Cervelli in fuga all’estero

 Secondo quanto afferma una recente ricerca compiuta dal Centro Studi del Forum nazionale dei Giovani, in collaborazione con il Cnel, sono circa 10 mila i professionisti italiani che tra il 1997 e il 2010 hanno preferito lasciare i confini natii per andare a trasferirsi all’estero, mettendo le proprie conoscenze e competenze al servizio delle grandi aziende situate in altri Paesi europei.

Veri e propri cervelli in fuga, che lasciano la Penisola alla ricerca di prospettive di lavoro più gratificanti economicamente, e che – con somma beffa delle italiche strutture – finiscono con l’essere apprezzati e valorizzati all’estero. Dei 10 mila professionisti emigrati, la maggior parte sono medici (2.640 ), i quali possono finalmente trovare lo sbocco occupazionale che il servizio sanitario pubblico e privato non sembra in grado di garantire all’interno dei recinti tricolori.

Deroghe alle comunicazioni obbligatorie per le zone colpite dal sisma

 Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attraverso la Direzione generale per le Politiche dei Servizi per il lavoro, ha emesse la nota ministeriale del 31 maggio 2012 che prevede una deroga alle comunicazioni obbligatorie dovute dai datori di lavoro. Si ricorda che le comunicazioni obbligatorie sono quelle che i datori di lavoro pubblici e privati devono trasmettere in caso di assunzione, proroga, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro.

Non solo, il nuovo sistema telematico sostituisce le vecchie modalità di comunicazione che le aziende inoltravano ai Centri per l’impiego, all’Inps, all’Inail e al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali come previsto dalla Legge Finanziaria per il 2007. Con il sistema informatico CO non è più necessario inviare differenti comunicazioni cartacee, basta compilare un unico modello.

Il modello 730 nei vari casi

 Con il modello 730, oltre agli altri vantaggi rispetto al Modello Unico, si ha anche quello di poter effettuare il pagamento in busta del conguaglio a debito dal modello 730-3, mediante il datore di lavoro o dal 730-4 in caso di assistenza del CAF.

È possibile il versamento a rate mediante prelievo in busta paga nel mese di luglio per i dipendenti o di agosto/settembre per i pensionati. Il lavoratore contribuente o il pensionato può scegliere anche il versamento a rate dell’eventuale conguaglio a saldo, indicando il numero nella colonna 7 del rigo F6 del modello 730 del 2012. Se invece si presenta il modello 730 congiunto, si dovrà indicare il dato solo nel modello del dichiarante.

Sulle rate sarà applicato un interesse dello 0,33% mensile, che verrà prelevato ogni mese in busta paga dal sostituto d’imposta insieme alla rata. Se non è possibile il conguaglio nel mese di luglio, secondo il termine stabilito, il sostituto d’imposta datore di lavoro deve suddividere il debito in un numero di rate che sia più vicino a quello scelto dal contribuente.

I rimborsi dei crediti d’imposta, i limiti e i tempi

 Può succedere che le ritenute Irpef da versare non bastino a rimborsare l’intero credito che spetta al lavoratore. In tal caso il sostituto d’imposta datore di lavoro può effettuare i rimborsi dei crediti d’imposta con un importo rapportato all’importo complessivo delle ritenute da effettuare ogni mese all’ammontare dei crediti da rimborsare al lavoratore.

Ma ci sono dei limiti: il datore di lavoro per i rimborsi dei crediti d’imposta non può superare l’anno. Più chiaramente: il datore di lavoro ha la possibilità di erogare i rimborsi dei crediti d’imposta prodotti dalle dichiarazioni dei redditi, sempre in rapporto alle ritenute operate, solo entro l’anno d’imposta, ovvero entro dicembre.

Se il sostituto d’imposta non riesce a rimborsare tutti i crediti, crea dei crediti d’imposta residui e deve, quindi, certificare le imposte non rimborsate nel modello Cud, consegnato ai lavoratori entro il 28 febbraio dell’anno successivo. In questo modo il lavoratore contribuente potrà far valere i crediti che gli spettano nella successiva dichiarazione dei redditi, cioè nel modello 730 dell’anno successivo.

Chiarimenti su conguaglio fiscale a credito e a debito dell’Irpef

 Il lavoratore dipendente, o il pensionato, che presenta il modello 730 per la dichiarazione dei redditi ha due possibilità per il conguaglio a credito o a debito dell’aliquota Irpef: recuperare i crediti Irpef nella busta paga di luglio o di agosto/settembre oppure pagare le imposte a saldo e acconto dovute, anche a rate, come indicato nel prospetto di liquidazione. A sua volta, il datore di lavoro o l’Inps devono addebitare o accreditare nei limiti delle ritenute.

