Stando alle ultime conferme disciplinari in materia, per valutare un curriculum vitae il selezionatore impiega pochi minuti. Un arco temporale che oscilla mediamente tra i 5 e i 10 minuti, che fino ad oggi erano stati considerati quali necessari per poter garantire al datore di lavoro o al responsabile delle risorse umane una opportuna ponderazione delle capacità del candidato, documentate in tale curricuvlum vitae. Eppure, le ultime ricerche sembrano invertire tale tendenza.
Stando a diverse analisi contemporanee (tra cui, l’ultima, “Keeping an eye on recruiter behavior”, dalla quale traiamo i seguenti spunti), che hanno utilizzato la tecnica dell’eye tracking per l’ambito delle ricerca del personale, i risultati sarebbero davvero straordinari e sorprendenti.
Secondo l’analisi, che ha “catturato” dove va a cadere l’occhio del selezionatore durante la fase di valutazione, si impiegherebbero solo 6 secondi per analizzare un curriculum. Inoltre, la ricerca ha scoperto che i selezionatori nella lettura seguono un percorso visuale ben preciso, e tanto più linearmente e professionalmente il cv è scritto, e tanto più facilmente, e rapidamente, ritrovano le informazioni che cercano.
A parlarne è stato, negli scorsi giorni, un approfondimento condotto da La Repubblica, secondo cui “che impieghino (i selezionatori) così poco tempo, in certi casi, è meglio anche per il candidato. Visto che quanto più lo sguardo è costretto a vagare in quello spazio di due paginette, dicono gli autori dell’indagine, tanto più i selezionatori si sentono costretti a fare fatica a prendere una decisione. I decisori, insomma, preferiscono ritrovare un percorso che li agevoli a decidere in un brevissimo lasso di tempo”.
Non solo: “le foto quindi, come ogni altra variazione grafica, finiscono per risultare come una distrazione, una perdita di tempo. Almeno rispetto a quelle informazioni che i selezionatori ritengono necessarie. L’ottanta per cento del breve tempo, trascorso a “valutare” il cv, viene impiegato sempre su sei precise informazioni che stanno davvero a cuore ai selezionatori: il nome del candidato, l’attuale posizione, l’azienda in cui si lavora, la precedente azienda in cui si è lavorato, la durata dell’impiego e il titolo di studio. Va bene o non va bene, dipende da queste informazioni” – conclude l’approfondimento di Mio Job.
E i social network? I profili su tali piattaforme non sono così efficaci e leggibili, così come i cv ben scritti. Meglio LinkedIn e i suoi profili più ordinati, rispetto ad altre piattaforme.





