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Ritirare l’Aspi in un’unica soluzione

 L’Aspi, la nuova indennità di disoccupazione, potrà anche essere ritirata in un’unica soluzione. L’introito (alternativo alle diverse tranche) potrà essere impiegato per poter avviare un’attività lavorativa autonoma, o entrare in una cooperativa. Si tratta di una misura sperimentale per la durata di tre anni, rappresentativa di una delle maggiori novità della riforma del mercato del lavoro, ancora allo studio delle commissioni del Senato.

Non è, ad ogni modo, l’unica novità che sta emergendo in questo travagliato processo di approvazione della riforma del mercato del lavoro. Uno degli scogli più ardui da affrontare è relativo ai voucher nel settore dell’agricoltura. L’accordo potrebbe essere raggiunto attraverso un ticket sostitutivo, sebbene di difficile sinergia con l’emendamento votato che ha ristretto l’utilizzo del voucher alle aziende con un volume d’affari entro i 7 mila euro.

Tornando all’Aspi da utilizzarsi in un’unica rata, è previsto che per un triennio – a partire dal 2013 – la stessa potrà essere utilizzata dai beneficiari della liquidazione degli importo dovuti per poter avviare un’impresa autonoma, o potersi associare in una cooperativa. La possibilità è “riconosciuta nel limite massimo di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, a valere sulle risorse del Fondo per il finanziamento di interventi a favore dell’incremento in termini quantitativi e qualitativi dell’occupazione giovanile e delle donne”.

SALARIO BASE PER I PARASUBORDINATI

I limiti e le modalità di intervento saranno comunque determinati da un successivo decreto emanato dal ministero del Welfare, in accordo con il ministero dell’Economia.

Verrà infine approvata una norma finalizzata al rafforzamento dell’indennità una tantum per i collaboratori a progetto: per loro, un’indennità di 6 mila euro per chi lavora almeno 6 – 12 mesi in un anno. Nessun beneficio per coloro che scontano pene detentive per reati di terrorismo, eversione, associazione mafiosa e strage, con stop alla pensione, al sussidio di disoccupazione e all’assegno di invalidità.

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