Dichiarazione redditi dipendenti all’estero

di RobertoR Commenta

La dichiarazione dei redditi è una comunicazione ufficiale con la quale il contribuente certifica quali sono stati i suoi redditi prodotti nell’esercizio solare precedente. Per quanto concerne i lavoratori dipendenti che hanno maturato redditi all’estero, ricordiamo in particolare come sia attualmente vigente l’obbligo di comunicare in dichiarazione anche i redditi da lavoro dipendenti e i redditi assimilati (ad esempio le pensioni, o i compensi per le collaborazioni a progetto) che siano stati percepiti all’estero.

In maniera ancor più specifica, ricordiamo come il requisito affinchè il reddito dichiarato all’estero venga comunicato in Italia non è solamente quantitativo: in altri termini, è possibile che il dipendente che abbia soggiornato all’estero per più di 183 giorni nell’arco di dodici mesi, siano considerato ancora residente in Italia e debba quindi procedere alla comunicazione dei redditi nel nostro Paese.

La motivazione alla base di ciò è che la determinante che può rilevare per l’assoggettamento dei redditi in Italia può altresì essere il mantenimento nella Penisola dei propri legami familiari e del centro dei propri interessi patrimoniali e sociali. Pertanto, anche i dipendenti all’estero che soggiornano nel Paese di destinazione per l’intero anno solare, potrebbero comunque essere considerati residenti in Italia se mantengono – ad esempio – la propria famiglia sul territorio nazionale.

Il reddito maturato all’estero viene determinato sula base delle retribuzioni che vengono definite in via convenzionale annualmente, con decreto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Ad ogni modo, è bene che il lavoratore si consulti con un professionista affinchè possa comprendere se nel Paese di destinazione sia o meno in vigore una convenzione dispositiva (come ad esempio accade negli Stati Uniti): in questo caso, infatti, è previsto che gli stipendi pagati da un datore di lavoro residente all’estero siano tassati solo nel Paese di residenza se il lavoratore percettore presta la sua attività all’estero per più di 183 giorni.

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