Lavori stagionali con i voucher per gli studenti universitari

 Ai lavori stagionali con i voucher, con la formula, quindi, della prestazione di lavoro occasionale accessorio, possono accedere anche gli studenti universitari? Ebbene, a seguito di una richiesta al riguardo postaci da un nostro lettore su Facebook, la risposta è affermativa fermo restando il rispetto di alcuni requisiti, a partire dall’età che deve essere inferiore ai 25 anni. Lo studente deve essere iscritto regolarmente ad un corso di laurea, ma può comunque lavorare con i voucher solo in ben determinati periodi dell’anno, ovverosia in quei giorni in corrispondenza dei quali non c’è di norma sovrapposizione con le attività d’Ateneo. Nel dettaglio, gli studenti universitari possono effettuare i cosiddetti “lavoretti saltuari“, in tutti i periodi dell’anno, solo il sabato e la domenica, ed in tre periodi dell’anno che sono quelli relativi alle vacanze natalizie, vacanze pasquali e vacanze estive.

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Lavoro stagionale: cos’è

Si intende per lavoro stagionale una occupazione che si svolge per un periodo specifico dell’anno. Solitamente la durata del lavoro stagionale, come indica lo stesso termine, si svolge per un breve o medio lasso di tempo ed essendo periodico può risultare una interessante opportunità per gli studenti. Senza alcun dubbio il periodo dell’anno che meglio si presta al lavoro stagionale è quello estivo che può essere di diverso tipo a seconda del territorio in cui ci si trova e delle opportunità (per lo più turistiche o agricole in Italia) che esso offre. Il periodo migliore per cercare un lavoro stagionale nell’ambito turistico sono i mesi che vanno da aprile a settembre per il mare, da giugno ad agosto e da dicembre a marzo per la montagna. Nel settore dell’agricoltura invece, la richiesta di lavoratori stagionali incrementa nel periodo autunnale per la vendemmia e la raccolta delle mele.

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Ires e Irpeg: cosa sono e a cosa servono

 Il sistema tributario italiano prevede tre tipi di imposte dirette: l’IRPEF(Imposta sul reddito delle persone fisiche), l’IRES (Imposta sul Reddito delle Società) che dal 1 gennaio 2004 ha sostituito l’IRPEG (Imposta sul reddito delle persone giuridiche) e l’IRAP (Imposta regionale sulle attività produttive).

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ISO: cos’è e a cosa serve

 Fondata il 23 febbraio 1947, l’ISO (International Organization for Standardization) ha la sua sede a Ginevra in Svizzera ed è il più autorevole organismo a livello mondiale per la determinazione di regole tecniche, valutazioni, ispezione e standardizzazione dei processi di qualità in ambienti produttivi.

L’ISO nasce nella sfera comunitaria come sistema di attestazione di conformità su base volontaria e competitiva della peculiarità e qualità dei processi e dei prodotti. La certificazione ISO è coordinata dall’Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione delle procedure che disciplinano quasi tutte le attività umane.

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Fondi Pensione: cosa sono e a cosa servono

 I Fondi Pensione sono gli strumenti tecnici individuati dal legislatore per realizzare la pensione complementare, aggiuntiva rispetto a quella erogata dagli enti pensionistici obbligatori (Inps, Inpdap, ecc.).

I fondi pensione sono meno tassati ed hanno a vigilare su di essi la Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione ) che è stata appositamente creata. La Covip è la carica che controlla le strutture pensionistiche complementari istituite in Italia ed ha l’incarico di seguire la chiarezza e la onestà delle condotte e la misurata amministrazione delle succitate forme, avendo attenzione della tutela degli iscritti e dei beneficiari e al buon funzionamento del sistema di previdenza complementare.

Il risparmio sui tributi per i fondi pensione si aggira sull’1,5% dato che su di essi la cassa dello Stato il (Fisco) riscuote l’11% sui guadagni, anziché il 12,5% dei fondi comuni.

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E-learning: cos’è e acosa serve

 L’e-learning è un modo diverso di apprendere, alternativo all’insegnamento in aula. In concreto è una tecnica di apprendimento e formazione che adopera un insieme integrato di dispositivi tecnologici per la comunicazione a distanza.

