Corsi Gratuiti: perchè pubblicizzarli

di Chiara N. 5

Carissimi Lettori, nei giorni scorsi ho ricevuto molti commenti sui corsi gratuiti che ogni giorno trovano uno spazio nel nostro blog. I tanti commenti, per grandi linee, avevano un unico tema centrale: l’inutilità del corso gratuito. Ho risposto a molti commenti arrivati e vista la mole di questi commenti abbiamo deciso di dedicare un articolo che potesse spiegare le motivazioni che ci spingono a prediligere i corsi gratuiti.

Vorrei innanzitutto precisare che la ricerca dei possibili corsi porta spesso a trovarne alcuni che scartiamo immediatamente perchè poco convincenti rispetto alla figura da formare o rispetto ai programmi. Numerosi sono i corsi proposti e la nostra scelta ricade sempre su quelli che per organizzazione proponente, per programmi e per parternariati ci sembrano essere non solo più efficaci in termini di apporto di competenze teorico-pratiche ma soprattutto più affidabili.

L’errore che comunemente si commette è quello di credere che un corso possa aprire le porte per l’inserimento lavorativo, purtroppo non c’è una sicurezza che questo possa accadere. Oggi viviamo in un periodo storico-sociale in cui ai giovani alla quale è richiesta competenza ed esperienza professionale non si da l’opportunità di fare esperienza.

Sappiamo bene che alcune emozioni come rabbia, delusione, disillusione sono vissuti che accompagnano chi è in cerca di un lavoro o di una direzione per poter iniziare una carriera o ricominciare (dopo tanta delusione) a sperare in un lavoro e che questo si accompagna a disagi economici.

Proprio a partire da questa consapevolezza cerchiamo di pubblicizzare corsi gratuiti perchè i corsi a pagamento sono davvero tanti e tanti purtroppo i soldi richiesti. Nella mia esperienza posso dire che il corso gratuito non equivale ad una minor qualità perchè, ripeto, dipende da tante variabili non legate alla gratuità.

Nel mio inserire corsi gratuiti ho sempre ben presente a chi mi rivolgo: persone che cercano anche faticosamente di ritagliarsi un piccolo spazio nel mondo del lavoro perchè lavorare è un diritto che purtroppo è stato tolto a molte generazioni. I corsi gratuiti vogliono essere un incentivo ad aprire un pensiero rispetto a possibili percorsi da intraprendere, uno stimolo in più a ridefinire i campi di lavoro che hanno abitato i nostri sogni.

Spero che, nonostante le tante delusioni ricevute dai corsi gratuiti, riusciate a non perdere mai la capacità di credere che i corsi gratuiti, nati per rispondere alle esigenze di persone che si trovano spesso in una condizione di svantaggio, possano aiutare a crearsi un futuro lavorativo e a trovare o ritrovare un proprio progetto di vita.

Commenti (5)

  1. Perfettamente daccordo con te: i corsi gratuiti non è detto che siano inutili, di sicuro non di più di quelli a pagamento.

    1. Purtroppo la tendenza generale vuole che spesso ciò che è gratuito venga percepito come meno qualificante. E’ importante sottolineare che i corsi approvati e che accedono ai finanziamenti (IFTS, FSE, ecc) sono sottoposti ad una verifica sulla qualità. Oltre a questa verifica, che si svolge in itinere, in fase di stesura e presentazione i corsi sottoposti alla valutazione delle commissioni devono (se vogliono essere approvati) sempre attenersi a criteri ben precisi e questo aumenta sicuramente le garanzie per i partecipanti. Ti ringrazio per la tua partecipazione all’interno del nostro blog. Nunzia

  2. più che un commento vorrei fare una domanda che spero possa essere spunto di discussione: come ho la certezza assoluta che un corso (o un ente privato) sia veramente accreditato presso la regione e che quindi garantisca un certificato riconosciuto? nella mia città, ultimamente viene pubblicizzato un corso di Inglese (Roma) nell’annuncio dice di essere accreditato dalla regione lazio ma andando nella struttura un pò di dubbi mi sono venuti. come si fa a essere certi?

  3. gentile mass, comprendo benissimo i tuoi dubbi, infatti, tante volte ci si ritrova in strutture di formazione che lasciano molte perplessità sui requisiti che dovrebbe avere un CENTRO di formazione. La domanda che poni è molto interessante e spero di riuscire a darti una risposta. In primo luogo, l’inserimento del logo della provincia nel bando presuppone che ci sia stato realmente un finanziamento o un parternariato, ecc. L’indicazione di un fatto non veritiero è un reato. Comunque, andando oltre la fiducia…all’interno dei siti delle province è possibile trovare un elenco dei progetti che sono stati ammessi al finanziamento. Nel caso specifico, provincia di Roma, puoi consultare l’elenco dei progetti ammessi al finanziamento consultando la pagina “servizi al cittadino” raggiungibile da “formazione”. In questo spazio troverai gli elenchi dei progetti, suddivisi per obiettivi. Ad ogni progetto corrisponde l’ente gestore del corso. Un altro modo sarebbe quello di contattare telefonicamente il Dipartimento Servizi per la Formazione e chiedere conferma (sul sito della provincia trovi tutti i recapiti telefonici). Un’ultima cosa: talvolta nel bando dell’ente di formazione viene scritto “in attesa di finanziamento” o “in attesa di ammissione”, ecc. In questi casi, l’ente non è ancora presente nella lista dei progetti approvati. Tuttavia, gli enti al fine di organizzare il percorso effettuano in genere una pre-iscrizione (e una pre-selezione dei candidati) che in caso di conferma di finanziamento, viene formalizzata. Spero di esserti stata d’aiuto. Ti auguro una buona giornata. Nunzia

  4. @ Nunzia:
    non aveva bando ma era solo un annuncio con scritto: “corso inglese finanziato regione lazio”.
    ho seguito le tue istruzioni (lo avevo già fatto pure prima ma non ero sicuro che fosse sufficiente) e almeno io non ho trovato quel corso.
    forse dovrei dire “pericolo scampato” (visto che comunque si pagava una iscrizione di 70 euro)!
    sei stata molto gentile e utile. grazie

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