Agevolazioni per il dipendente ”licenziato” che si mette in proprio

 Non paga Iva e paga l’Irpef al 5%: è il cosiddetto ”Regime fiscale di vantaggio”, il nuovo nome del regime dei contribuenti minimi. Così chiarisce l’Agenzia delle Entrate: chi è licenziato può continuare a svolgere in proprio l’attività che svolgeva come lavoratore dipendente. Diventa così un lavoratore autonomo sfruttando il nuovo regime fiscale di vantaggio.

L’ex regime dei contribuenti minimi non cambia solo il nome, quindi, ma anche la funzione: ora si chiama regime fiscale di vantaggio, ma servirà anche a sostenere chi perde il lavoro per cause indipendenti dalla propria volontà, consentendogli di proseguire la stessa attività in forma autonoma e con agevolazioni fiscali per la durata di cinque anni.

L’agevolazione fiscale riservata a questa fascia di lavoratori si può così riassumere:
*l’imposta forfettaria (Irpef e Irap) del 5% per i primi 5 anni di attività, ma per gli under-30 l’agevolazione dura fino ai 35 anni d’età;
*il nuovo lavoratore autonomo non paga Iva, né a debito né a credito (cioè scaricabile) e gli obblighi contabili sono ridotti al minimo, con esenzione dagli studi di settore e dalle comunicazione per lo spesometro.

Master in management di associazioni datoriali – giugno 2012

 Scadono il 2 luglio 2012 le domande per poter richiedere l’iscrizione e la partecipazione al corso di alta formazione in Management di associazioni di rappresentanza datoriale, organizzato dalla Adapt e dalla Confcommercio Imprese per l’Italia. Un corso riservato a dodici partecipanti, che potranno eventualmente fruire anche all’assegnazione di borse di studio (per un numero massimo di dieci) del valore di 15.135 euro all’anno.

L’obiettivo dichiarato del corso – che avrà una durata annuale, e che partirà nel corso del prossimo mese di settembre – è quello di individuare e formare giovani talenti che, al termine del periodo formativo, e previa valutazione di idoneità, potranno essere inseriti nelle strutture territoriali o nazionali associate alla Confcommercio, la confederazione che rappresenta, in Italia, le imprese legate al settore del commercio.

L’estensione dei regolamenti in materia di sicurezza sociali nell’Unione Europea

 L’Inps, in accordo alla circolare n. 77 del 6 giugno 2012, informa che dal 1° giugno 2012, si applicano anche ai Paesi SEE (Islanda, Norvegia e Liechtenstein) i regolamenti comunitari in materia di sicurezza sociale entrati in vigore il 1° maggio 2010 per i 27 Stati membri dell’Unione Europea, in particolare il regolamento (CE) n. 987/2009 del 16 settembre 2009, che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, e il regolamento (CE) n. 988/2009, sempre del 16 settembre 2009, che modifica il regolamento 883/2004 di cui sopra.

La circolare nel nostro Istituto previdenziale contiene un riepilogo delle circolari pubblicate in materia di prestazioni pensionistiche e fornisce alcune precisazioni sull’applicazione delle disposizioni comunitarie in materia di prestazioni orfanili e tassi di cambio.

Lavorare in Altran – giugno 2012

 Altran, una delle più note società di consulenza ad operare in Italia e in Europa, sta cercando laureati in ingegneria e materie scientifiche, neolaureati, professionisti con bagagli di esperienza di almeno due anni nel settore, con discreta conoscenza dell’inglese, una mente aperta e costantemente informata sui nuovi trend della tecnologia, in grado di cogliere i vantaggi del cambiamento di progetto, del cliente, di sede.

Sono queste, infatti, le principali caratteristiche che la Altran Italia, divisione italiana del gruppo internazionale Altran, sta cercando per portare a completamento la propria campagna di recruitment, che prevede l’assunzione di oltre 200 risorse per le sedi di Genova, Torino, Milano, Trieste, Bologna, Pisa, Firenze, Roma, Napoli, Brindisi, Palermo.

Parte la campagna informativa di prevenzione sulle malattie professionali

 Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha dato l’avvio il 4 giugno la Campagna informativa di prevenzione sulle malattie professionali promossa dall’Inail, Ministero della Salute, Regioni e Province autonome insieme al Ministero del Lavoro e in collaborazione con le organizzazioni sindacali e di rappresentanza dei datori di lavoro.

