Le procedure da seguire in caso di sollevamento di persone

 In materia di sicurezza sul lavoro il Ministero del Welfare ha definito e diffuso una nuova procedura tecnica da seguire nel caso di sollevamento persone con attrezzature non previste. Infatti, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali informa che, a seguito dell’emanazione del parere sul concetto di “eccezionalità” di cui al punto 3.1.4 dell’allegato VI al D. L.vo n. 81/2008, relativo al sollevamento di persone con attrezzature di lavoro non previste a tal fine, emanato con lettera circolare del 10 febbraio 2011, la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, di cui all’articolo 6 del D. L.vo n. 81/2008 e s.m.i., ha ritenuto opportuno individuare specifiche procedure operative di sicurezza di tali attrezzature al fine di garantirne la sicurezza nell’uso.

Ricordiamo che il D.Lgs. n. 81/2008 proibisce, come regola generale, l’uso di una macchina per una funzione per la quale non è stata progettata. Tale uso è, però, ammesso “a titolo eccezionale” nei casi previsti dal citato parere della commissione consultiva permanente, a condizione che vengano prese adeguate misure di sicurezza conformemente a disposizioni di buona tecnica.

Dal Ministero del Lavoro arriva il piano per il sud

 Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali prevede di spendere oltre 2 miliardi di euro dalla riprogrammazione dei fondi europei e di questi circa 845 milioni sono destinati a obiettivi di inclusione sociale.

Infatti, parte dal Ministero del Lavoro una nuova campagna di iniziative per cercare di dare una risposta alle possibili aspettative di giovani, anziani e disoccupati: ci si rivolge ad una maggiore cura per l’infanzia e per gli anziani, nuove opportunità per i giovani insieme ad interventi a favore delle imprese e più investimenti per la cultura.

Queste sono le maggiori priorità della riprogrammazione dei fondi comunitari per il Mezzogiorno presentati in conferenza stampa dal Presidente del Consiglio Mario Monti insieme al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero, al Ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca e al Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi.

Dal Ministero del Lavoro i nuovi indicatori sul mercato del lavoro

 Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato la Nota Flash relativa al mese di maggio 2012, in riferimento ai principali indicatori congiunturali sul mercato del lavoro ed economici nazionali ed internazionali.

Con questa Nota il Ministero vuole analizzare l’evoluzione dell’occupazione, della disoccupazione e dell’offerta di lavoro relativa al quarto trimestre 2011 così come risulta dalla Rilevazione continua sulle forze di lavoro, realizzata dall’ISTAT; per lo stesso periodo sono stati pubblicati, inoltre, i dati relativi ad altri importanti indicatori del mercato del lavoro: ore lavorate, ore di Cig, incidenza straordinario, retribuzioni contrattuali e effettive, costo del lavoro, ma anche previsioni sul mercato del lavoro, il clima di fiducia delle imprese manifatturiere e delle famiglie.

Procura nazionale contro gli incidenti sul lavoro

 Tra non molto, anche in Italia potrebbe prendere il via una speciale Procura nazionale contro gli incidenti sul lavoro. Si tratta di una iniziativa che potrebbe portare a un miglioramento dell’attenzione nei confronti del fenomeno, e che tuttavia non dovrebbe essere riscontrabile in realtà nel brevissimo termine.

“E’ necessario che tale proposta venga sottoposta a un vaglio attento da parte degli organismi interessati, incentrato sulle implicazioni connesse alla sua eventuale attuazione” – ha di fatti dichiarato il ministro per i rpaporti con il Parlamento, Pietro Giarda, rispondendo a un’interrogazione di Giuseppe Giulietti (del gruppo Misto) durante il recente question time alla Camera.

Retribuzioni orarie marzo 2012

 La crescita delle retribuzioni contrattuali orarie a marzo è praticamente nulla su base mensile, e contenuta in un lievissimo + 1,2% su base annua. A dircelo è l’Istat, nel suo periodico monitoraggio, nel quale aggiunge altresì che la crescita tendenziale sarebbe la più bassa dal 1983 ad oggi: tenendo conto che l’anno di riferimento è il periodo di avvio delle serie storiche dell’Istituto, è altresì probabile che la debolezza delle retribuzioni contrattuali orarie possa trovare un termine di paragone in periodi ben antecedenti a 29 anni fa.

