Fiat, Mirafiori come Pomigliano

di Redazione Commenta

Si ferma il negoziato alla Fiat di Mirafiori e lo schieramento sindacale si mostra compatto.

In effetti, è fortemente critico della posizione della Fiat il segretario nazionale FIM CISL, Bruno Vitali,  che segue il negoziato in prima persona. In effetti, per Bruno Vitali

L’azienda ha fatto un passo indietro perchè ha tolto ogni riferimento al contratto nazionale dei metalmeccanici. Abbiamo fatto delle osservazioni per migliorare il testo proposto dall’azienda in particolare su orari e assenteismo, aspettiamo le risposte

La direzione aziendale chiede a gran voce un nuovo contratto di lavoro che dovrà ricalcare, nella sostanza, il testo già approvato per Pomigliano.

Il nuovo contratto dovrà valere solo per il sito di Mirafiori e modificherà alcuni aspetti organizzativi, tra cui la pausa mensa a fine turno.

La Fiat ha fatto sapere che saranno salvi gli aspetti fondamentali previsti dal contratto nazionale, ovvero non saranno toccati gli aspetti normativi sull’inquadramento dei lavoratori, fondo pensioni Cometa, le disposizioni disciplinari, ferie, permessi retribuiti e festività.

Per Bruno Vitali è importante che la Fiat confermi l’investimento per Mirafiori e che

Abbiamo mantenuto la riserva sul contratto nazuonale perchè per noi va applicato anche alla joint venture

La Fiat punta ad avere un contratto su misura per lo stabilimento torinese e l’ipotesi non piace a FIOM e FIM.

Stando a diversi osservatori, la proposta d’accordo presentato dall’azienda ai sindacati prevede la possibilità di utilizzo di tre modalità di turni (15, 18 o 10), 120 ore di straordinario, la clausola di esigibilità. Le pause resteranno al momento invariate e se ne riparlerà nel 2012.

Nel dibattito è anche intervenuto il segretario generale della CGIL, Susanna Camusso

Altro che la Fiom. È la Fiat che non riconosce più il contratto nazionale e vuole uscire da Confindustria

Per la CGIL è la Fiat a dover scegliere: o restare in Confindustria e rispettare gli accordi sindacali o uscire assumendosi tutte le responsabilità del caso.

Per Susanna Camusso

non è più la Fiom che non firma gli accordi ma è la Fiat che non riconosce più il contratto nazionale e vuole uscire da Confindustria. Confindustria e Federmeccanica hanno inseguito le volontà della Fiat, con le deroghe al contratto, fin dove sono disposte ad arrivare in ragione del fatto che ogni volta la Fiat sposta l’asticella sempre più in alto?

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