Lavoro Natale 2010: a Milano voucher per i giovani

di Filadelfio Commenta

Sono andati a ruba nel Comune di Milano i buoni lavoro, ovverosia i voucher, per il lavoro occasionale accessorio svolto dai giovani nel periodo natalizio. A darne notizia è stato il Comune di Milano nel precisare che, grazie ad uno stanziamento pari a 65 mila euro, sono stati 68 complessivamente i ragazzi che hanno potuto fruire dello strumento dei voucher. Quella dei buoni lavoro, da parte dell’Amministrazione comunale, è un’iniziativa nata nell’estate del 2009 con l’obiettivo sia di sostenere i commercianti, sia di incentivare i giovani a lavorare nel pieno della legalità. Il buono lavoro, infatti, per ogni 10 euro lordi di paga copre sia i contributi previdenziali, sia l’assicurazione Inail a fronte di un netto a favore del lavoratore occasionale pari a 7,5 euro. Possono lavorare con i voucher, nei periodi di vacanza, i giovani aventi un’età tra i 16 ed i 25 anni; e visto il successo ottenuto, Giovanni Terzi, Assessore alle Attività produttive ed alle Politiche del Lavoro del Comune di Milano, ha fatto presente come l’Amministrazione stia verificando la possibilità di stanziare nuove risorse per fornire opportunità di lavoro ai giovani e sostegno alle imprese.

Con l’ultima tranche di stanziamenti per il Natale 2010 hanno aderito a Milano, in poco tempo, quasi 50 esercizi commerciali, di cui circa un terzo rappresentate dalle tabaccherie e poi a seguire i ristoranti e le pizzerie, le cartolerie, ma anche panifici, gelaterie, librerie e negozi di abbigliamento. Il Comune di Milano copre con gli stanziamenti l’80% del controvalore lordo dei voucher, ragion per cui a carico del commerciante c’è da pagare solo una piccola quota.

La maggioranza dei giovani studenti che a Milano lavorano con i voucher sono donne, in oltre sei casi su dieci, a fronte di un’età media pari a 20 anni, ed un periodo di lavoro che in media non va a superare i 25 giorni. Ricordiamo, in generale, come lo strumento dei voucher sia attualmente accessibile, nel rispetto dei limiti massimi di reddito percepibile, anche ai lavoratori che si trovano in cassa integrazione.

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