
La disoccupazione è un fenomeno che riguarda tutto il nostro paese e coinvolge soprattutto le regioni del Sud; questa tendenza era nota già da tempo ed ora secondo i dati diffusi dall’Istat è un fatto ancora più evidente. Nel primo trimestre del 2011 i disoccupati nel nostro paese sono 2,155 milioni e di questi quasi il 50% si trova al Sud; al Nord invece i disoccupati sono pari al 35% mentre al Centro le persone senza lavoro sono circa 390 mila (pari al 18%).
Ed ecco regione per regione la situazione disoccupazione nel nostro paese
Si invia il curriculum, quasi sempre via posta elettronica, o compilando online un form, e poi si aspetta una chiamata. E’ questa di norma la prassi da seguire per chi cerca lavoro ed invia, spesso a raffica, il proprio curriculum alle aziende che interessano e che sono “compatibili” con il proprio titolo di studio e con le esperienze di lavoro pregresse, a patto di averne già maturate. Come noto, non sempre si riceve una risposta, anzi! Di norma, tanto per fissare le idee, per ogni cento curriculum e lettere di motivazione inviate le risposte sono poche, molto poche anche in relazione al tempo che abbiamo speso. Analizzate le risposte, e scelte le aziende presso le quali siamo stati invitati a sostenere un colloquio, il candidato dovrà chiaramente “convincere” l’azienda a farsi assumere. In che modo?
In attuazione a specifici obblighi comunitari, già da qualche tempo per diventare consulente del lavoro, e per esercitare di conseguenza la professione, servono dei requisiti più stringenti, a partire da quello relativo all’obbligo della laurea. Il tutto, in particolare, è disciplinato da un apposito Decreto, il numero 10 del 2007, successivamente convertito in Legge il 3 aprile dello stesso anno. A vigilare in merito, ed in generale contro ogni forma di abusivismo, è il corrispondente Consiglio Nazionale dell’Ordine che tutela sia gli interessi della categoria, sia quelli della collettività per quella che è in tutto e per tutto la promozione della cultura della legalità. Questo significa, in sintesi, che nell’esclusiva attività esercitata devono essere solo ed esclusivamente i consulenti del lavoro ad occuparsi di contratti di lavoro, gestione dei relativi rapporti, licenziamenti, assunzioni e, in generale, delle dinamiche aziendali annesse e connesse.
Un lavoro di grande responsabilità, prima di tutto a livello sociale, a fronte della necessaria passione, tanta pazienza, ma anche uno o più partner finanziari solidi alle spalle. Sono questi, in estrema sintesi, alcuni dei capisaldi per chi punta all’apertura di un asilo nido privato a fronte chiaramente di adeguate competenze ed esperienze pregresse, unitamente ad un titolo di studio idoneo quale, ad esempio, un master per la formazione della prima infanzia, la maturità magistrale o quella del liceo socio-psico-pedagogico, oppure un passato da maestra di asilo.