Posto di lavoro: la paura di perderlo dopo le ferie

 Non sono pochi nel nostro Paese i lavoratori che, al ritorno dalle ferie, magari dopo un paio di settimane di relax, sono presi letteralmente dalla paura di trovare l’impresa chiusa, o di vedersi recapitata entro il mese di settembre una lettera di licenziamento. D’altronde dopo la pesante crisi degli ultimi due anni in Italia ci sono ancora tantissime imprese, specie quelle medie e piccole, che si stanno leccando le ferite e che, anche per effetto di una crisi di liquidità dovuta a tanti fattori, letteralmente annaspano nell’attesa che l’economia riparta di slancio e con essa anche gli ordinativi e le commesse. Ebbene, al riguardo la Camera di Commercio di Monza e Brianza, avvalendosi della collaborazione di Digicamere, ha effettuato un’indagine dal titolo “I consumi e le famiglie brianzole e lombarde: Famiglie e fiducia in uscita dalla crisi“; l’indagine, nello specifico, è stata realizzata sul territorio della Lombardia andando ad intervistare telefonicamente, con un questionario strutturato, 900 persone che nel nucleo familiare hanno di norma la responsabilità di effettuare gli acquisti.

Unicoop Firenze e HR Boscolo selezionano allievi capo reparto


Unicoop Firenze ha bisogno di investire su risorse giovani e capaci per i suoi punti vendita in 7 province della Toscana.

Per mantenere i suoi standard di qualità e competitività, la grande cooperativa di consumo con un milione di soci vuole formare una nuova generazione per sostenere il futuro dell’organizzazione e le attività di sviluppo e apertura di nuovi punti vendita sul proprio territorio.

In collaborazione con HR Boscolo, Unicoop Firenze organizzerà nell’autunno 2010 una selezione speciale per allievi capo reparto. Il processo prevederà diverse fasi: candidatura online, test di gruppo, colloquio. Cinquanta giovani verranno scelti, assunti e inseriti in un importante percorso di crescita professionale.

E’boom di lavoratori a chiamata

Per la prima volta l’Istat ha diffuso i dati relativi alla domanda di lavoro a chiamata o job on call delle imprese italiane dal 2006 al 2009 ed a quanto pare c’è stato un vero e proprio boom.

Cos’è il job on call? E’una particolare tipologia di contratto rivolta principalmente a quelle aziende che in certi periodi dell’anno si trovano ad avere a che fare con un’impennata di lavoro e quindi alla necessità di personale. Questo tipo di contratto è stato introdotto nel 2003 con la Riforma Biagi.

Voucher lavoro: uno su tre viene utilizzato in agricoltura

 E’ quello dell’agricoltura il settore economico che più di tutti si avvale in Italia dello strumento dei voucher, ovverosia i buoni lavoro, per la regolarizzazione delle prestazioni di lavoro occasionale accessorio. A metterlo in risalto è la Coldiretti che, su un totale di 7,3 milioni di voucher sinora venduti, in base ai dati forniti dall’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (Inps), sottolinea come il 34% sia stato utilizzato in agricoltura. Il voucher da un lato combatte e contrasta il fenomeno del lavoro nero legato ai cosiddetti “lavori saltuari“, e dall’altro semplifica la vita al datore di lavoro visto che con l’utilizzo dei buoni lavoro il rapporto con il lavoratore diventa “snello” in quanto le pratiche burocratiche sono ridotte all’osso. Non sono di certo solo i voucher a risolvere nel nostro Paese il fenomeno del lavoro sommerso, ma in ogni caso contribuiscono a far emergere sacche di lavoro nero così come messo in risalto di recente proprio dall’Inps.

Tremonti: Robe come la 626 sono un lusso che non possiamo permetterci

All’interno del blog abbiamo già affrontato il discorso della sicurezza sul lavoro e di come troppo spesso accadano incidenti spesso mortali.  Proprio su questo tema il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti nel corso del “Berghem fest” ha dichiarato

Dobbiamo rinunciare ad una quantità di regole inutili, siamo in un mondo dove tutto è vietato tranne quello che è concesso dallo Stato, dobbiamo cambiare.

Ed ancora

Robe come la 626 (la legge sulla sicurezza sul lavoro) sono un lusso che non possiamo permetterci. Sono l’Unione europea e l’Italia che si devono adeguare al mondo

Cina: dipendenti controllati anche in bagno

In Cina, un’azienda privata cinese di Nanchino, nella provincia dello Jiangsu, ha installato nella propria fabbrica un congegno per controllare tutte le attività dei dipendenti, mettendo in evidenza ogni loro errore e facendone rapporto automatico ai vertici dell’azienda. A questo punto l’impiegato viene richiamato e a volte multato.

