportando i dati di una ricerca compiuta dal Censis su pazienti oncologici; negli ultimi 10 anni più di 270 mila persone colpite da tumore sono state licenziate, costretti alle dimissioni o hanno dovuto cessare la propria attività autonoma.

Genitori: fino a che età devono mantenere i figli?

Torniamo a parlare di quei giovani che vengono chiamati “bamboccioni” e a questo proposito vorrei farvi una domanda un po’ provocatoria: fino a che età secondo voi i genitori dovrebbero mantenere i figli?

Vi rivolgo questa domanda dopo aver letto un articolo all’interno di Leggo.it in cui il protagonista è un 34 enne non ancora economicamente indipendente che continua a chiedere ai genitori una “paghetta” di 1000 euro al mese! Giovane che pare negli ultimi tempi avesse chiesto aiuto a mamma e papà anche per sistemare l’appartamento che aveva distrutto (conto pagato dalla mamma).

Job&Orienta: a Verona la fiera dedicata alla scuola, orientamento e lavoro

Dal 24 al 26 Novembre a Verona prenderà il via la XXI edizione della mostra convegno JOB&Orienta, dedicata a orientamento, scuola, formazione e lavoro; il tema centrale di questa edizione ruoterà attorno alla “cultura dei mestieri” e verranno messe in pratica nuove modalità di coinvolgimento e di relazione con i giovani.

Occupazione giovanile, svelati i piani della Provincia di Trento

La Giunta Provinciale di Trento ha approvato la manovra finanziaria per il 2012. Una manovra che prevede stanziamenti in bilancio per un totale di 4.637 milioni di euro, da utilizzarsi per favorire la crescita occupazionale e professionale, l’innovazione degli operatori imprenditoriali, la coesione sociale.

Stando a quanto contenuto all’interno della manovra, una buona parte dei fondi stanziati serviranno a sostenere l’occupazione giovanile, con discreti interventi che dovranno fungere da volano per far ripartire il mercato del lavoro per gli under 30, contrastando in tal modo la crisi occupazionale che anche all’interno dei confini della provincia di Trento ha evidentemente assunto connotati più seri in virtù delle recenti, ma prolungate, crticità nazionali e internazionali.

Sono molti i giovani che hanno perso il lavoro da gennaio a marzo 2011

 Secondo DATAGIOVANI nel periodo che va da gennaio a marzo sono più di 123 mila i giovani rimasti senza lavoro; l’85% di chi ha perso un lavoro aveva un contratto da dipendente, il 9% era collaboratore mentre il 6,4% era un lavoratore autonomo.

In meno di 1 caso su 10 questa decisione è dipesa dal lavoratore, per problemi personali o per tornare a studiare; per il 65,2% infatti si è concluso un contratto di lavoro a termine o stagionale, mentre per il 27% si parla di licenziamenti o mobilità a causa di crisi aziendali.

Il costo della politica? 350 euro a famiglia

Confcommercio ha stabilito che i politici (e quindi Ministri, Parlamentari &Co.) costano 9,1 miliardi di euro ogni anno, circa 350 euro a famiglia, 150 euro a testa; secondo l’Associazione questa