Assegno di maternità dello Stato, chi può richiederlo

 Abbiamo già parlato dell’assegno di maternità dei Comuni e dell’assegno di maternità dello Stato, entrambi rivolti a tutelare la donna in gravidanza e nel periodo post partum.

Oggi chiariamo un altro aspetto del tema: chi ha diritto all’assegno di maternità dello Stato? Ovvero chi può richiederlo? Precisiamo allora che hanno diritto all’assegno di maternità dello Stato le cittadine italiane e comunitarie che risiedono in Italia al momento del parto o dell’ingresso del minore adottato o affidato nell’anagrafica della famiglia di chi lo richiede.

Anche le cittadine non comunitarie residenti in Italia possono richiedere *l’assegno di maternità dello Stato, sempre al momento del parto o dell’ingresso del minore adottato o affidato nella famiglia anagrafica del richiedente. Ma c’è una condizione: la cittadina extracomunitaria deve avere la carta di soggiorno o il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Lavoratrici precarie, diritto all’assegno di maternità dello Stato

 Le lavoratrici precarie, disoccupate oppure occupate saltuariamente, in caso di nascita di un figlio oppure in caso di adozione o affidamento di minore, hanno diritto ad un assegno di maternità dello Stato ma erogato dall’Inps in misura fissa annuale. Tuttavia i requisiti contributivi sono diversi da quelli previsti per l’indennità di maternità.

Nello specifico, cosa è l’assegno di maternità dello Stato: è un assegno al quale ha diritto la madre lavoratrice precaria o disoccupata in caso di nascita di un figlio oppure di adozione o affidamento preadottivo di un minore che non abbia più di 6 anni o fino a 18 anni in caso di adozione o affidamento internazionale. L’assegno di maternità dello Stato non va confuso con l’assegno sociale dei Comuni: è integrativo e spetta in genere alle lavoratrici dipendenti, a progetto o parasubordinate o alle lavoratrici autonome, naturalmente dopo presentazione della relativa domanda.

Riforma pensioni, i contributi previdenziali per lavoratori agricoli e coltivatori diretti dal 2012

 La riforma Monti ha cambiato le norme contributive anche per gli imprenditori agricoli: dal 2012 aumentano i contributi agricoli previdenziali da versare.

I lavoratori agricoli (coltivatori diretti, mezzadri e coloni) sono tra i lavoratori autonomi per i quali l’Inps prevede una gestione previdenziale autonoma, che però ha subito delle modifiche appunto a causa della riforma delle pensioni, con l’aumento dei contributi agricoli previdenziali a partire dal 2012.

L’Inps specifica che i lavoratori autonomi dell’agricoltura iscritti alla gestione Inps sono i *coltivatori diretti, cioè i piccoli imprenditori che coltivano manualmente dei fondi, di cui sono proprietari, affittuari, usufruttuari; *gli imprenditori agricoli professionali, ovvero gli imprenditori agricoli che non possono essere inquadrati come coltivatori diretti in quanto proprietari di consistenti estensioni di terreni; *coloni e mezzadri, che svolgono attività agricola mediante forme associative, che vanno però estinguendosi in quanto i contratti sono proibiti dal 1982.

Cause del crollo delle immatricolazioni universitarie

 Nel corso degli ultimi otto anni, le immatricolazioni alle Università italiane sono calate del 15%. Le cause sarebbero numerose, e non sempre ricollegabili tra di loro: dal calo demografico alla presenza di una minore quota di studenti adulti, dalla maggiore scarsità di passaggi dalla scuola secondaria all’Università (si è passati rapidamente dal 72,6% al 63,3%) al minore interesse dei diciannovenni per gli studi universitari, attraversando l’annosa questione legata ai costi della formazione specialistica.

Secondo quanto sottolinea una recente ricerca condotta da Alma Laurea, la situazione non è destinata a migliorare. “I miglioramenti registrati dall’età di laurea e dalla regolarità negli studi” – sottolinea infatti l’analisi – “punti storicamente dolenti del sistema universitario nazionale, tendono a stabilizzarsi”.

Disoccupazione e mobilità, contributi figurativi e indennità

 L’Inps versa dei contributi figurativi a sostegno del reddito in caso di perdita di lavoro o in caso di mobilità, automaticamente e senza la presentazione di una domanda di riferimento.

