Non chiamateci bamboccioni

di Martina Commenta

Ci sono i cosiddetti “bamboccioni” (termine che a me non piace) quelli che diventati grandi non vogliono (ma forse sarebbe più opportuno dire non possono) andarsene di casa; quelli che non lavorano e non studiano; quelli che non riescono a decidere cosa fare. Non sono d’accordo con chi generalizza, con quanti affermano che tutti i giovani siano scansafatiche.

La vita è cara, carissima e non tutti possono permettersi il lusso (viste le rate delle tasse universitarie direi che è il termine più adatto) di frequentare l’Università senza fare anche altro contemporaneamente. Sono rimasta colpita dal messaggio di una ragazza all’interno della pagina Facebook del blog a cui manca un solo esame per la laurea ma che ancora non può pagare la rata universitaria .. e senza il pagamento non può sostenere l’ultimo esame. E lei sarebbe una scansafatiche? Non penso proprio!

Chi vi scrive è iscritta alla Facoltà di Scienze della Comunicazione; non mi sono ancora laureata e di certo non è perchè sono una “bambocciona”. Da quando ho iniziato a frequentare l’Università ho sempre lavorato e per questo sono rimasta indietro con gli esami. E non parlo di un lavoro ma anche di due: viviamo in un paese in cui con un solo lavoro ci fai ben poco. Probabilmente con il “pezzo di carta” ci farò ben poco ed a questo punto credo che servirà pochissimo al mio cv.

Ma tutte le esperienze di lavoro che ho avuto mi hanno arricchito, mi hanno permesso di crescere. Quindi prima di chiamare “bamboccioni” i 30 enni non ancora laureati pensateci bene:  cercate di conoscere la loro storia.

Prima di dire che a 30 anni tutti dovrebbero uscire di casa fate in modo che chi desidera studiare possa farlo senza dover fare i salti mortali.

Cosa ne pensate? Vi aspettiamo all’interno della pagina Facebook del blog.

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