Corso per valorizzare il merito – marzo 2012

di RobertoR Commenta

 È un vero e proprio corso di riconoscimento dei talenti e dei geni, quello organizzato dall’Università di Bergamo per i docenti che desiderino poter affinare le proprie capacità di valorizzazione del merito. Un percorso formativo finalizzato a riconoscere i “geni”, sfruttandone le potenzialità, personalizzando il proprio percorso di apprendimento, aiutandolo a integrarsi con il gruppo classe.

Il corso di perfezionamento in “Il riconoscimento della superdotazione degli studenti e i problemi educativi e didattici che ne conseguono”, organizzato dal Centro per la qualità didattica dell’Università degli Studi di Bergamo, è rivolto a tutti i docenti di tutti i gradi, elementari – medie e superiori, con lo scopo di fornire quegli strumenti e quelle conoscenze (soprattutto pedagogiche e psicologiche) che li possano aiutare a comportarsi nel migliore dei modi nel caso in cui si trovino in classe un “genio”.

Il corso avrà una durata di dieci weekend, e avrà come oggetto l’analisi delle biografie di soggetti superdotati (come Van Gogh, Mozart, Churchill, Bobby Fisher o Steve Jobs), per capire come riconoscere un genio, passando quindi alla fase di apprendimento psicologico, pedagogico, medico, neurologico, che occorre assumere come base perché il docente sia preparato per realizzare un percorso personalizzato in caso di riconoscimento di una superdotazione.

Uno studente superdotato in matematica, sostiene l’organizzazione del corso, potrebbe infatti trovare difficoltà nel seguire un percorso formativo per normodotati: un pericolo che potrebbe condurlo a manifestare disinteresse per quegli argomenti, fino ad entrare in contrasto con il gruppo di classe.

Chi desidera avere maggiori informazioni su questa opportunità formativa, può consultare il sito internet dell’Università degli Studi di Bergamo, all’indirizzo www.unibg.it, dal quale accedere alle attività formative attualmente in atto (tra cui, appunto, il corso per il riconoscimento della superdotazione degli studenti) da parte delCentro per la qualità didattica della stessa Università.

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