A cavarsela peggio sono stati, inoltre, i dipendenti della pubblica amministrazione: per loro la variazione delle retribuzioni orarie contrattuali di marzo sarebbe praticamente nulla, mentre l’incremento tendenziale sarebbe stato pari a + 1,7% per quanto concerne i dipendenti del settore privato con, al loro interno, una maggiore spinta per il settore tessile, l’abbigliamento, la lavorazione pelli, la chimica, il comparto della gomma, la plastica, le lavorazioni minerali non metallifere e quello delle telecomunicazioni (variazioni da + 2,7% a + 2,9% in tutti i comparti).

Stop al collocamento obbligatorio per le imprese con cigs in deroga

 Stando a quanto stabilito dal Ministero del Lavoro con l’interpello 10/2012, di risposta alle richieste di chiarimento dell’Ance, dell’Anisa e dell’Ordine dei consulenti del lavoro, le imprese con cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga, o con contratto di solidarietà, non possono godere dell’estensione della disciplina prevista relativamente alla sospensione degli obblighi occupazionali (già in vigore per le imprese che usufruiscono della cassa integrazione guadagni ordinaria).

Nel suo interpello, infatti, il ministero ricorda come il collocamento obbligatorio evidenzia che la deroga all’obbligo di assunzione previsto per tutti i datori di lavoro privati riguardi le imprese che versano in situazione di crisi aziendale, di ristrutturazione, di riorganizzazione, di aziende con contratti di solidarietà difensivi e quelle con i requisiti per l’attivazione della procedura di mobilità.

Lavorare da casa: attenzione alla destinazione d’uso

 Lavorare da casa, utilizzando l’appartamento da residenza privata come studio professionale, potrebbe essere abbastanza pericoloso se la trasformazione non viene dichiarata correttamente. Lo spunto per approfondire tale aspetto normativo ci è offerto da una recente sentenza da parte del Tar del Lazio (2832/12) secondo cui le opere realizzate senza il permesso di costruire, tali da modificare sostanzialmente la destinazione d’uso dell’immobile, possono essere demolite.

La pronuncia del tribunale amministrativo regionale si riferisce a una recente vicenda accaduta a Roma, dove il proprietario dell’appartamento contrae un accordo di affitto con un nuovo inquilino, una società, indicando come oggetto di locazione quella “ad uso studio professionale”. Di qui i lavori sull’appartamento, con smantellamento della cucina per far spazio a scrivanie e impianti elettrici, e conseguente accertamento da parte della polizia municipale, con evidenza del fatto che i proprietari non posseggono l’idoneo titolo edilizio.

Conciliazione obbligatoria tra impresa e lavoratore

 Tra le tante iniziative assunte dal governo Monti per cercare di riformare il sistema occupazionale e le liti conseguenti tra impresa e lavoratore, vi è anche l’introduzione di un meccanismo conciliativo obbligatorio. In altri termini, prima di passare alle forme giudiziarie, datore di lavoro e dipendente dovranno attraversare un iter (si spera, rapido) presso le Direzioni Provinciali del Lavoro, dove si cercherà di individuare una condivisa risoluzione extragiudiziale per poter evitare il ricorso al Tribunale.

Un meccanismo che, con la buona volontà delle parti, potrebbe realmente costituire una rapida via di uscita dalle liti tra impresa e lavoratore, che in caso contrario rischierebbe di allungare ulteriormente i tempi di risoluzione delle cause: ad ogni modo, la procedura conciliativa non è certo una novità per il mercato del lavoro italiano, visto e considerato che già la l. 183/2010 prevedeva che le parti sociali potessero dar vita a procedure alternative rispetto a quelle giudiziali, con la possibilità di poter sottoscrivere clausole compromissorie che potessero favorire una risoluzione più celere delle liti.

Previsioni disoccupazione italiana 2012

 Sono sostanzialmente negative, per il Centro Studi di Confindustria, le previsioni sull’andamento della disoccupazione italiana nel 2012. Stando alle analisi compiute, infatti, l’impennata della disoccupazione tricolore proseguirà anche nell’anno in corso, poiché “rimarranno le condizioni che l’hanno causata”.

Il tasso di disoccupazione risulta infatti maggiore non solamente perché molti posti di lavoro sono stati bruciati dall’attuale congiuntura (si pensi all’elevato numero di attività imprenditoriali che ha dovuto chiudere, portando – direttamente o con indotto – molti dipendenti a rimanere a casa), bensì anche poiché con la caduta del reddito reale e del potere d’acquisto, molte risorse hanno ripreso a cercare lavoro, andando in tal modo a pregiudicare la tenuta del tasso di disoccupazione.

Ancora, secondo quanto affermato dal Centro Studi di Confindustria, durante il mese di febbraio la disoccupazione italiana è salita a quota 9,3 punti percentuali, contro i 9,1 punti percentuali, per il livello più elevato da marzo 2011 ad oggi. Il tasso di disoccupazione odierno risulta inoltre essere più elevato di un punto percentuale rispetto a quello rilevato ad agosto del 2011.