Le tre modalità necessarie d’impiego di questi strumenti sono: l’apprendere in modo autonomo (auto-formazione), l’apprendere in modo parzialmente assistito (tutoraggio) e l’apprendere ricevendo una serie di informazioni e assistenza da parte di un formatore (insegnamento). Ogni sistema di e-learning deve includere alcuni elementi fondamentali come la connessione in rete (ad internet) per la ricezione delle documentazioni didattiche e l’estensione di attività formative fondate su una piattaforma tecnologica (Learning Management System). Molte università italiane offrono corsi in e-learning.

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Horizon: cos’è e a cosa serve

 Horizon è il programma europeo indirizzato a tutte le persone esposte in maniera particolare a svantaggi pregiudiziali al momento della ricerca di un lavoro, come i disabili, i disoccupati di lunga durata, i tossicodipendenti, gli immigrati e i senza tetto. È stato adottato dalla Comunità Europea nel 1990, attraverso il Fondo Sociale Europeo.

L’obiettivo di fondo dell’Unione Europea converge con quello sancito dall’art 1 della Costituzione Italiana: il lavoro è la base della vita di ogni cittadino, sia esso normodotato o abbia una qualche disabilità. Horizon in questo senso, attraverso misure dirette, cerca di migliorare la qualità della formazione dei gruppi svantaggiati con attività che portano direttamente alla creazione di posti dì lavoro.

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Telelavoro

 Il Telelavoro è una forma di lavoro a distanza, con cui il lavoratore presta la sua attività totalmente, oppure anche solo part time, al di fuori dei confini fisici e logistici della sede di lavoro e lo fa in prevalenza da casa.

L’impiegato che opera in Telelavoro lo fa attraverso l’ausilio di mezzi informatici e telematici e cioè con il PC con connessione ad internet.

Molti sono i benefici sia per i datori di lavoro che per i telelavoratori e tra questi il forte risparmio nelle spese di trasporto (ufficio-casa casa-ufficio) per i dipendenti e i risparmi di manutenzione delle sedi di lavoro per i datori. Inoltre non sono contemplati i pasti fuori casa, vi è meno stress e un ambiente di lavoro più confortevole e in certe forme vi può essere elasticità e autonomia nell’organizzazione delle attività lavorative.

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CTP: cos’è e a cosa serve

 Il CTP (Centro Territoriale Permanente) è un organismo formativo esteso a tutti i cittadini adulti che ha l’obiettivo di mettere a loro disposizione percorsi culturali, attività di formazione e di orientamento per accrescere saperi e abilità. I Centri offrono anche corsi di apprendimento della lingua e dei linguaggi, corsi di sviluppo e consolidamento di competenze di base e di saperi specifici e corsi di acquisizione e sviluppo di una prima formazione o riqualificazione professionale.

Con il CTP, al quale si possono iscrivere cittadini italiani e stranieri con qualunque tutolo di studio, cooperano insegnanti della formazione professionale, della scuola di stato, dei servizi territoriali.

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Mobbing

 È stato lo scienziato etologo Konrad Lorenz a coniare nei primi anni settanta il termine mobbing per rappresentare un comportamento di alcune specie animali che accerchiano un proprio simile aggredendolo chiassosamente in gruppo per cacciarlo dal branco.

Il mobbing indica, nella specie umana, un maltrattamento psicologico e una comunicazione avversa nell’ambito lavorativo prolungati nel tempo da parte di uno o più individui contro un singolo.

Colui che subisce mobbing è schiacciato e privo di sostegno e rischia di incorrere in problemi legati alla salute psico-fisica nonché alla perdita del lavoro.

Vi sono diversi tipi di mobbing:

  • verticale: è effettuato da un superiore nei confronti di un subordinato o viceversa
  • orizzontale: tra pari grado
  • collettivo: attuato come strategia aziendale mirata a ridurre o razionalizzare gli organici e rivolto a gruppi numerosi di persone
  • doppio mobbing: si realizza quando la vittima opprimere la famiglia di tutte le sue problematiche. La prima fase di comprensione lascia il posto ad una fase di distacco e di isolamento anche familiare del mobbizzato
  • esterno: sono le organizzazioni sindacali che dipendenti che desiderano fare carriera a colpire il datore di lavoro con pressioni e minacce

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Albo Professionale: cos’è e a cosa serve

 Le leggi dello Stato italiano impongono l’iscrizione all’albo professionale per esercitare una specifica attività. In particolare è obbligatoria l’appartenenza all’albo per quegli impieghi che sono a diretto contatto con la sicurezza e la salute del cittadino.

