Posti di lavoro: quelli introvabili e quelli del futuro

di Filadelfio 4

Nel nostro Paese, nonostante un tasso di disoccupazione elevato, a partire da quella giovanile, alle stelle, ci sono tanti posti di lavoro che ogni anno restano “liberi”. Questo perché da un lato c’è una quota di domanda molto elevata di posti di lavoro saturi da anni, mentre dall’altro le imprese offrono moltissimi posti di lavoro con qualifiche e specializzazioni tali che non si riesce a trovare un numero adeguato di persone. Il lavoro in Italia quindi c’è, solo che tanti disoccupati non hanno le competenze tali da poter soddisfare le richieste delle imprese; la criticità è quindi legata sia al percorso di studi, sia alla formazione professionale, con la conseguenza che nel nostro Paese ci sono tutta una serie di lavori che nessuno vuole!

In accordo con quanto riporta Businesspeople.it, citando un’indagine realizzata da Manpower, la forte divaricazione tra la domanda e l’offerta di lavoro è tale che le imprese fanno fatica a trovare manodopera specializzata in produzione, progettisti, assistenti amministrativi, operatori di produzione, figure segretariali, operatori addetti ai macchinari, personale d’ufficio di supporto, e addetti al controllo della qualità. Così come sono introvabili anche gli esperti in Accounting & Finance, e “semplici” cuochi ed autisti. Ragion per cui basterebbe avere una formazione adeguata in tali campi/settori, e candidarsi, per avere probabilità ben superiori alla media di essere assunti.

E per chi è ancora giovanissimo, e solo tra uno o due anni, dopo aver terminato magari il liceo, punta ad iscriversi all’università, farebbe bene prima di scegliere l’indirizzo a valutare e comprendere anche quali saranno le professioni del futuro. In accordo con quanto riporta in questo caso Repubblica.it, le professioni del futuro saranno quelle legate alla cura della persona in virtù di un aumento medio della qualità e delle aspettative di vita. Il futuro, quindi, non sembra essere roseo per “mestieri” come quelli dell‘avvocato e dell’architetto, o dell’ingegnere, ma è previsto un boom di richieste, da parte delle aziende, di camerieri, cuochi, ma anche giardinieri, vigilantes, badanti, camionisti ed infermieri. Insomma, i giovani studenti sono avvisati!

Commenti (4)

  1. Mi sembrate un po’ contradittori: prima dite che mancano progettisti, poi che c’è poca speranza di lavor per gli ingegneri…

  2. In che senso contraddittori?

  3. @ Martina:
    Se mancano progettisti, è ovvio che sono lavoratori ricercati dalle imprese: chi è che fà il progettista? La formazione principe per un progettista è quella dell’ingegnere, che invece dicono non avere un futuro roseo. E’ questo che mi sembra contraddittorio.

    1. @pjt : sai in che cosa consiste il lavoro di progettista?

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