La nuova campagna informativa si muove all’interno del Piano nazionale di prevenzione sulle malattie professionali e punta ad innalzare i livelli di prevenzione sul lavoro favorendo una  ampia acquisizione di conoscenze e una maggiore consapevolezza dei rischi, con l’obiettivo di incidere sui comportamenti quotidiani di tutti.

Corso di alta formazione per gestire i beni confiscati – giugno 2012

 Il Centro Studi Federico Stella dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in collaborazione con il Dems (Dipartimento Studi Europei e della Integrazione Internazionale dell’Università di Palermo), ha organizzato un corso di alta formazione per amministratori giudiziari di aziende e di beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ed economica.

Come si potrà ben evidenziare, è il primo corso che si svolgerà nel Nord Italia dopo l’esperienza positiva del corso svoltosi negli ultimi due anni a Palermo. Un trasferimento di competenze e di esperienze tra le due Università italiane, ufficializzato nell’incontro dello scorso 19 maggio 2012, quando è avvenuta la firma della Convenzione tra l’ateneo di largo Gemelli a Milano e l’Università siciliana.

Il lavoro e la sicurezza in Italia secondo l’Inail

 L’Inail ha da poco pubblicato il suo consueto report sulla struttura e la dimensione delle aziende nel nostro Paese; in effetti, secondo lo studio Inail, tra il 2009 e il 2010 il loro numero è rimasto sostanzialmente stabile (-0,2%), mentre gli occupati, concentrati soprattutto nei settori manifatturiero e del commercio, hanno subito una flessione del 2,5% con un aumento delle cooperative e società di capitali.

Nel 2010, in Italia le imprese attive nell’industria e nei servizi erano poco meno di 4,5 milioni e nel complesso davano lavoro a circa 17 milioni di addetti. Le imprese senza lavoratori dipendenti erano circa tre milioni, pari al 65,4% del totale, e il 95% non impiegava più di dieci dipendenti. Questi alcuni dei contenuti nel report dell’Istat dedicato alla struttura e alla dimensione delle aziende del nostro Paese.

Visite medico fiscali, regole e fasce orarie di reperibilità

 Naturalmente sapete tutti cos’è la visita medico fiscale, tuttavia riteniamo necessario un approfondimento, che può essere anche un aggiornamento per le vecchie e le nuove generazioni.

Sempre confermando che la visita medico fiscale è un accertamento previsto dall’art. 5 della L. 300/70, predisposto dall’INPS o dal datore di lavoro per verificare lo stato di malattia del lavoratore assente per motivi di salute, teniamo a sottolineare anche il significato più intrinseco della visita medico fiscale. Che, infatti, non significa solo controllare se il lavoratore in malattia è effettivamente nel proprio domicilio, ma anche verificarne la correttezza.

Non reperibilità nelle fasce orario del lavoratore in malattia

 Se il lavoratore in malattia non è presente nel proprio domicilio nelle fasce orarie di reperibilità stabilite per la visita medico fiscale, il medico lascia presso il recapito dell’interessato un invito a presentarsi presso l’Ufficio Visite Fiscali – Servizio Medicina Legale per una visita ambulatoriale. Comunque, dopo la visita a domicilio o in ambulatorio, il referto medico viene inviato subito al datore di lavoro.

Il Medico Fiscale può ridurre o confermare la prognosi del medico di base. In caso di riduzione, il certificato che attesta la malattia ha maggiore validità del parere del medico dell’ASL se è stato rilasciato al lavoratore in un ospedale o da uno specialista ed è corredato della relativa documentazione clinica.

In caso di assenza ingiustificata
Viene trattenuto un giorno di retribuzione in busta paga e l’INPS non corrisponde al datore di lavoro l’indennità di malattia. In genere, alla prima assenza ingiustificata c’è la trattenuta fino a dieci giorni di malattia. Se l’assenza ingiustificata si prolunga per diversi giorni anche non consecutivi superiori a tre nell’arco di due anni, o comunque per più di sette giorni nell’arco temporale degli ultimi 10 anni, è previsto il licenziamento con preavviso per giustificato motivo soggettivo.

