Dopo la manovra del 2010, o correttivo alla manovra finanziaria, che ha modificato di parecchio le diverse norme che regolavano l’accesso all’assegno pensionistico con decorrenza primo gennaio 2011, come l’introduzione della nuova finestra mobile, tanto da diventare, di fatto, come la manovra finanziaria 2011 per le pensioni, ecco un nuovo capitolo, ossia la nuova manovra finanziaria sulle pensioni che ha introdotto nuovi criteri e validi per l’anno 2011 e per quelli successivi.
Anche questo provvedimento ridefinisce alcune questioni e punta l’indice su sprechi, o presunti tali; in effetti, si interviene sul blocco totale o parziale (45%) della rivalutazione delle pensioni nel biennio 2012-2013, sull’aumento dell’età pensionabile delle donne del settore privato e sull’attesa di vita anticipando alcune decisioni in merito.
Il tempo stringe per il pagamento dei contributi previdenziali per i lavoratori domestici relativi al secondo trimestre del 2011. L’Inps, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, ha infatti ricordato come il termine ultimo, peraltro perentorio, sia quello di lunedì prossimo, 11 luglio del 2011. Ci sono tra l’altro tanti canali attivati per poter pagare oramai i contributi per i lavoratori domestici, a partire dal circuito “Reti Amiche“, e passando per le tabaccherie abilitate, ovverosia quelle che espongono il logo “Servizi Inps“. Lo stesso dicasi anche per le parecchie migliaia di sportelli bancari del Gruppo bancario Unicredit sparsi su tutto il territorio nazionale. E se di Unicredit si è correntisti, ed è attivo il servizio di Banca multicanale, allora i contributi Inps per i lavoratori domestici si possono pagare anche via Internet dall’area riservata del proprio rapporto di conto corrente.
In Lombardia ci sono tre Province che sono più “rosa” di tutte le altre grazie ad un’ampia diffusione dell’imprenditoria femminile; trattasi, nello specifico, delle Province di Pavia, Sondrio e quella di Varese. E’ questo uno dei dati più interessanti che sono emersi da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano che, inoltre, ha altresì rilevato come complessivamente, nella Regione Lombardia, un’impresa su cinque sia con il titolare donna. Il totale è di 171 mila imprese, con quelle in rosa che, nonostante la congiuntura economica ed occupazionale ancora difficile, sono aumentate su base annua dello 0,4%, mentre i colleghi uomini sono rimasti al palo con una leggera contrazione pari allo 0,1%. Milano svetta su tutti in Lombardia con una percentuale di imprese in rosa sul totale pari al 33,3%, con a ruota, ma molto staccate, Brescia e Bergamo.