Deroghe alle comunicazioni obbligatorie per le zone colpite dal sisma

di Francesco Pentella Commenta

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attraverso la Direzione generale per le Politiche dei Servizi per il lavoro, ha emesse la nota ministeriale del 31 maggio 2012 che prevede una deroga alle comunicazioni obbligatorie dovute dai datori di lavoro. Si ricorda che le comunicazioni obbligatorie sono quelle che i datori di lavoro pubblici e privati devono trasmettere in caso di assunzione, proroga, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro.

Non solo, il nuovo sistema telematico sostituisce le vecchie modalità di comunicazione che le aziende inoltravano ai Centri per l’impiego, all’Inps, all’Inail e al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali come previsto dalla Legge Finanziaria per il 2007. Con il sistema informatico CO non è più necessario inviare differenti comunicazioni cartacee, basta compilare un unico modello.

Il Ministero, a seguito del sisma che ha colpito l’Emilia Romagna, prevede una serie di deroghe alla normativa generale in tema di comunicazioni obbligatorie  il che consentirà ai datori di lavoro modalità semplificate di comunicazione da effettuare con il modello UNIURG.

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In effetti, il Ministero intende così recepire il Decreto Interministeriale del 30 ottobre 2007, infatti, il legislatore ha previsto una serie di deroghe alla disciplina generale in caso di “forza maggiore” o “malfunzionamento dei sistemi informatici”. In caso di eventi naturali catastrofici, il sistema, infatti, ammette le comunicazioni tardive che indicheranno i motivi di “forza maggiore”, senza che il datore di lavoro incorra in alcuna sanzione.

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Tuttavia, si precisa che, in caso di mancato funzionamento dei sistemi informatici, il datore di lavoro dovrà inviare nei termini previsti dalle legge il modello UNIURG, fermo restando l’obbligo di effettuare la comunicazione completa per via telematica entro il primo giorno utile al ripristino dell’anomalia.

Il Ministero, sicuro di recepire le aspettative dei cittadini, intende così dare un suo contributo, seppur minimo, alle persone colpite dal sisma.

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