Per accedere ad un determinato albo professionale è spesso necessario possedere un titolo di studio, per altri aver svolto un periodo comprovato di praticantato, avere superato un esame di stato oltre ad essere in possesso obbligatoriamente di una fedina penale pulita e di requisiti morali.

L’albo professionale è un documento accessibile al pubblico. In Italia ne esistono diversi i cui iscritti, che svolgono un mestiere ad alto contenuto intellettuale, hanno il dovere inoltre di registrarsi ad adeguate Casse previdenziali. La registrazione all’albo è necessaria per quelle professioni che sono libere e che devono necessariamente sottoscrivere perizie, consulenze, certificazioni, progetti.

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Inpdap: cos’è

 L’Inpdap è dopo l’Inps il fondamento del complesso pensionistico italiano. In particolare l’Inpdap rappresenta la compagine assistenziale dei dipendenti pubblici.

L’Inpdap (Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica), nasce nel 1994 ed in esso convergono tutte le classi e gli enti che governavano il sistema pensioni e indennità dei dipendenti dello stato e degli enti regionali e locali.
Nell’Inpdap sono confluite: l’Enpas (Ente Nazionale Previdenza Assistenza Statali), l’Inadel (Istituto Nazionale Assistenza Dipendenti Enti Locali), l’Enpdep (Ente Nazionale Previdenza Dipendenti Enti Diritto Pubblico), il Cpdel (enti locali), il Cps (sanitari), il Cpi (insegnanti scuole non statali), il Cpug (ufficiali giudiziari).

A vigilare sull’Inpdap vi sono dei sistemi di vigilanza appositamente istituiti dallo Stato.

La funzione cardinale dell’Ente consta nel gestire i trattamenti fine servizio (indennità di buonuscita e indennità premio servizio), di fine rapporto (TFR), nel pagamento delle pensioni e nella liquidazione.

Oltre a queste attività, l’Inpdap mette a disposizione dei dipendenti pubblici, sia pensionati che in servizio, e dei loro più stretti parenti, servizi di carattere sociale e creditizio. Tra le varie forme di assistenza che concede l’Inpdap vi sono prestiti dilatati nel tempo, per mutui e piccoli crediti di varia natura.

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Fondo Sociale Europeo: cos’è e a cosa serve

 Il Fondo Sociale Europeo (FSE) è uno strumento finanziario dell’Unione Europea. Previsto dal Trattato di Roma ed operativo dal 1962, il FSE è finalizzato alla specializzazione delle risorse umane attraverso la formazione professionale.

L’obiettivo principale del FSE è la guerra alla disoccupazione che viene attuata con programmi che agevolano l’entrata nel mondo lavorativo.

Sono alla base dell’attività del FSE principi di pari opportunità, dove sia gli uomini che le donne vengono ad avere le stesse possibilità di formazione professionale e di occupazione.

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Buoni lavoro: i limiti economici da rispettare

 Il sistema dei buoni lavoro, detti anche voucher, è disciplinato da una normativa che impone dei limiti economici sia per chi presta la collaborazione, sia per il committente che con questo sistema può far leva su manodopera e su prestazioni lavorative di tipo occasionale, ad esempio, nelle fasi in cui l’impresa nel corso dei mesi ha un maggior bisogno di personale. Pur tuttavia, il lavoratore, così come impone la Legge, può prestare per un singolo committente prestazioni di lavoro di natura occasionale ed accessoria per compensi netti che, nell’anno solare, non possono superare i 5.000 euro netti. Questo significa che il lavoratore occasionale non può ricevere nei dodici mesi dell’anno dal singolo committente un compenso lordo che supera i 6.660 euro. In accordo con quanto spiega l’Inps, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, di recente possono prestare lavoro di tipo occasionale ed accessorio anche quei lavoratori che si trovano in mobilità, cassa integrazione, o che percepiscono l’assegno di disoccupazione ordinaria o l’assegno speciale per la disoccupazione in edilizia.

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