Non si applica il nuovo congedo di paternità agli statali

di Francesco Pentella Commenta

Il Dipartimento della Funzione Pubblica, con nota prot. DFP n. 8629 del 20 marzo 2013, ha fornito un parere al Comune di Reggio Emilia in merito al congedo obbligatorio ed al congedo facoltativo del padre lavoratore, oltre che del voucher alla madre lavoratrice, previsti dalla Riforma del Mercato del Lavoro (art. 4, comma 24, Legge n. 92/2012).

Per il Dipartimento la nuova normativa non è applicabile ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, come dire che la Pubblica Amministrazione non condivide il principio contenuto al comma 24, articolo 4, della legge n. 92/2012, ossia

Al fine di sostenere la genitorialità, promuovendo una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all’interno della coppia e per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, in via sperimentale per gli anni 2013-2015

Infatti, per il Dipartimento

….la normativa in questione non è direttamente applicabile ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165 del 2001, atteso che, come disposto dall’art. 1, commi 7 e 8, della citata Legge n. 92/2012, tale applicazione è subordinata all’approvazione di apposita normativa su iniziativa del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione. Pertanto, per i dipendenti pubblici rimangono validi ed applicabili gli ordinari istituti disciplinati nel d.lgs. n. 151 del 2001 e nei CCNL di comparto

Ossia, in base a quanto previsto dal decreto legislativo n. 151 dello scorso 2001, il decreto in esame  disciplina i congedi, i riposi, i permessi e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori connessi alla maternità e paternità di figli naturali, adottivi e in affidamento, nonché il sostegno economico alla maternità e alla paternità. Si prevede, ad ogni modo, le condizioni di maggior favore stabilite da leggi, regolamenti, contratti collettivi nazionali di lavoro e da ogni altra disposizione.

Il chiarimento del Dipartimento della Funzione Pubblica si è reso necessario per via delle numerose richieste di chiarimento giunte da più parti da diversi uffici della Pubblica Amministrazione.

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