Mercati instabili post brexit: dove e come investire

di Redazione Commenta

I fondi comuni sono da sempre la forma di investimento più semplice e sicura. Chiunque, anche con un piccolo investimento, può acquistare una propria quota, riuscendo così a diversificare il proprio capitale per mercato, settore economico e area geografica.

Ma in questa particolare e inedita situazione di mercato conviene investire in fondi comuni?

L’invito da parte di tutte le società di gestione è alla prudenza e alla calma. Chi investe deve evitare di farsi prendere da eccessi di panico anche perché le crisi, come quella innescata dalla Brexit, non sono purtroppo mancate negli ultimi anni.

La turbolenza inoltre può offrire anche occasioni di acquisto ed è consigliato non vendere. Il bene rifugio per eccellenza è l’oro che è ai massimi da 8 anni e ha spinto il rendimento dei fondi specializzati in materie prime come sale, zucchero, cacao, caffè, petrolio, metalli ecc. E la corsa probabilmente è destinata a non fermarsi.

L’altra opportunità è sulle valute: il crollo della sterlina, che è ai minimi storici, potrebbe continuare e la moneta su cui puntare è il dollaro, che dovrebbe più di tutti beneficiare di un rialzo del 10% contro sterlina.

Valida alternativa agli USA è il mercato asiatico dove l’onda d’urto Brexit si è fatta sentire meno. Insieme a yen e dollaro si può sempre pensare di indirizzare i propri investimenti sul franco svizzero, altra grande certezza per gli azionisti.

Infine per chi ha sottoscritto quote di fondi comuni di investimento il consiglio unanime dei gestori è di mantenere i propri risparmi o incrementare le quote per provare a bilanciare le perdite. Per quanto riguarda l’azionario gli esperti consigliano di privilegiare settori che sono favoriti dalla ripresa del ciclo come i beni di consumo legati alle energie rinnovabili e la tecnologia.

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