Incentivi lavoratori svantaggiati: 5,5 milioni in Emilia-Romagna

di Redazione Commenta

5,5 milioni di euro di incentivi per i lavoratori svantaggiati e, di conseguenza, per agevolare il loro reinserimento nel circuito occupazionale. E’ questa la nuova misura che è stata attivata in Emilia-Romagna dall’Amministrazione regionale nell’ambito di “Welfare to work“, l’azione di sistema del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Nel dettaglio, in accordo con quanto riporta il sito Internet della Regione Emilia-Romagna, sono previsti incentivi sia per l’avvio di un’attività autonoma, sia per quelle imprese che assumono il lavoratore svantaggiato; e se l’assunzione è a tempo indeterminato, allora a favore dell’azienda i contributi verranno erogati a fondo perduto. Le imprese operanti nella Regione Emilia-Romagna, interessati alla misura, possono presentare alle rispettive province emiliano-romagnole la domanda entro e non oltre la data del 20 ottobre del 2011. Unitamente agli incentivi, inoltre, sono previste azioni di formazione per i lavoratori assunti, nonché delle attività formative per chi sceglie invece di mettersi in proprio.

I 5,5 milioni di euro complessivamente stanziati risultano essere così distribuiti: 1,25 milioni di euro da erogare per misure di sostegno al reddito; 2,5 milioni di euro per azioni ed iniziative di formazione dei lavoratori svantaggiati, ed infine 1,75 milioni di euro a favore di quelle imprese che assumono. Le imprese, al fine di presentare la domanda di accesso ai contributi, possono scaricare il modulo direttamente online dai siti Internet delle rispettive Amministrazioni provinciali.

Secondo quanto dichiarato da Patrizio Bianchi, Assessore al Lavoro della Regione Emilia-Romagna, con i nuovi stanziamenti si punta ad incentivare le imprese ad assumere, concedendo loro un lavoro stabile, persone che altrimenti rischiano di non avere chance a causa, ad esempio, di un’età superiore a 40 anni che spesso rappresenta una barriera al reinserimento occupazionale. Le Province acquisiranno le domande di accesso ai contributi e ne cureranno anche l’istruttoria, mentre sarà poi compito della Regione andare ad approvare tutte le graduatorie provinciali.

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