Lavorare nei negozi di abbigliamento – giugno 2012

 Eccoci di ritorno con il nostro consueto appuntamento periodico legato ad alcune principali opportunità lavorative nel settore commerciale. Oggi, in particolare, vogliamo dedicarsi ad elencare una serie di possibilità professionali legati al marketing e alla vendita, con specifico riferimento ai negozi di abbigliamento.

Cominciamo con una segnalazione che ci proviene dalla Lombardia, dove l’agenzia per il lavoro Articolo 1 sta cercando un responsabile per un negozio di abbigliamento per azienda operante nel settore della moda. Il candidato si occuperà della gestione del negozio e della vendita. Di conseguenza, la società richiede una esperienza precedente in una mansione sostanzialmente analoga, la conoscenza e la passione per il settore moda, la visione commerciale e l’orientamento al cliente.

La soppressione dell’Agenzia per il terzo settore

 Per gli effetti dell’entrata in vigore del Decreto Legge n. 16 del 2 marzo 2012 (art. 8 comma 23), convertito con modificazioni dalla Legge n. 44 del 26 aprile 2012, l’Agenzia per il terzo settore (ex Agenzia per le Onlus) è stata soppressa e le sue funzioni trasferite al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Ricordiamo che l’Agenzia risulta istituita con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 settembre 2000 – così come stabilito dalle disposizioni contenute nell’art. 3, commi 190/193 della Legge 23 dicembre 1996 – e regolamentata dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 329 del 21 marzo 2001 e successive modifiche, l’Agenzia è stata operativa dal 7 marzo 2002 al 2 marzo 2012.

Lavorare nei ristoranti – giugno 2012

 Con l’avvicinarsi della bella stagione, le opportunità di lavoro in ristoranti e strutture ricettive subiscono la consueta moltiplicazione. Tra le tante possibilità riservate dal settore, iniziamo con l’elencare i posti di lavoro (2) previsti da una prestigiosa struttura alberghiera del Nord Italia (Lombardia). Per conto di essa, l’agenzia per il lavoro Articolo 1 sta cercando addetti al servizio di ristorazione, che si occuperanno di pulire la sala ristorazione e aiutare nel servizio al cliente.

È richiesto un diploma nel settore alberghiero (anche senza esperienza), conoscenza della lingua inglese, disponibilità al part-time e a lavorare nei weekend, domicilio in zona Grandate (sede di lavoro, provincia di Como). Per candidarsi, è sufficiente inviare il proprio curriculum vitae all’indirizzo di posta elettronica [email protected], integrandolo con l’autorizzazione al trattamento dei dati personali.

I lavoratori autonomi come volontari del Corpo nazionale del soccorso alpino

 Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato il nuovo decreto, Decreto Ministeriale del 23 maggio 2012, concernente l’indennità per l’anno 2012 spettante ai lavoratori autonomi volontari del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

In base all’articolo 1 la retribuzione media mensile spettante ai lavoratori dipendenti del settore industria è pari a 1.957,54 euro. Non solo, ai fini della liquidazione delle indennità spettanti ai lavoratori autonomi la retribuzione giornaliera va calcolata dividendo la retribuzione mensile prevista per il coefficiente 22 oppure per 26, qualora la specifica attività di lavoro autonomo dell’interessato venga svolta rispettivamente in 5 o in 6 giorni per settimana.

Lavoratori irregolari – dati Bankitalia

 Secondo quanto afferma la Relazione annuale di Bankitalia, i lavoratori irregolari nel 2010 avrebbero toccato quota 2,96 milioni di unità, sfiorando la soglia psicologica dei 3 milioni. Se si guarda alle persone (senza considerare i doppi lavori compresi nelle unità di lavoro), il numero scende invece a quota 2,55 milioni di persone, pari al 10,3 per cento della forza lavoro totale. Le aree dove è più forte il lavoro sommerso sono quelle dell’agricoltura, dove un quarto è in nero, i servizi (13,5%); il fenomeno è certamente più contenuto nell’industria (6,6%).

Negli ultimi anni, prosegue Bankitalia, il dato sulle unità di lavoro irregolari è rimasto sostanzialmente invariato, sebbene l’incidenza percentuale sul totale dell’occupazione sia cresciuta a causa della minore rilevanza degli occupati. Le unità di lavoro irregolari sono pertanto passate da 2,94 milioni del 2009 a 2,96 milioni del 2010, con un’incidenza balzata dal precedente 12,1 per cento all’attuale 12,3 per cento.