Dipendenti pubblici: assunzione con giuramento di fedeltà alla Repubblica

di Redazione Commenta

Per poter essere assunti nella Pubblica Amministrazione, i lavoratori, nel momento in cui inizieranno a prestare servizio, dovranno contestualmente, pena il licenziamento, prestare in futuro giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana. Questo è, in particolare, quanto prevede il “Titolo II” del disegno di Legge Brunetta collegato alla Finanziaria, nel quale si legge altresì, tra l’altro, che il dipendente pubblico fresco di assunzione, oltre a prestare giuramento, deve allo stesso modo giurare di essere un leale osservante sia della Costituzione, sia delle Leggi dello Stato italiano. Questa norma è stata introdotta e voluta dal Ministro Brunetta sia per rafforzare la coscienza civile del nostro Paese, sia per valorizzare ulteriormente la figura del dipendente della Pubblica Amministrazione, il quale deve assolvere ai propri doveri per il pubblico bene e sempre nell’interesse dell’Amministrazione per cui presta servizio.

Il “Ddl Brunetta” collegato alla Finanziaria, in linea con le attese, impone anche una “stretta” sulle assenze per malattia: queste, infatti, dovranno essere rilevate dalle PA e comunicate al Dipartimento della funzione pubblica con cadenza mensile; al riguardo, nel caso in cui si dovessero registrare, da parte di un’Amministrazione Pubblica, delle violazioni per un tempo superiore ai tre mesi, queste saranno prese in debita considerazione nell’ambito dell’assegnazione dei premi di risultato dei responsabili e dei dirigenti degli uffici competenti; in questi casi, quindi, le violazioni potranno incidere sull’erogazione dei premi di risultato che, nei casi più gravi, potrebbero anche non essere assegnati.

Di contro, diventa più flessibile, tempestivo e semplificato il rapporto dei dipendenti pubblici verso i Paesi esteri: il “Ddl Brunetta” collegato alla manovra finanziaria, infatti, introduce nell’ordinamento della carriera diplomatica una maggiore tempestività e flessibilità di impiego cui si va ad aggiungere una razionalizzazione dei requisiti necessari per avanzare di carriera. Inoltre, per i dipendenti pubblici sarà più facile, grazie a procedure semplificate, andare a lavorare fuori dall’Italia presso gli organismi e gli enti internazionali.

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