Università a numero chiuso: barriera antistorica e anacronistica

di Redazione Commenta

Quella del numero chiuso per l’accesso all’Università è una barriera antistorica ed anacronistica che di fatto impedisce il libero accesso al mercato del lavoro. Ad affermarlo è il Codacons che, al riguardo, si è apertamente rivolto al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, affinché venga abolito il numero chiuso unitamente al meccanismo del test di ammissione. L’appello dell’Associazione arriva anche tenendo conto del fatto che la Riforma dell’Università, approvata in Parlamento e firmata dal Presidente della Repubblica, necessita di alcune modifiche così come richiesto proprio dal Presidente Giorgio Napolitano. Per il Codacons l’accesso al mercato del lavoro deve essere regolato dalla legge della domanda e dell’offerta, e non di certo per effetto di barriere di ingresso antistoriche e anacronistiche per cui si fa in modo che venga reso attendibile e cruciale per l’ammissione o meno di un giovane studente il risultato di un test di ammissione che consta di un centinaio di domande cui rispondere nell’arco di poche ore.

Secondo l’avv. Marco Maria Donzelli, presidente del Codacons, andare avanti in questo modo significa “collocare l’Italia alla deriva del mondo“. Questo perché si limita l’accesso allo studio e contestualmente non si adottano criteri di selezione che possano realmente essere definiti come meritocratici. E nel frattempo i Paesi Emergenti avanzano non solo in termini di crescita economica, ma anche in ragione del numero dei laureati che in rapporto sono in numero assai maggiori rispetto ai laureati italiani.

Nei giorni scorsi, intanto, tra gli studenti sono emerse nuove preoccupazioni in merito ad altri provvedimenti che riguardano la scuola, ed in particolare la messa in sicurezza degli edifici. Il Movimento studentesco Nazionale ha infatti manifestato perplessità in merito all’ingresso dei privati nella scuola; al riguardo il primo passo è quello della creazione di un Ente, “Scuola Spa“, al quale verrebbe trasferita non solo la proprietà degli edifici scolastici presenti nel nostro Paese, ma anche la competenza per quel che riguarda le opere di manutenzione e la messa in sicurezza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>