Lavoro: i giovani e l’arte di arrangiarsi

di Redazione Commenta

A Milano i giovani, o se volete i “bamboccioni”, quelli che stanno a casa coi genitori, spesso per necessità e non per scelta, sono più “svegli” rispetto al resto d’Italia, ma meno rispetto ai giovani in Europa. E’ questa l’interessante fotografia sulle nuove generazioni scattata dalla Camera di Commercio di Milano in concomitanza con la Festa dell’1 maggio 2011. Nel dettaglio, l’Ente camerale ha realizzato nello scorso mese di febbraio un’indagine sulla base di un campione costituito da oltre mille e duecento tra imprese e lavoratori. Ebbene, dall’indagine è emerso come sotto la Madonnina, in media, i giovani milanesi solo a 30 anni diventino pienamente autonomi, ed in generale al giorno d’oggi lo diventano, sempre in media, quasi tre anni dopo rispetto ai propri genitori. Trattasi di tempi più lunghi ma sotto la media nazionale e, come sopra accennato, comunque al di sopra rispetto ai giovani del Vecchio Continente.

Le prime esperienze di lavoro sembrano poi rappresentate da vere e proprie tappe obbligate, indipendentemente spesso dal titolo di studio. I primi lavori sono infatti quasi sempre dei lavoretti, e spaziano dal volantinaggio ai lavori come commesso, magari part-time, oppure come cameriere. Altrimenti per i giovani, al fine di trovare un’occupazione e sbocchi migliori, è quella di andare all’estero la prima scelta e, molto spesso, una vera e propria tappa obbligata. Oppure, nel caso in cui la famiglia del giovane se lo possa permettere, si punta ad allungare ulteriormente gli studi.

Secondo quanto dichiarato dal presidente della Camera di commercio di Milano, Carlo Sangalli, al centro della sfida per la competitività, a Milano, ci sono i giovani, e per questo l’Ente camerale offre servizi di informazione, di formazione e di assistenza finalizzati anche all’avvio di nuove imprese. D’altronde rispetto al passato trovare un posto di lavoro a tempo indeterminato, in giovane età, è tutt’altro che facile, ragion per cui al giorno d’oggi i lavoratori che sono autonomi e che avviano un‘impresa lo fanno in un’età precoce rispetto a quella dei loro padri.

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