Dall’INPS le indicazioni sul progetto SSE MOVE

di Francesco Pentella Commenta

Il progetto SSE MOVE è cofinanziato dalla Direzione Generale per l’Occupazione, gli Affari Sociali e l’Inclusione della CE, ed è partito nel novembre 2011, con l’intento di analizzare l’effettiva portabilità dei benefici previdenziali nei diversi Paesi dell’Unione.

Il progetto SSE MOVE, ovvero Social Security on the MOVE, presta particolare attenzione alle problematiche sociali dei Paesi dell’est entrati a far parte più recentemente dell’UE, coinvolti nel progetto coordinato dall’Inps, quali Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Ungheria.

Lo scorso 25 gennaio si è tenuto il convegno conclusivo del progetto europeo presso la sala Mancini della Direzione generale dell’Inps.

I partner del progetto, coordinati dall’Inps, sono stati accolti al loro arrivo dal Presidente, Antonio Mastrapasqua, dal Direttore generale, Mauro Nori e dal Coordinatore generale statistico-attuariale Inps, Antonietta Mundo.

Infatti, nel corso dell’incontro si è cercato di porre l’attenzione sui diversi sistemi di sicurezza sociali nei differenti Paesi europei.

Il progetto, in modo particolare, si pone l’obiettivo di identificare gli elementi che ostacolano la piena attuazione dei Regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009 e dunque la libera circolazione dei lavoratori nei paesi partner e di individuare le limitazioni alla libera circolazione dei lavoratori derivanti dalle differenze nei diversi modelli nazionali di previdenza sociale.

Non solo, il progetto europeo intende anche favorire un processo di reciproco apprendimento tra i partner di progetto al fine di individuare le migliori pratiche e di sviluppare determinate strategie di intervento sulla base delle esigenze individuate e degli insegnamenti tratti.

È stato anche il momento di raffrontare i diversi sistemi previdenziali integrativi; infatti, l’Italia, ad esempio, con la legge n. 124, ha incoraggiato lo sviluppo della previdenza complementare al fine di compensare i previsti interventi di ridimensionamento del sistema pubblico.

Il sistema integrativo è alimentato su base volontaria, è finanziato a capitalizzazione ed eroga prestazioni in funzione dei contributi versati e della gestione finanziaria.
Ricordiamo che i principali aspetti emersi nel corso del progetto sono stati sintetizzati in un  rapporto finale prelevabile dal sito web del progetto.

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