Invece non versa i contributi figurativi nei periodi in cui il lavoratore usufruisce del trattamento speciale di disoccupazione dell’industria e in caso di proroga del trattamento speciale. Ricordiamo che durante il periodo in cui si percepisce l’indennità di disoccupazione non si possono versare contributi volontari. Quindi, in caso di disoccupazione, possono essere accreditati solo i contributi figurativi.

L’Inps, tuttavia, pone dei limiti: un periodo di 180 giorni ovvero di 26 settimane per l’accredito di contributi figurativi e la condizione che sia accreditato almeno un contributo settimanale obbligatorio prima del periodo da coprire con i contributi figurativi.

Cassa integrazione e contratti di solidarietà, contributi figurativi accreditati

 L’Inps, come abbiamo già precisato, eroga i contributi figurativi d’ufficio, cioè senza la presentazione della domanda da parte del lavoratore, anche per la cassa integrazione guadagni.

L’Inps precisa inoltre che i contributi figurativi accreditati per integrare i salari danno il diritto a tutte le pensioni, anche alla misura di tutte le altre prestazioni previdenziali e alla determinazione del contributo dovuto per proseguire nel versamento volontario dei contributi.

La cassa integrazione guadagni, per i periodi di sospensione dal lavoro o di riduzione dell’orario di lavoro, è stata corrisposta per la *cassa integrazione ordinaria ordinaria (CIGO) per i lavoratori dipendenti da imprese industriali, esclusa l’edilizia; *cassa integrazione speciale, sempre per i lavoratori dipendenti da imprese artigiane e industriali; *cassa integrazione straordinaria (CIGS) per i lavoratori dipendenti da imprese del settore industriale che abbiano più di 15 dipendenti, imprese del settore edile, aziende commerciali con più di 200 dipendenti, aziende di mensa e ristorazione.

Studiare all’estero non attira molti italiani

 Del fatto che studiare all’estero, o compiere semplicemente qualche esperienza formativa della durata di pochi mesi, sia un’eccezionale integrazione al proprio curriculum vitae, in grado di arricchire le proprie conoscenze e competenze, ne sono convinti tutti. Peccato che davvero pochi italiani abbiano agito in tal senso, visto e considerato che la percentuale di studenti tricolori che decidono di varcare i confini nazionali per compiere un’attività formativa fuori Patria, continua a deludere.

Secondo una recente ricerca compiuta da Almalaurea, ad esempio, solamente il 7% dei laureati italiani avrebbe avuto modo di compiere un’esperienza del genere, in grado di ampliare il proprio bagaglio formativo personale, conoscendo altre realtà e avere – di conseguenza (più o meno diretta) – più opportunità di lavoro.

Volontariato con Libera: le attività dell’estate 2012

 Anche quest’anno l’associazione Libera mette a disposizione i terreni confiscati alle mafie per poter partecipare a utili attività di volontariato. Come ogni estate, anche nel 2012 tantissimi giovani sceglieranno di svolgere un’esperienza di volontariato e di formazione civile sui terreni che sono stati confiscati dalle mafie, e che vengono gestite dalle cooperative sociali di Libera Terra. Un’attività che permetterà a migliaia di giovani di tradurre in azione concreta la responsabilità e la condivisione delle finalità della storica associazione.

L’obiettivo principale dei campi di volontariato sui beni confiscati alle mafie” – afferma l’associazione – “è quello di diffondere una cultura fondata sulla legalità e giustizia sociale che possa efficacemente contrapporsi alla cultura della violenza, del privilegio e del ricatto. Si dimostra così, che è possibile ricostruire una realtà sociale ed economica fondata sulla pratica della cittadinanza attiva e della solidarietà”.

App per il lavoro per gestire l’ufficio con il tablet

 È possibile gestire il proprio lavoro con un semplice tablet? A nostro giudizio, salvo particolari e specifiche professioni, la risposta è sostanzialmente positiva. Le app per il lavoro e l’ufficio permettono oggi al professionista di poter svolgere quasi qualsiasi tipologia di attività senza dover ricorrere al personal computer, migliorando il livello di mobilità nazionale e internazionale, e la praticità delle varie procedure di organizzazione.