E’stato stabilito ad esempio che i suoi impiegati ed operai non possano trascorrere alla toilette in tutto più di 400 minuti al mese ed alla fine del mese un rapporto evidenzia il numero dei minuti trascorsi in bagno da ciascuno.

Secondo quanto riportato dalla stampa locale cinese e da alcuni blog, questo mese, ad esempio, 13 persone che avevano oltrepassato di meno di 50 minuti questo limite massimo e sono stati ammoniti verbalmente e avvisati che, se ripeteranno l’errore, il mese prossimo verranno multati con uno yuan per ogni minuto extra.

Imprenditoria femminile: Regione Umbria, parte un progetto transnazionale

Si chiama “EMMA”, Entrepreunership Methodology Mediterranaean Assistance, ed è un importante progetto avente un carattere transnazionale per la cooperazione al fine di supportare sia la nascita, sia lo sviluppo dell’imprenditoria femminile. “EMMA”, in accordo con quanto ha reso noto la Regione Umbria, che è il soggetto capofila del progetto attraverso la propria Direzione sviluppo economico – Servizio sostegno alle imprese, mira in particolare a rimuovere ed a superare tutti quegli ostacoli che di norma penalizzano sia l’avvio, sia l’operatività delle imprese in rosa. “EMMA” risulta essere stato finanziato con le risorse dell’Unione Europea, in particolare quelle del FESR, ed è stato formalmente avviato dopo che nei giorni scorsi, in località Petrignano del Lago, una frazione del Comune di Castiglione del Lago in Provincia di Perugia, si è tenuto un primo incontro preliminare.

Colloquio di lavoro e abbigliamento

Durante un colloquio di lavoro l’abbigliamento riveste un ruolo fondamentale: è importante essere il più possibile precisi e perfetti agli occhi del selezionatore.

Anzitutto bisogna prendere in considerazione la location del lavoro. Ad esempio, nel caso di un uomo se si tratta di un’azienda del settore bancario o legale giacca e cravatta non devono mancare all’appello; per quanto riguarda il colore dell’abito perfetto un abito nero e/o grigio scuro. Limitare l’uso dell’acqua di colonia e del dopobarba: potrebbero infastidire il vostro interlocutore.

L’INPS e l’Estratto conto contributivo

Vi ricordiamo che all’interno del sito web Inps e quindi stando comodamente a casa, se avete ricevuto tramite posta i primi 8 caratteri del Pin, è possibile completarlo e consultare

Crisi e lavoro: attenzione agli approfittatori

In tempi di crisi nascono come funghi gli approfittatori che propongono grandissime opportunità lavorative; tuttavia dopo poco ci si accorge che queste imperdibili offerte altro non sono che delle vere e proprie perdite di tempo.

Chi sono gli approfittatori? Chi chiede ai collaboratori di pagare una certa cifra per poter iniziare a lavorare e/o chi non paga il dipendente per il lavoro svolto.

Vediamo cosa fare per evitare truffe mentre si è alla ricerca di un lavoro.

1) Non pagare soldi

Esistono alcuni siti web che al momento dell’iscrizione possono richiedere una somma di denaro (come ad esempio accade per i giornali cartacei dedicati alle offerte di lavoro) e fin qui non c’è niente di male ma mai accettare di pagare soldi all’azienda che intende assumervi.

Lynne Beckam senza lavoro percepisce il sussidio pubblico

Lynne è la sorella 38 enne di David Beckam, attualmente senza lavoro e madre di tre figli; la donna che vice in Inghilterra non se la passa molto bene ed ha chiesto e ottenuto il sussidio pubblico. Riceve quindi euro 200 a settimana: il welfare in Gran Bretagna sembra funzionare.

Secondo alcuni amici del calciatore, David sarebbe rimasto “sconcertato e sconvolto” perchè della vicenda pare non ne sapesse niente; tra i due fratelli il rapporto negli ultimi anni pare però non andare molto bene.

Uomo offre un rene in cambio di un lavoro o soldi

Ritrovarsi senza lavoro può gettare nella disperazione e questo è quanto accaduto ad un 52 enne di Udine che è arrivato addirittura a pubblicare un annuncio choc sul web. L’uomo aveva infatti scritto di offrire un rene in cambio di un posto di lavoro o di cento mila euro; l’annuncio è stato scoperto dalla polizia postale di Udine ed è stato rimosso.

Il 52 enne ha perso il posto di lavoro nel maggio del 2009: era responsabile amministrativo di un’azienda privata friulana. A quanto si apprende, aveva già scritto diversi annunci di lavoro senza però ottenere alcuna risposta e quindi come gesto estremo aveva pensato di vendere una parte del proprio corpo.