I punti essenziali della Riforma del lavoro

di Francesco Pentella Commenta

Il Ddl della riforma del lavoro è stato approvato dal Governo e tra poche settimane sarà al vaglio del Parlamento. In base a diverse indicazioni, il nuovo disegno di legge contiene diverse modifiche nei contratti di lavoro presenti nel panorama lavorativo nazionale.

In particolare, sul lavoro intermittente il governo Monti è intervenuto fissando l’obbligo di comunicazione preventiva in occasione di ogni chiamata, oltre all’impossibilità di stipulare con questa particolare forma contrattualistica con soggetti aventi meno i 25 anni o più di 45 anni e una stretta sull’indennità di disponibilità che sarà oggi dovuta anche se non vi sia effettiva chiamata, se il contratto è previsto per i periodi del week end o delle vacanze.

Stretta prevista anche per il contratto a tempo determinato. In questo caso, la stipula di un nuovo contratto a tempo determinato con lo stesso lavoratore non potrà più effettuarsi  a 10 giorni o 20 giorni dalla cessazione del primo contratto, bensì ad almeno 60 o 90 giorni, rispettivamente se il contratto è di durata inferiore o superiore a 6 mesi.

Non solo, per la stipula del primo contratto verrà eliminato l’obbligo di indicare la ragione di carattere tecnico o produttivo e viene aumentata la contribuzione dell’1,4% (esclusi i contratti per sostituzione o per attività stagionali).

Il governo Monti prevede, in caso di contratto illegittimo, la trasformazione a tempo indeterminato e il riconoscimento di un risarcimento da 2,5 a 12 mensilità.

Risultano impattati poi anche le collaborazioni a progetto; infatti, in questo caso si è deciso di intervenire sull’aumento dell’alòiquota contributiva dal 17% al 19% per coloro che sono già iscritti ad altra gestione, dal 27% al 28% per coloro invece che non sono iscritti a nessun’altra  gestione. Tali aliquote diventeranno nel 2018 rispettivamente 24% e 33%.

Occorrerà anche meglio chiarire l’oggetto della collaborazione e non potrà essere riconducibile all’attività normale dell’azienda e non sarà più possibile stipulare un contratto co.co.pro per la realizzazione di un programma (fase che non prevede se non un risultato parziale).

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