Il licenziamento del dirigente che rifiuta il trasferimento

 Interessante sentenza della Corte di Cassazione che ribadisce un principio importante, ovvero è licenziabile un dirigente che rifiuti un trasferimento non ponendolo alla stessa stregua di un comune lavoratore dipendente.

Infatti, con la sentenza n. 4797 del 26 marzo 2012 la Cassazione, richiamando principi più volte affermati dalla propria giurisprudenza, ha affermato la legittimità di un licenziamento comminato da una impresa nei confronti di un proprio dirigente che aveva rifiutato il trasferimento ad altra sede, sostenendo la natura ritorsiva del provvedimento.

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Concorso per 69 dirigenti all’Agenzia delle Dogane

L’Agenzia delle Dogane ricerca attraverso un concorso pubblico 69 dirigenti di seconda fascia. I candidati interessati dovranno superare una serie di prove. Vogliamo precisarvi che solo un posto sarà riservato alla Provincia autonoma di Bolzano che si occuperà anche dell’indizione del relativo bando e della gestione della procedura. Per ogni direzione regionale ci sono dei posti disponibili, mentre 28 candidati saranno smistati nella struttura centrale. I candidati per essere ammessi al concorso devono possedere o il Diploma di Laurea triennale o quello di Laurea specialistica.

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Cassazione, commette reato il dirigente che protegge l’assenteista

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35344 del 29 settembre 2011, ha stabilito che il dirigente che protegge, in forma diretta o indiretta, l’assenteista si rende colpevole di truffa aggravata, ossia il dipendente, a fronte di falsa attestazione, deve essere richiamato disciplinarmente per sanzionare ogni comportamento ritenuto illecito.

In effetti, per la Corte di Cassazione il dirigente preposto, e gerarchicamente suo diretto superiore, concorre nel reato con condotta commissiva.

La Suprema Corte ha così ribadito che il dirigente responsabile, e a nulla valgono scuse sul mancato controllo condotto da parte dell’ufficio risorse umane, ha il dovere di intervenire per esercitare quello che viene chiamato “controllo sociale”.

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In arrivo l’incentivo per il reimpiego dei dirigenti

Buone notizie per le piccole imprese e per i dirigenti che si trovano nelle condizioni di trovare nuovi sbocchi lavorativi.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 164 del 16 luglio 2011, il Decreto ministeriale 4 maggio 2011 con la ripartizione dei fondi, ai sensi della legge 7 agosto 1997, n. 266, in materia di Incentivi al reimpiego di personale con qualifica dirigenziale e sostegno alla piccola impresa.

Le risorse, circa 927.244,00 euro per l’anno finanziario 2011, sono ripartite a livello regionale  sulla base della distribuzione delle imprese che occupano fino a 249 dipendenti secondo le indicazioni fornite dall’ISTAT con i dati del censimento 2001.

Come ricorda l’articolo 3 del provvedimento una percentuale pari al 10 per cento dell’importo assegnato a ciascuna Regione è da destinarsi al  finanziamento delle attività utili a favorire la ricollocazione dei dirigenti il cui rapporto di lavoro sia cessato.

L’importo, inoltre, deve essere assegnato alle Regioni che ne facciano espressa richiesta sulla base di programmi definiti ai sensi delle Convenzioni in precedenza stipulate.

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Il dirigente e le tutele reali in fatto di licenziamento

 La Corte di Cassazione, attraverso la sentenza n. 14713 del 5 luglio 2011, ha voluto chiarire il ruolo e la funzione dei dirigenti da quelli considerati pseudo-dirigenti.

In effetti, la Cassazione ha ribadito che le diverse garanzie procedurali previste dalla art. 7 della legge n. 300 del 1970 (Statuto dei lavoratori), non sono applicabili al rapporto di lavoro dei dirigenti propriamente detti, ossia al lavoratore che si colloca al vertice della organizzazione aziendale che svolge le funzioni tali da improntare la vita dell’azienda, con scelte di respiro globale, in rapporto di collaborazione fiduciaria con il datore di lavoro.

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Ministero del Lavoro, in azione il “Welfare to Work”

Il Ministero del Lavoro ha deciso di lanciare il Welfare to Work per le politiche di reimpiego dei dirigenti.

Il Ministero ha precisato che i datori di lavoro che accetteranno di ricollocare gli ex dirigenti riceveranno un bonus in relazione alla tipologia di contratto applicato.

Il Welfare to Work è un programma di ricollocazione di ex dirigenti over 50 in stato di disoccupazione, attraverso l’attivazione, mediante apposito avviso pubblico, di contributi destinati alle aziende sotto forma di bonus assunzionali.

Il contributo sarà graduato secondo i diversi contratto di lavoro applicato.