Il sostituto d’imposta o il datore di lavoro o l’ente pensionistico di riferimento ha l’obbligo, in base al Decreto Legge n. 164 del 1999, di provvedere ai conguagli fiscali considerando i risultati contabili del modello 730-3 oppure il modello 730-4. Più precisamente: il 730-3, se hanno prestato direttamente assistenza fiscale ai propri dipendenti o pensionati oppure il 730-4, considerando i risultati trasmessi loro dall’Agenzia delle Entrate entro un limite massimo di 10 giorni dal ricevimento delle trasmissioni effettuate dai Caf o dai professionisti abilitati.

Per imposte pagate in eccesso rimborsi in busta paga

 Il lavoratore ha diritto al conguaglio a credito se ha pagato imposte in eccesso: il rimborso viene fatto nelle buste paga dell’anno. Chiarimenti in dettaglio.

La convenienza del modello 730 rispetto al modello Unico per la dichiarazione dei redditi si evidenzia proprio in questi casi, come ad esempio quando il lavoratore, per errore o disattenzione, paga per le imposte più di quanto dovuto. Può infatti recuperare il surplus pagato, che gli viene rimborsato nella busta paga dell’anno, tramite il sostituto d’imposta, il datore di lavoro o l’ente pensionistico di riferimento.

In sintesi, il lavoratore presenta il modello 730 e gli vengono restituite le imposte trattenute mediante crediti accreditati in busta paga nel mese di luglio o di agosto se è un pensionato. La legge, tuttavia, pone dei limiti ai rimborsi fiscali del datore di lavoro. Vediamo come e perché…

I rimborsi fiscali, che vengono richiesti dal modello 730-4 inviato dai Caf e da erogare di seguito ai dipendenti, possono essere accreditati nella busta paga del lavoratore nel rispetto dei limiti delle ritenute Irpef che il sostituto d’imposta ha prelevato dalle buste paga del proprio lavoratore e relative al mese in cui viene effettuato il conguaglio, cioè a luglio.

Novità aperture pompe di benzina

 Il Consiglio di Stato, con la sentenza 2456/12, pubblicata dalla quinta sezione civile, ha apportato alcune importanti novità circa l’apertura di nuove pompe di benzina, da più parti auspicata al fine di incentivare la concorrenza tra compagnie e distributori, anche nei piccoli centri, contribuendo in tal modo a ridurre il prezzo del carburante al servizio e al self service. Nell’attesa di una ulteriore rivisitazione del settore, cerchiamo di comprendere quali siano le novità previste dalla pronuncia del Consiglio.

La sentenza ha dichiarato che deve oramai ritenersi definitivamente superato il precedente orientamento giurisprudenziale secondo cui le autorizzazioni all’apertura degli impianti di distribuzione di carburanti devono essere rilasciate alla luce dell’intero apparato distributivo locale esistente, nel quale la distanza minima tra le pompe di benzina costituisce un parametro che occorre verificare.

Contributi sanitari integrativi, esentasse e deducibili dal reddito

 I contributi sanitari integrativi rappresentano una convenienza sia per il datore di lavoro che per il lavoratore, in quanto i relativi versamenti non sono soggetti a nessuna forma di tassazione, e anzi possono usufruire di una detrazione fiscale del 19% fino al limite di 3.615,20 euro.

Infatti, i contributi che le aziende versano ai fondi sanitari integrativi del Servizio sanitario nazionale a favore dei propri dipendenti rientrano nella categoria delle spese deducibili fino alla cifra di 3.615,20 euro già menzionata.

Il lavoratore, quindi, ma anche il pensionato, può detrarre i contributi sanitari versati dal proprio reddito imponibile ai fini dell’Irpef, cioè dell’imposta sul reddito. In questo senso abbiamo parlato di convenienza per entrambi i soggetti in causa, per l’azienda e per il lavoratore, al fine di chiarire eventuali indecisioni sul versamento di contributi sanitari integrativi e della relativa agevolazione fiscale.

Chiarimenti sui contributi sanitari deducibili, i requisiti per l’agevolazione fiscale

 Per usufruire dell’agevolazione fiscale, i contributi sanitari integrativi devono essere versati ad una cassa che abbia soltanto finalità assistenziali. E inoltre il versamento dei contributi sanitari alla cassa di assistenza va fatto sulla base di un contratto o di un accordo collettivo oppure di un regolamento aziendale.

Il contributo sanitario risulta versato dal lavoratore, ma viene trattenuto dal datore di lavoro direttamente dalla retribuzione lorda del lavoratore, risultando quale contributo previdenziale in busta paga. Il datore di lavoro consegna poi al lavoratore il modello Cud nel quale deve indicare nell’apposita casella l’importo complessivo dei contributi sanitari versati alla cassa di assistenza. Si precisa che i contributi sanitari non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente.

