Il Contratto di solidarietà di tipo A

 Il contratto di solidarietà rientra nella categoria degli ammortizzatori sociali ed è utilizzato per evitare totalmente o parzialmente la riduzione dei livelli di occupazione o di promuovere, in alternativa, il suo incremento attraverso una riduzione dell’orario di lavoro dei lavoratori occupati nell’impresa attuata in modo giornaliero, settimanale o mensile.

I contratti di solidarietà sono di due tipi: congiunturale o difensivo (tipo A), strutturali o espansivo (tipo B).

Il contratto di tipo congiunturale è stato introdotto con la legge n. 863/84.

Disabili e collocamento obbligatorio

 Il sistema delle assunzioni obbligatorie non è stato cancellato dalla riforma del collocamento ordinario. Il rapporto tra il mondo del lavoro e la disabilità è sicuramente un argomento molto sentito in una società moderna.

La legge prevede l’obbligo per i datori di lavoro di procedere all’assunzione di alcune categorie di persone (categorie protette) in una percentuale che varia in relazione alla dimensione dell’impresa.

Il collocamento obbligatorio è stato per lungo tempo disciplinato dalla legge 2.4.1968 n. 482, e poi riformato dalla legge 12.3.1999 n. 68.

Ammortizzatori sociali: serve cassa integrazione più lunga

 La crisi finanziaria ed economica su scala internazionale, abbattutasi anche in Italia, con ripercussioni negative sul sistema imprenditoriale e sull’occupazione, non lascerà tutto come prima della tempesta. A farlo presente è stata Susanna Camusso, segretaria confederale della CGIL, la quale, di conseguenza, ha sottolineato come la soluzione non sia quella di rimanere immobili a guardare aspettando che la crisi passi.

Secondo il più grande Sindacato italiano, infatti, occorre tutelare il sistema industriale e l’occupazione bloccando i licenziamenti, e tra le proposte avanzate c’è quella di allungare la cassa integrazione ordinaria da 52 a 104 settimane, provvedere ad estendere i contratti di solidarietà, e prolungare il beneficio dell’indennità di disoccupazione ordinaria. Fondamentale per la CGIL è anche il sostegno al Mezzogiorno attraverso il completamento delle reti infrastrutturali, e la messa in sicurezza degli ospedali e delle scuole su tutto il territorio nazionale.

Indennità di carriera: spetta anche ai precari della scuola

 Nei giorni scorsi, durante la festa del Pdl, il Ministro dell’Istruzione, dell’università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, aveva smorzato ogni entusiasmo ed ogni speranza di regolarizzazione per i tantissimi lavoratori precari della scuola, sottolineando come fossero troppi e come di conseguenza, stabilizzando tutti quanti, si sarebbe verificato il fallimento della scuola statale. Ebbene, per i lavoratori precari è arrivata una vittoria, forse storica, dalla città Treviso, dove il Giudice del lavoro ha stabilito che anche i precari della scuola hanno diritto all’indennità di carriera. Nel dettaglio, come riporta tra l’altro il Corriere.it, circa trecento lavoratori precari della scuola hanno presentato un ricorso contro il Ministero dell’Istruzione dopo essere stati assunti per anni, più volte e purtroppo, con un contratto di lavoro a tempo determinato.

Il paniere Eurispes per il pensionato

 I coefficienti di trasformazione saranno modificati dal 1 gennaio 2010 e incideranno significativamente sulle pensioni.  Assodato che si andrà in pensione con un reddito pari a quasi alla metà dell’ultimo stipendio diventa oggi assolutamente inderogabile definire un sistema che consente di salvaguardare il potere di acquisto del pensionato.

Oggi da più parti si chiede di utilizzare Eurispes perché in grado di garantire una tutela maggiore. Le iniziative però in questo senso sono diverse, ad esempio esiste una proposta di legge di iniziativa popolare presentata in Senato il 3 giugno 2008 (ad oggi non risulta neanche discussa) . Attualmente per tutelare il potere di acquisto delle famiglie italiane si fa ricorso al paniere Istat. Questo paniere non fa recuperare nulla o quasi in termini del potere di acquisto ai redditi degli anziani.

CNEL e il rapporto sul mercato in Italia

 Il CNEL ha presentato il 22 Luglio 2009 il suo “Rapporto sul mercato in Italia” realizzato da un gruppo di lavoro REF diretto dal prof. Carlo Dell’Aringa.

L’analisi dettagliata contenuta nel Rapporto permette di verificare l’impatto della crisi internazionale sul mercato del lavoro e la posizione dell’Italia in questo contesto. Le scelte più importanti da parte delle imprese avverranno con tutta probabilità nel prossimo semestre. L’assetto del sistema di ammortizzatori sociali sarà determinante per garantire la necessaria coesione sociale e la tenuta del sistema produttivo.

Secondo quanto si riporta nel Rapporto, tutti i maggiori istituti di previsione internazionali concordano nel ritenere che il 2010, pure alla presenza di una ripresa del PIL, sarà un anno difficile sul fronte dell’occupazione, con disoccupazione in aumento. La creazione di posti di lavoro sarà ancora largamente insufficiente a bilanciare lo stock di disoccupazione accumulato.

