Lavoratori stranieri tra camerieri e manovali

di Redazione Commenta

Come facilmente immaginabile dall’evidenza della realtà quotidiana, sono i camerieri e i manovali le due professioni nei quali la presenza dei lavoratori immigrati è più forte. A rivelarlo è uno studio condotto attraverso i dati del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, che ha osservato la domanda di lavoro immigrato per il 2012, concludendo che proprio tra i camerieri e i manovali si registrerebbe una significativa presenza di stranieri. Ma vediamo più nel dettaglio a quali conclusioni è giunto lo studio di Unioncamere e del Ministero del Lavoro.

Stando alle analisi compiute, i datori di lavoro preferirebbero in buona parte i lavoratori immigrati da occupare nel settore della ristorazione, degli addetti alla preparazione, alla cottura e alla distribuzione dei cibi, oltre che nel settore dei montatori manufatti prefabbricati e preformati: una conclusione che è facilmente individuabile se si tiene conto che la percentuale di occupati stranieri supera il 75%, conferendo pertanto al lavoro non qualificato un discreto grado di assorbimento da parte della platea di lavoratori immigrati (vedi, in proposito, dal 15 settembre la sanatoria per il lavoro clandestino).

Le percentuali si confermano inoltre piuttosto alte per quanto concerne i manovali (con una proporzione che sfiora il 50%), i pittori, stuccatori, laccatori e decoratori (48,2%), i conduttori di macchinari per la fabbricazione di articoli in plastica (46,6%) e gli operai addetti alle macchine confezionatrici di prodotti industriali (41,7%).

Rimangono invece al di sotto della soglia del 40% rispetto ai colleghi italiani, anche se prossimi, professioni ritenute generalmente di più facile appannaggio di personale straniero (qui vedi permesso soggiorno stranieri raddoppiato): addetti all’assistenza personale (39,3%), personale qualificato nei servizi sanitari e sociali (38,9%), idraulici e posatori di tubazioni idrauliche e di gas (38,6%), cuochi in alberghi e in ristoranti (35,2%).

Abbiamo parlato più volte del rapporto che lega i lavoratori stranieri e il mondo professionale italiano. Vi rimandiamo ad alcuni interessanti approfondimenti per saperne di più.

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