Contributo licenziamento Aspi anche per colf e badanti

di Anna Carbone Commenta

Dal 1° gennaio 2013 i datori di lavoro domestico, che vogliono licenziare baby sitter, colf e badanti alle loro dipendenze con contratto a tempo indeterminato, hanno l’obbligo di versare all’Inps un contributo di licenziamento a titolo di finanziamento dell’Aspi, l’Assicurazione sociale per l’impiego. L’obbligo contributivo non è dovuto solo nel caso di dimissioni dei lavoratori.

Il contributo di licenziamento è pari al 50% dell’importo dell’Aspi che spetta al lavoratore a titolo di Aspi. In sintesi, il datore di lavoro ha l’obbligo di versare all’Inps il 50% del primo assegno che l’ente previdenziale deve erogare al lavoratore a titolo di Aspi, la nuova indennità di disoccupazione. E inoltre, il datore di lavoro deve versare anche il 50% per ogni anno di rapporto di lavoro con il lavoratore licenziato e fino a tre anni di rapporto di lavoro: più esattamente fino a 1.500 euro di contributo. Da ricordare che può essere obbligato a versare fino a tre quote del 50%, quindi fino al 150% della prima rata di indennità di disoccupazione Aspi che il lavoratore percepisce dall’Inps, se la domanda di domanda viene presentata all’ente dopo il licenziamento.

La Riforma del Lavoro ha introdotto questa norma allo scopo di disincentivare il licenziamento e quindi di offrire una maggiore tutela ai lavoratori. Infatti, il contributo di licenziamento è dovuto anche in caso di licenziamento per giusta causa, ovvero quando il comportamento del lavoratore è molto grave e non consente di proseguire nel rapporto neppure a titolo provvisorio o per il tempo previsto per il preavviso di licenziamento.

Per quando riguarda il calcolo del contributo di licenziamento, abbiamo già precisato che si tratta del 50% dell’Aspi che spetta al lavoratore. L’indennità di disoccupazione Aspi è pari al 75% della retribuzione lorda che spetta al dipendente nei due anni precedenti alla data di licenziamento. Nel rapporto di lavoro domestico a tempo pieno, il contributo Aspi è di poco inferiore a 500 euro (483,80), da versare per ogni 12 mesi di anzianità lavorativa presso il datore di lavoro, con il limite di tre annualità. Nel caso di rapporti di lavoro con più di 2 anni di anzianità, il contributo arriva appunto a 1.500 euro circa (1.451,40 euro).

APPROFONDIMENTI
*Contributi Inps per colf e badanti: pagamento in quattro modalità
*Contributo di licenziamento: le nuove regole 2013

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