Tredicesima: cos’è

di Filadelfio 6

La Tredicesima è una mensilità aggiuntiva che viene corrisposta ai lavoratori.

Può essere in tutto e per tutto assimilata ad una gratifica natalizia visto il periodo in corrispondenza del quale essa viene erogata. Pur essendo pagata una volta l’anno, l’importo della tredicesima per i lavoratori matura mese dopo mese, e viene pagata a chi è impiegato, operaio e comunque a tutti quei lavoratori che figurano come lavoratori subordinati a tempo determinato o indeterminato. La tredicesima, tra l’altro, matura nel corso dell’anno anche quando i lavoratore è costretto ad assentarsi per maternità, malattia limitatamente al periodo di contratto che permette di mantenere il posto di lavoro, nelle festività ma anche quando si fruisce di permessi retribuiti o del congedo matrimoniale.

Ci sono però anche casi in cui la tredicesima nel corso dell’anno non matura, e quindi a fine anno la somma retrocessa sarà più bassa del normale: è il caso della fruizione di permessi non retribuiti, sciopero, aspettativa, assenze dal lavoro non giustificate o ancora provvedimenti di sospensione dal lavoro per motivi di natura disciplinare. La tredicesima, essendo calcolata sulla durata del rapporto lavorativo durante l’anno, è quindi funzione dei mesi effettivi di lavoro dell’impiegato o dell’operaio nell’impresa, sia nel caso che il contratto di lavoro abbia efficacia, ad esempio, a partire dal secondo semestre dell’anno, sia nel caso in cui, invece, il rapporto di lavoro cessi, ad esempio, alla fine del primo semestre dell’anno; in entrambi i casi, la tredicesima sarà pari all’incirca al 50% di quella percepita se il lavoratore avesse prestato servizio tutto l’anno.

L’istituto della tredicesima, così come è definito, infatti, matura nei dodici mesi precedenti a quelli dell’erogazione, ovverosia dal primo di gennaio e fino al 31 di dicembre. Essendo anche funzione delle ore di lavoro prestate durante l’anno, la tredicesima percepita da un lavoratore part time a tempo indeterminato è chiaramente inferiore, circa la metà, a quella di un dipendente dello stesso settore che, invece, lavora a tempo pieno.

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