La laurea oggi: non più un traguardo, ma spesso una tappa di percorso

di Anna Carbone Commenta

Non sempre la laurea conduce all’obiettivo prefisso fin dall’inizio del percorso universitario: un lavoro che consenta di sfruttare le esperienze, anche se solo teoriche, acquisite attraverso i libri e le spiegazioni dei docenti. Di recente, abbiamo avuto modo di spiegare che la laurea indica solo che hai superato un esame importante seppur difficile, ma non l’idoneità al trend di mercato.

Oggi la laurea non basta più per l’ingresso nel mondo del lavoro. È quanto emerge da un’indagine condotta da AlmaLaurea: è la fotografia della crisi dell’occupazione specialistica e del lavoro stabile rispetto a quello precario. Anche la laurea non riesce a superare le barriere di un mercato del lavoro ingessato: secondo l’indagine AlmaLaurea, solo 1 laureato su 3 trova lavoro entro l’anno post laurea.

Il 41% dei laureati di primo livello trova un lavoro a tempo indeterminato entro 12 mesi, entro il 34% i laureati specialistici. In crisi anche l’occupazione per gli ingegneri, una categoria che finora ha resistito ai duri colpi della crisi: il 23% dei junior con laurea triennale non ha lavoro con una percentuale del +12% rispetto al 2008, la percentuale di disoccupazione o inoccupazione è del 21% per gli specialistici.

Lo studio AlmaLaurea presenta, quindi, la fotografia di un mercato del lavoro ancora estremamente precario ed instabile. Fortissimo il calo dell’occupazione per i contratti a tempo indeterminato, che registra una flessione del -13% rispetto al 2008 tra i laureati triennali, del -8% tra gli specialistici e del -4% tra quelli a ciclo unico.

In aumento il ricorso al lavoro nero anche tra i laureati, nella misura del 7% dei laureati sia tra i triennali che tra gli specialistici, e del 12,5% dei laureati a ciclo unico.

Basse anche le retribuzioni: in media gli stipendi ad un anno dalla laurea sono di poco più di 1.000 euro al mese. Va meglio per gli ingegneri, che in media percepiscono 1.748 euro al mese, per i medici con 1.662 e i laureati nelle discipline economiche con 1.603 euro. Chi sta peggio sono gli psicologi con 963 euro al mese, i laureati in lettere con 1.073 euro e gli insegnanti con 1.122 euro.

Ecco quindi giustificati i vari master post laurea anche a livello europeo, che aprono nuovi orizzonti a questa fascia di lavoratori che talvolta arrivano alla laurea solo grazie ad enormi sacrifici di genitori dalle modeste condizioni, che nonostante le difficoltà non ostacolano i figli nella scelta di un percorso universitario irto di sacrifici economici e fisici, ma che lascia intravedere un futuro ricco di soddisfazioni professionali non solo personali, al servizio della società, con le armi adeguate. Come avevamo giustamente fatto notare in un nostro recente intervento sul tema.

Il nostro giudizio personale? Assolutamente favorevole alla laurea: certamente non basta più, certamente ha bisogno di essere opportunamente “integrata” e adeguata, mediante appositi master a livello europeo o nazionale, all’attuale mercato del lavoro, ma altrettanto certamente un’arma in più, per chi vuole e può, per affrontare quella grande battaglia quotidiana, professionale e personale, che è la vita!!! Voi cosa ne pensate? Siamo ricettivi alle risposte…qui oppure all’interno della pagina facebook di Gazzetta del Lavoro.

APPROFONDIMENTI
*Laurea: per i lettori di Gazzetta del Lavoro sembra davvero inutile
*Laurea: (forse) serve e permette di guadagnare di più
*Laurea? Non voglio fare l’operaio

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