Il Comune di Crotone ha indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, finalizzato alla copertura a tempo indeterminato e pieno di un posto di «Specialista bibliotecario archivista», categoria D – posizione economica D1. I requisiti necessari di cui i candidati dovranno essere muniti al momento della scadenza del bando, al fine di inoltrare la domanda di partecipazione al concorso, sono i seguenti:
–laurea in conservazione dei beni culturali con indirizzo archivistico-librario o diploma di specializzazione per archivista-bibliotecario, o diploma di specializzazione in paleografia, diplomatica e archivistica (i dettagli nel bando)
-idoneità fisica al lavoro
-conoscenza di una lingua europea (ad eccezione di quella italiana) da verificare in sede di colloquio
-cittadinanza italiana o di uno dei Paesi dell’Unione Europea
Il Comune di Parma, ed in particolare l’Assessorato al Welfare, promuove sul territorio la concessione di contributi economici per il servizio di “Tagesmutter“, ovverosia per l’assistenza domiciliare all’infanzia attraverso l’erogazione di voucher. Trattasi di una misura di aiuto economico ideale per i lavoratori, in particolare per quelli cosiddetti aticipi, che possono andare a lavorare e lasciare i bambini presso le abitazioni delle Tagesmutter. Nel dettaglio, secondo quanto reso noto dall’Amministrazione comunale, a breve saranno ben quaranta le Tagesmutter accreditate a seguito di un corso di formazione ad hoc. Ogni Tagesmutter si potrà occupare di un numero massimo di cinque bambini a fronte della concessione, a favore della famiglia con bambini piccoli, di un contributo pari a tre euro l’ora con un massimale di cento ore mensili e, quindi, di un aiuto economico mensile non superiore ai trecento euro.
Nel nostro Paese, a parità di ruoli, competenze e caratteristiche, le donne continuano ad essere svantaggiate rispetto agli uomini in termini di paga. Sussiste infatti quello che l’Isfol definisce come il gap retributivo di genere che, in media, vede la donna percepire un salario medio orario inferiore del 7,1% rispetto ai colleghi uomini; ma ci sono anche alcune specifiche categorie dove la donna arriva a prendere, malgrado lo stesso ruolo, il 22,9% in meno rispetto al collega maschio. Per la donna, quindi, in Italia non basta avere la stessa preparazione, e svolgere lo stesso ruolo, per percepire una paga in linea con il proprio “compagno di stanza”. Al riguardo l’Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori (Isfol) ha condotto un’indagine, dal titolo “Rompere il cristallo“, con la quale è stato misurato il gap retributivo di genere che tra l’altro cresce sensibilmente sopra la media tra le donne che lavorano a fronte di un basso livello di scolarizzazione.