
Esistono tantissimi corsi di formazione, nei settori più disparati, organizzati da diversi Enti e che almeno in teoria dovrebbero permettere di acquisire maggiori conoscenze e competenze. Generalmente questi corsi vengono finanziati con i soldi stanziati dal Fondo Sociale Europeo.
Sono corsi articolati in una parte teorica e in una parte finale rappresentata dallo stage, ossia lo strumento che dovrebbe permettere di mettere in pratica le nozioni apprese nelle ore di aula. A volte è pevista anche un’indennità di frequenza corrisposta all’allievo a fine corso.
Questo genere di corsi non assicura un lavoro ma dovrebbe fornire le basi per cercare di muoversi con un po’ più di agilità nel complicato mondo del lavoro. Anche qui ci sono i fortunati, quelli che alla fine vengono assunti e da stagisti diventano di diritto dei veri e propri lavoratori. E a tutti gli altri? Nulla … se non un semplice attestato di frequenza (rilasciato dopo un esame finale con tanto di votazione ottenuta dopo un esame finale) utile più come ricordo che per altro.
In un paese in cui i giovani sono sempre più precari sarebbe il caso di organizzare dei corsi che diano la concreta possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro magari fornendo qualche aiuto economico alle aziende interessate ad assumere un lavoratore.
Corso + stage + lavoro e non più solo Corso + stage. Forse questa è davvero utopia. Torniamo sempre al solito discorso e cioè che i giovani sembrano sempre più “carne da macello”, da sfruttare e illudere.





