Donne medico: tante hanno subito violenze

Nel mondo del lavoro spesso le donne sono costrette a subire soprusi e, come è ben noto non sempre riescono (a differenza di colleghi uomini) ad emergere; questo accade un po’ in tutti i settori lavorativi anche in quello medico. E proprio di questo ambito oggi vogliamo parlarvi.

I risultati del rapporto “Donne medico: indagine su lavoro e famiglia, stalking e violenze“, realizzato dall’Ordine dei medici della provincia di Roma e che ha coinvolto 1597 donne medico riporta dati allarmanti. Pensate che il 46,4% (pari a circa la metà) delle donne medico ha ammesso di aver subito molestie; vittime sono principalmente le donne nella fascia di età che va dai 34 ai 54 anni; i motivi di queste violenze? Principalmente o per mettere in cattiva luce la collega oppure perchè il molestatore voleva la sua attenzione.

Università: per la Gelmini le donne non riescono ad emergere

Che per le donne riuscire ad emergere nel mondo del lavoro fosse difficile era cosa ben nota e, secondo Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità questo accade soprattutto nell’Università e negli Enti di Ricerca. Ed a questo proposito dice:

Nel mondo dell’università e degli istituti pubblici di ricerca le donne fanno ancora fatica ad emergere, incontrano più difficoltà che in altri settori della nostra società ed economia. Frequenti i casi di ricercatrici o studiose con curricula invidiabili ma che difficilmente sono Presidi, Rettori o ricoprono altri posti chiave. Ciò dimostra che le donne vengono ancora oggi penalizzate nel corso delle loro carriere

Incinta, picchiata e licenziata

Parliamo ancora di maternità e lavoro riportandovi un fatto di cronaca che non avrei voluto raccontare; a Frattamaggiore in provincia di Napoli, Maria Rosaria (nome usato da Ilmattino.it inventato) è una giovanissima ragazza di 17 anni che lavorava in nero come sarta. La ragazza incinta è stata schiaffeggiata e mandata via dal posto di lavoro da Sergio Nardiello, proprietario della sartoria; il motivo?

Carriera o maternità: le donne scelgono il lavoro

Maternità e lavoro: sembra essere questo difficile connubio un dei principali problemi del nostro paese. Sono molte le mamme che dopo la nascita del primo figlio sono costrette ad abbandonare il posto di lavoro; questo accade anche per la mancanza di strumenti di flessibilità (come part time o telelavoro) di cui le aziende potrebbero essere dotate.

Oggi però affronteremo il discorso maternità parlando di quelle donne che invece per la carriera rinunciano ad avere dei figli: pensate che secondo i risultati di un’inchiesta condotta da Adecco (azienda per la gestione delle risorse umane) su 250 lavoratrice è emerso che ben 3 su 4 sarebbero disposte a rinuncaire alla maternità per la carriera.

Lavoro e maternità: convegno sulla flessibilità

Come valorizzare le risorse femminili in azienda? Come continuare a valorizzarle anche quando diventano mamme e all’impegno lavorativo si aggiunge anche quello privato, spesso più complicato e sfidante, di crescere un figlio? All’azienda conviene – anche da un punto di vista economico – venire incontro ad eventuali esigenze di flessibilità, nelle sue diverse forme?

Di questo – delle politiche di valorizzazione delle donne, anche quando sono mamme, in azienda e della misurazione dei benefici di tali politiche “family friendly” – si parlerà il 3 maggio prossimo a Milano nel convegno “Talenti al femminile e flessibilità in azienda: tabù od opportunità?” organizzato da Moms@Work, progetto di Gi Group, primo Gruppo italiano nei servizi per il mercato del lavoro, con il patrocinio di Gi Group Academy e AIDP.

Il tema sarà approfondito con l’aiuto di esperti del settore, tra i quali Roberta Caragnano, Direttore Osservatorio Adapt Pari Opportunità e Daniela del Boca, Prof. Ordinario di Economia Politica presso l’Università di Torino e Direttore del Centro Child e saranno anche analizzati casi aziendali, come quello di Kraft Foods e Unicredit.

Tre donne cinesi sono le più ricche del mondo

Le signore più ricche del mondo sono cinesi; almeno questo è quanto scrive il quotidiano britannico Financial Times, commentando la China Rich List diffusa dalla rivista Hurun Report di Rupert Hoogewerf.

La più ricca è Zhang Yin, che con la sua Nine Dragons Paper vanta una ricchezza personale di ben 5,6 miliardi di $. Hoogewerf ha dichiarato

La Cina è chiaramente leader nel mondo per le donne imprenditrici non c’è nessun altro Paese che si avvicina ad avere lo stesso numero di self-made woman