Il peso dei mancati incassi alle imprese italiane

di Francesco Pentella Commenta

I mancati incassi rappresentano un grosso ostacolo allo sviluppo economico del Paese visto che tengono fermi somme rilevanti di denaro impedendo alle imprese di investire.

Infatti, la CGIA di Mestre ha calcolato che i mancati incassi costano 40,5 mld di euro all’anno e oltre 3 milioni di imprese, pari al 70% del totale, soffrono di problemi di liquidità dovuti al ritardo dei pagamenti. Le perdite per i mancati incassi arrivano a toccare i 40,5 miliardi di euro all’anno.

Per la CGIA di Mestre, elaborando  un’analisi condotta da Intrum Justitia, le cause devono essere cercate nei tempi medi di pagamento effettivi che intercorrono nelle transazioni commerciali con le altre imprese e con la Pubblica amministrazione: nel primo caso i giorni medi necessari per il saldo fattura sono 96, mentre nel secondo caso si arriva addirittura fino a 180 giorni.

Il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, commenta che

Dal 1° gennaio avremo pagamenti certi e questa anomalia tutta italiana, che colpisce soprattutto le piccole e micro imprese, dovrebbe finalmente terminare. Infatti, i contratti stipulati dopo il primo dell’anno saranno disciplinati dal decreto legislativo n° 192 che recepisce la Direttiva europea contro il ritardo dei pagamenti.  Una novità che obbliga il committente a pagare entro 30 giorni dal ricevimento della merce o dall’emissione della fattura. Salvo accordi tra le parti, il pagamento può slittare sino a 60 gironi e in casi eccezionali superare anche quest’ultima soglia. Finalmente si ristabilisce un principio fondamentale: chi lavora deve essere pagato in tempi certi e ragionevoli. Chi, invece, non rispetta gli accordi subirà delle sanzioni economiche di tutto rispetto

Per la CGIA, i problemi legati ai ritardi nei pagamenti sono all’origine di una moltitudine di problemi che le piccole imprese devono affrontare quotidianamente e, adesso, grazie all’introduzione dell’Iva per cassa, che dal 1° dicembre di quest’anno consente alle aziende con un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro di versare l’Iva allo Stato solo dopo il pagamento avvenuto –dovrebbe ridurre i tempi medi di pagamento.

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