Nuove leggi contrasto al lavoro in nero

 Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato uno schema di decreto legislativo finalizzato a incentivare gli strumenti di contrasto al lavoro in nero, aumentando le pene e le sanzioni per i datori di lavoro che assumono irregolarmente dei migranti. In particolare, a risultare particolarmente colpite sarebbero le situazioni di “particolare sfruttamento” degli stranieri, a una maggiore tutela delle condizioni lavorative di questi ultimi, e dell’intero mercato italiano dell’occupazione.

Ma non solo. Stando a quanto si evince dal documento, se l’irregolare denuncia l’imprenditore che lo sfrutta e collabora con l’autorità giudiziaria, l’immigrato può ottenere un permesso di soggiorno a fini umanitari, della durata di sei mesi, e rinnovabile per un anno. In questo modo lo straniero potrebbe regolarizzare la propria posizione, cercando in maniera legittima un’occupazione che possa garantirgli la stabilità della permanenza in Italia.

L’Unione Europea e il nuovo pacchetto occupazione

 L’Unione Europea esce finalmente allo scoperto proponendo un pacchetto occupazione che punta alla creazione di 17 milioni di posti di lavoro entro il 2020; in effetti, il Commissario europeo Laszlo Andor ha presentato le proposte europee che mirano a dare un serio contributo alla ripresa economica: dal salario minimo al taglio delle imposte sul lavoro, da un maggiore riconoscimento delle qualifiche professionali fino ad arrivare ad una piena mobilità dei lavoratori.

L’Unione Europea, per mano della Commissione, vuole aumentare la sua capacità di monitorare le politiche del lavoro degli Stati membri, definendo una vera e propria governance dell’occupazione, che fa il paio con quella economica e di bilancio licenziata nei mesi scorsi visto che nella bozza presentata si legge che

Riforma del lavoro “migliorabile”

 La riforma del lavoro, che tanto ha fatto – e sta facendo – discutere parti politiche, sindacali e imprenditoriali, è migliorabile. A dirlo non siamo solo noi, ma un diretto esponente dell’attuale governo Monti, che cerca comunque di salvare i positivi intenti della revisione del nostro sistema normativo occupazionale, in attesa di comprendere nel maggior dettaglio quali saranno i possibili benefici della riforma.

“E’ una buona riforma e come ogni cosa può essere ulteriormente migliorata” – ha dichiarato il ministro dello sviluppo economico Corrado Passera, intervistato da Lucia Annunziata nella tramissione “In mezz’ora” – “ma sono sicuro che arriverà in fondo”.

Incentivi per chi assume over 50

 Dal 1 gennaio 2013 sono previsti importanti incentivi personale almeno 50 enne, disoccupato da oltre 12 mesi, o donne di qualsiasi età, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, e residenti in regioni individuate con apposito decreto, oppure da 24 mesi senza lavoro, e ovunque residenti.

L’incentivo in questione verrà erogato sotto forma di sgravio contributivo, e spetterà per 12 mesi in misura del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro in caso di assunzioni a termine o in somministrazione; se il contratto è trasformato a tempo indeterminato, lo sgravio viene prolungato fino a 18 mesi dall’assunzione, mentre se l’assunzione è effettuata con contratto a tempo indeterminato, lo sgravio spetta invece per 18 mesi. Uguali incentivi previsti in relazione alle assunzioni di donne di ogni età, prive di un impiego regolarmente retribuito da sei mesi, residenti nei territori ammissibili ai finanziamenti dei fondi strutturali comunitari, oppure da 24 mesi ovunque residenti.

Competenze più richieste dal mercato del lavoro – aprile 2012

 Quali sono le competenze professionali più richieste dal mercato del lavoro? A dircelo, in relazione a questa stagione, è il gruppo Hays, uno dei principali leader nel settore del recruitment dei manager, secondo cui “la mancanza di particolari know how è un problema che non interessa solo l’Italia, ma che è riscontrabile a livello globale”.

Secondo quanto dichiarato da Hays, le skills più difficili da reperire sono state suddivise in due macro aree: quelle individuate tra le competenze personali, e quelle individuate tra le competenze professionali. “La percezione più comune tra i nostri clienti” – dichiara Carlos Manuel Soave, managing director di Hays Italia – “è che i candidati che si apprestano oggi ad affrontare una nuova ricerca del lavoro non abbiano un livello sufficiente di capacità personali”.