Per un ex dirigente over 50 in stato di disoccupazione assunto con un contratto a tempo indeterminato o a tempo determinato per un intervallo temporale di almeno biennale è prevista l’erogazione di un bonus di 10.000,00 euro.

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Afragola: concorso per Dirigente

Il Comune di Afragola indice un concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione di un Dirigente nell’area economico-finanziaria. Il termine ultimo per la presentazione della domanda è fissato al 13 Maggio.

L’assunzione sarà a tempo indeterminato e full time.

Tra i requisiti necessari per partecipare alla selezione concorsuale vi sono:

  • Possesso della Laurea in Economia e Commercio o diplomi di laurea equipollenti (vecchio ordinamento)
  • Essere abilitati all’esercizio della professione di dottori commercialisti
  • Conoscenza di una lingua straniera a scelta tra inglese, francese, tedesco o spagnolo
  • Sufficiente conoscenza del pacchetto Microsoft Office e uso delle applicazioni informatiche

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Benefici contributivi al dirigente disoccupato

Certo in periodi di crisi anche il dirigente vuole la sua parte di sovvenzioni e aiuti da parte delle istituzioni.

A questo proposito l’art. 20 della legge 266/1997 prevede incentivi per le imprese che occupano fino a 250 dipendenti (in precedenza il limite era di 100 dipendenti), e ai consorzi tra di esse, nel caso in cui assumano dirigenti disoccupati anche con contratti a termine.

Possono richiedere gli sgravi contributivi le piccole e medie imprese di qualsiasi settore fino a 250 dipendenti.

La definizione di piccole e medie imprese è contenuta nel Decreto del Ministero dell’Industria 18 settembre 1997 (G.U. 1° ottobre 1997 n° 229) che ha recepito la raccomandazione 3 aprile 1996 della Commissione Comunitaria (G.U.C.E.E. 30 aprile 1996 n° 107).

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Pubblico impiego: stop ai comportamenti opportunistici

 Proseguirà anche nel 2010 l’azione di Governo, ed in particolare del Ministero della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione, finalizzata non solo al contrasto dell’assenteismo nel settore del pubblico impiego, ma anche ai comportamenti opportunistici nelle Amministrazioni Pubbliche. Il Governo, infatti, a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di un collegato ordinamentale, ha la delega finalizzata a definire una “carta dei doveri”, nella quale saranno messi a punto dei principi finalizzati a: 1) contrastare le “molestie” amministrative; 2) garantire i diritti dei cittadini ed assicurare che le Amministrazioni Pubbliche assolvano ai loro doveri ed alle loro funzioni; 3) tracciare un quadro, organico, dei diritti dei cittadini e dei doveri delle Amministrazioni Pubbliche. Al riguardo, il Ministero della pubblica amministrazione e l’innovazione, in un documento dal titolo “2009, un anno di fatti concreti“, ha tracciato il bilancio di cosa il Ministero ha fatto nel 2009, e cosa è in cantiere per il 2010.

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Disoccupazione: senza lavoro anche la salute ne risente

 Quali effetti ha sulla salute l’essere disoccupato? Ebbene, all’inizio, dopo aver perso il posto di lavoro c’è di norma una grande motivazione, grinta e voglia di riscattarsi, ma dopo aver magari inviato centinaia di curriculum, e non aver ricevuto un’offerta di lavoro degna di questo nome, le cose possono cambiare drasticamente. Alla lunga, infatti, col trascorrere dei mesi lo “status” di disoccupato può iniziare a pesare come un macigno al punto da generare sensi di colpa, vergogna, depressione, ma anche angoscia, insonnia ed un senso di insicurezza permanente. Non a caso, secondo il professor Francesco Campione, fondatore a Bologna del centro «Primomaggio», nonché specialista nel campo della psicologia medica, sostiene che tra i senza lavoro il rischio di essere soggetti a forme di depressione è pari al 100%.

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Influenza suina e la continuità aziendale

 Per le aziende l’arrivo dell’influenza stagionale significa dipendenti ammalati e assenti e, di conseguenza, un forte impatto sulla produttività.

Il periodo influenzale del 2009/2010, tuttavia, non sarà come gli altri per via della diffusione pandemica del virus A-H1N1 o influenza suina.

Per ridurre al minimo l’impatto dell’influenza suina, i datori di lavoro, insieme ai dirigenti, devono garantire la continuità delle operazioni anche a fronte di un’esplosione di questo virus che non ha precedenti negli ultimi anni.

L’arrivo di un’influenza stagionale non è mai un bene per le aziende, ma l’influenza suina o H1N1 si differenzia dalle altre perché pone un problema particolarmente complesso. Rispetto ai soliti virus stagionali,che possono comportare rischi soprattutto per gli anziani e i bambini, questo può avere gravi conseguenze anche per la popolazione in età lavorativa.

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