Violazione diritti sindacali: procedura UE contro l’Italia

di Redazione Commenta

La Commissione Europea ha avviato una procedura d’infrazione contro l’Italia per violazione dei diritti sindacali dei lavoratori a tempo determinato: la Riforma del Lavoro Monti-Fornero non avrebbe applicato la legge europea del 1999 che regola i diritti dei lavoratori a termine per la rappresentanza sindacale, mettendo in atto una vera e propria discriminazione rispetto agli altri lavoratori.

Il Governo italiano ha due mesi di tempo per comunicare alla Commissione Europea le misure che sono state adottate per la trasposizione integrale della direttiva comunitaria, la quale prevede che anche i lavoratori a tempo determinato abbiano diritto al calcolo dei rappresentanti sindacali. Dopo questo termine l’Italia rischia di dover rispondere di infrazione alle leggi comunitarie davanti alla Corte di Giustizia UE.

Secondo un documento dell’Unione Europea, la Riforma Monti-Fornero non è riuscita a sanare le violazioni dei diritti sindacali che l’Italia ha già commesso in passato a danno dei lavoratori a tempo determinato. L’accusa della Commissione Europea, infatti, è quella che la riforma varata dal Ministero del Lavoro non risponderebbe alle direttive europee per quanto riguarda la tutela dei diritti sindacali.

Pertanto, Bruxelles ha annunciato la comunicazione di un parere dettagliato, allo scopo di chiarire i motivi per cui la direttiva Ue in materia non è mai stata applicata in Italia in un pur lungo periodo di ben quattordici anni. L’Italia, in sintesi, viene accusata di non tenere i lavoratori a tempo determinato nella giusta considerazione nell’ambito del calcolo totale dei dipendenti di un’azienda per la costituzione delle rappresentanze sindacali.

Secondo la Commissione Europea, sono discriminati soprattutto i lavoratori a termine assunti da meno di nove mesi, ma vengono penalizzati tutti i lavoratori, poiché la riforma pone un limite alla possibilità di creare una rappresentanza sindacale nelle imprese che in teoria non raggiungono il numero minimo stabilito dalla legge.

Mario Monti, a sua volta, accusa i sindacati, Cgil in primis, per aver ostacolato la Riforma del Lavoro e causato il suo fallimento. In occasione del Forum economico internazionale, infatti, Monti ha apertamente dichiarato che la Cgil «ha resistito decisamente al cambiamento e non ha firmato accordo che gli altri avevano firmato».

NOTA
Si ricorda che la procedura Ue per la violazione dei diritti sindacali è stata avviata già nel 2010 ed ora è al suo secondo stadio, dopo l’entrata in vigore della riforma Fornero. Spiegano alla UE: “La riforma è intervenuta sulle regole per il lavoro a tempo determinato, ma non ha sanato la violazione già precedentemente segnalata dall’Ue. Il nostro giudizio complessivo sulla riforma resta positivo e in particolare sul suo obiettivo di contrastare la frammentazione del mercato del lavoro”.

APPROFONDIMENTI
*Costituire le rappresentante sindacali aziendali

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