Concorso per giovani creativi digitali

 È partito in questi giorni, con scadenza il 16 luglio 2012, il World Summer Youth Award, un contest riservato a designer, sviluppatori di applicazioni, giornalisti che utilizzano internet, applicazioni e creano contenuti digitali su temi come l’ambiente, la lotta alla povertà, e altro ancora. Il concorso, riservato a chi non ha ancora compiuto i 30 anni, è suddiviso in sei differenti categorie, con tre vincitori e due piazzati d’onore per ognuna delle stesse.

Oltre a quanto sopra, la giuria assegnerà anche un premio speciale. Le categorie sono relative ai temi a suo tempo indicati dalle Nazioni Unite: Fight Poverty, Hunger and Disease; Education for all; Power; Women; Create your Culture; Go Green e Pursue Truth. Le candidature potranno essere inviate fino al 16 luglio 2012, con processo di selezione della giuria completo entro la fine del mese di settembre. A ottobre vedrà invece la luce la premiazione dei migliori talenti provenienti da tutto il mondo.

L’importo delle agevolazioni fiscali per assegni di mantenimento

 In base alla legge Finanziaria 2008, le agevolazioni competono nella misura prevista dal comma 3 dell’art. 13 del TUIR a favore dei pensionati che hanno meno di 75 anni. Di seguito, in dettaglio.

Se il reddito complessivo del coniuge che incassa l’assegno periodico non supera i 7.500 euro, gli spetta una detrazione fiscale pari a 1.725 euro. Se invece il reddito complessivo del coniuge che incassa l’assegno periodico di mantenimento, escluso l’assegno di mantenimento per i figli, è compreso fra i 7.500 e i 15.000 euro, la detrazione è di 1.255 euro, oltre ad una ulteriore cifra da zero ad un massimo di 470 euro.

Si ricorda che l’agevolazione fiscale per gli assegni di mantenimento non è cumulabile con la detrazione per lavoro dipendente. Infatti, la legge prevede questa detrazione fiscale per dare un sostegno economico ai coniugi separati o divorziati che incassano l’assegno periodico, ma basandosi sul presupposto che il coniuge che incassa l’assegno non percepisca redditi di lavoro dipendente.

Agevolazioni fiscali per assegni di mantenimento

 In caso di separazione o divorzio fra due coniugi si pone sempre, fra gli altri inevitabili problemi, quello dell’assegno di mantenimento, anche sotto l’aspetto fiscale.

Viene a crearsi, infatti, una tra le situazioni familiari e reddituali più difficili, che abbisognano di una maggiore tutela fiscale. Allo scopo il Tuir ha previsto una detrazione d’imposta sugli assegni periodici di mantenimento sia per il coniuge che eroga l’assegno periodico di mantenimento che per il coniuge che lo incassa. La detrazione fiscale Irpef a favore del coniuge che percepisce l’assegno periodico di mantenimento è uguale a quella concessa per i redditi da pensione, ma non si cumula con il reddito di lavoro dipendente.

Il contribuente che ha un reddito annuale ha l’obbligo di pagare l’imposta sul reddito Irpef. Il Fisco italiano prevede una serie di agevolazioni allo scopo di alleviare l’onere fiscale al contribuente in particolare situazione economica e familiare, fra le quali appunto la detrazione dell’imposta reddituale Irpef. Sono agevolazioni fiscali mirate alla riduzione dell’imposta effettivamente da pagare e strettamente rapportate alla situazione reddituale e familiare del contribuente.

Guida alla contribuzione volontaria 2012 per gli autonomi

 L’INPS ha pubblicato la circolare 69/2012, che provvede al consueto aggiornamento delle retribuzioni per il calcolo dei contributi volontari, in vista della prima scadenza dei termini, il 30 giugno 2012, quando andrà pagato il primo trimestre del 2012. I contributi volontari, pagati per trimestre, con scadenza l’ultimo giorno del trimestre successivo a quello di riferimento (il 30 giugno è pertanto scadenza per i primi tre mesi dell’anno) vengono pagati attraverso Mav e sistemi di pagamento elettronici, in sostituzione dei “vecchi” bollettini di conto corrente postale.

I contributi possono essere pagati anche attraverso il sito internet www.inps.it, utilizzando l’addebito in carta di credito. In alternativa, è possibile procedere al pagamento attraverso contact center al numero verde 803 164, utilizzando sempre la carta di credito, o attraverso gli addebiti interbancari diretti RID.