L’offerta di lavoro congrua nella riforma del lavoro

di Francesco Pentella Commenta

L’articolo 62 del testo della Riforma mercato del lavoro voluta dal Governo Monti, in particolare del Ministro del Lavoro Elsa Fornero, prevede la cosiddetta offerta di lavoro congrua, in altre parole, al comma 1 dell’articolo, allo scopo di responsabilizzare i lavoratori che beneficiano di prestazioni di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro, la decadenza degli stessi dal trattamento qualora rifiutino di partecipare ad un corso di formazione o riqualificazione o non lo frequentino con regolarità.

L’articolo è piuttosto articolato prevedendo alcuni limiti all’operato del lavoratore che deve sentire il peso dell’assistenza e del sostentamento pubblico.

Il comma 2, sempre dell’articolo 62, dispone per i lavoratori destinatari di una indennità di mobilità o di altra indennità o sussidio la perdita di tali trattamenti, quando rifiutino di partecipare a iniziative di politiche attive proposte dai centri per l’impiego o non vi partecipino regolarmente o che non accettino un’offerta di lavoro con inquadramento in un livello retributivo non inferiore del 20% rispetto all’importo lordo dell’indennità cui hanno diritto.

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Il comma 3 stabilisce che le disposizioni di cui al comma 2 si applicano quando le attività lavorative o di formazione, ovvero di riqualificazione, si svolgono in un luogo che non dista più di 50 chilometri dalla residenza del lavoratore, o comunque che è raggiungibile mediamente in 80 minuti con i mezzi di trasporto pubblici, mentre il comma 5 pone a carico dei centri per l’impiego l’obbligo di comunicare tempestivamente gli eventi di cui al presente articolo all’INPS, che provvede ad emettere il provvedimento di decadenza, recuperando le somme eventualmente erogate per periodi di non spettanza del trattamento.

L’offerta di lavoro congruo

Infine, il disposto prevede anche la possibilità di un lavoratore, in caso di un provvedimento a suo carico, di poter fare un ricorso al comitato provinciale previsto dall’articolo 34 del D.P.R. n. 639 del 1970.

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