A ribadire le nostre impressioni è stata, negli scorsi giorni, l’elaborazione delle ricerche compiute dal Forrester Research, secondo cui il 27% delle aziende occidentali supportano l’iPad per un terzo dei propri dipendenti, mentre i tablet sarebbero utilizzato per lavoro dal 44% dei manager, dal 30% degli addetti alle vendite e dal 24% di chi lavora nel mondo dell’informazione.

Contributi figurativi accreditati gratuitamente dall’Inps

 I contributi figurativi vengono accreditati dall’Inps gratuitamente e automaticamente oppure su richiesta del lavoratore.

L’Inps o l’ex Inpdap, infatti, può farsi accreditare sul proprio estratto conto altri contributi gratuiti, oltre ai contributi obbligatori versati dal lavoratore autonomo o dal datore di lavoro e ai contributi da riscatto. I contributi figurativi accreditati dall’Inps e dall’ex Inpdap sono gratuiti, appunto. Ma spieghiamone il significato e lo scopo.

Contributi sanitari integrativi deducibili, i requisiti

 Iniziamo dai requisiti indispensabili per usufruire dell’agevolazione fiscale. Prima di tutto i contributi sanitari integrativi devono essere versati ad una cassa che abbia esclusivamente fini assistenziali e il relativo versamento alla cassa di assistenza deve essere previsto da un contratto specifico o da un regolamento aziendale.

Il contributo versato dal lavoratore viene trattenuto dal datore di lavoro direttamente dalla retribuzione lorda del dipendente e rappresenta un ulteriore contributo previdenziale in busta paga. Il datore di lavoro, quale sostituto d’imposta, consegna al lavoratore il modello Cud nel quale è indicato nella casella apposita l’importo complessivo dei contributi sanitari versati alla cassa di assistenza.

Web reputation: quanto conta davvero?

 Quanto conta davvero la web reputation? Secondo una ricerca recentissima, condotta da Mcs fra 100 direttori delle risorse umane, conterebbe molto di meno del parere dei colleghi e dei conoscenti. Insomma, quando si tratta di selezionare dipendenti e, in particolar modo, individuare il manager cui affidare incarichi rilevanti, piuttosto che la reputazione online, la determinante fondamentale sarebbe l’opinione fornita da chi conosce a fondo il candidato.

I selezionatori attribuiscono infatti grande importanza alla valutazione fatta dalle società di selezione (77%) e alle referenze dirette (55%). Sono considerati utili anche i giudizi espressi attraverso contatti indiretti, come i colleghi o gli ex colleghi (32%). In generale, prosegue ancora la ricerca, è il colloquio che mantiene un peso fondamentale nel valutare un candidato proposto dal consulente (68%).

Certificato di riconoscimento dei volontari

 Il Parlamento Europeo sta sostenendo la realizzazione di un “passaporto delle competenze”, un documento valido per l’espatrio di tutte le proprie conoscenze e abilità, acquisite attraverso attività di volontariato. Un documento che potrà essere utilizzato per arricchire il proprio curriculum vitae, e che potrebbe vedere una facile realizzazione dopo l’adozione della risoluzione depositata dal deputato italiano Marco Scurria, che desidera facilitare il riconoscimento formale delle esperienze professionali.

Il provvedimento sopra anticipato ha ottenuto una larga maggioranza di voti, valorizzando in tal modo le esperienze nate durante l’impegno in associazioni non profit, che può rappresentare un prezioso elemento aggiuntivo per un curriculum vitae, e per fornire una chance professionale per i giovani.

Pensione anticipata a 63 anni: prospettive per i giovani lavoratori

 I giovani lavoratori, ovvero coloro che hanno iniziato il loro percorso di lavoro dal 1996 e sono inseriti interamente nel sistema contributivo, possono ottenere la pensione anticipata a 63 anni con 20 anni di contributi versati.

Ma sarà veramente possibile? Per la pensione anticipata dei giovani lavoratori si prevedono delle difficoltà, soprattutto perché la prima rata di pensione deve essere 2,8 volte l’assegno sociale. E questo requisito crea dei dubbi. Come faranno i lavoratori che hanno cominciato a lavorare dopo la riforma Dini del 1995, ovvero i giovani lavoratori, ad ottenere la nuova pensione anticipata voluta dalla nuova rifoma delle pensioni?