Dal 2010 pensionati più poveri

 Novità introdotte dalla legge 247/2007: dal primo gennaio 2010 entreranno in vigore i nuovi coefficienti di trasformazione delle pensioni calcolate con il sistema contributivo.

I coefficienti di trasformazione sono dei particolari meccanismi che permettono di determinare l’importo del trattamento pensionistico tenendo conto dell’aspettativa di vita del soggetto al momento del suo pensionamento.

Il sistema contributivo è stato introdotto dalla riforma Dini (legge 335/1995).  Grazie a Dini, il sistema di calcolo previdenziale passa dal criterio retributivo (media delle retribuzioni negli ultimi 10 anni di lavoro) al sistema contributivo, vale a dire basato sull’effettivo ammontare dei contributi versati dal lavoratore, il montante contributivo, durante tutta la sua vita lavorativa.

Ammortizzatori sociali: sono da rafforzare per i lavoratori

 Con lo scoppio della crisi è aumentata la “cooperazione” tra i lavoratori e le imprese; lo dimostra l’ultimo dato dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) riguardo al calo degli scioperi, ma resta il problema degli ammortizzatori sociali che vanno rafforzati affinché anche i lavoratori, e non solo le imprese, possano uscire dalla crisi. Non a caso, Giorgio Santini, Segretario confederale della Cisl, ha messo in evidenza come tanti lavoratori con un contratto di lavoro flessibile, una volta scaduto non siano riusciti ad accedere agli ammortizzatori sociali a causa degli stringenti requisiti assicurativi che sono necessari per fruire degli strumenti di sostegno al reddito. Di conseguenza, alla cooperazione tra lavoratori ed imprese deve seguire anche una collaborazione tra Governo, Regioni e parti sociali affinché sul territorio si possano rilevare le criticità presenti sul fronte occupazionale, e si possano adottare strumenti di proroga degli ammortizzatori sociali e soluzioni per permettere alle imprese di non licenziare.

Il congedo parentale e il ruolo del padre

 Il congedo parentale è un istituto messo a punto dai nostri legislatori per aumentare le tutele relative alla paternità e alla maternità. Grazie a questo strumento, è ora possibile conciliare il percorso professionale della donna con le giuste esigenze dei figli.

I riferimenti normativi sono andate sempre più aumentando: legge 30 dicembre 1971 n. 1204, legge n. 903 del 1977, legge n. 104 del 1992, legge n. 53 del 2000 (meglio conosciuta come “legge sui congedi parentali”).
La quasi totalità delle norme sono state poi integrate nel Testo Unico per la tutela e il sostegno della maternità e paternità (d. Lgs. N. 151 del 2001 poi modificato dal d. Lgs. n. 115 del 2003).

Il Testo Unico ha ridefinito la materia applicando il principio di un’effettiva parità di ruoli all’interno della famiglia.

Lavoro straordinario: limiti e contratto collettivo

 In questo articolo affronteremo il tema del lavoro straordinario, un argomento spinoso e allo stesso tempo interessante. Quali sono gli obblighi del lavoratore? Esiste una differenza tra lavoro straordinario e supplementare?

Oggi, per sopperire alla debolezza contrattuale dei lavoratori, sono state definite disposizioni inderogabili di legge e di contratto collettivo. Uno dei punti presi in considerazione dal legislatore è, appunto, il lavoro straordinario.

Si considera straordinario quella parte di lavoro che eccede la quota oraria del periodo di riferimento.

Lavoro irregolare: molto diffuso nel settore dei servizi

 Negli ultimi dieci anni è maturata sempre di più nel nostro Paese l’attenzione al fatto che il lavoro irregolare contribuisce a frenare lo sviluppo socio-economico, esercitando, sui potenziali investitori, dei veri e propri fenomeni ed effetti di dissuasione. A rilevarlo è l’IRES – Istituto di Ricerche Economiche e Sociali, che, con il progetto “INREGOLA”, ha effettuato un’analisi da cui, tra l’altro, è emerso come la sicurezza sul lavoro, l’emersione e la legalità rappresentino temi che non possono essere trattati separatamente. Nel nostro Paese l’economia sommersa viene stimata tra il 17% ed il 19% del prodotto interno lordo, con una perdita di gettito per lo Stato stimata in ben 100 miliardi di euro all’anno. In base ai dati Istat del 2005, nel nostro Paese ci sono poco più di 5,5 milioni di lavoratori non in regola, e di questi tre milioni risultano essere occupati a tempo pieno; ne consegue che in Italia il 12% delle persone che lavorano non è messo in regola. Ma in quali settori dell’economia tende maggiormente ad annidarsi il lavoro irregolare?

Ordine di servizio, quali caratteristiche deve avere?

Un ordine di servizio è uno strumento utilizzato dalla Pubblica Amministrazione per richiedere una prestazione lavorativa in maniera coattiva; ovvero è un’ingiunzione al dipendente di violare le norme contrattuali. È bene ricordare che in giurisprudenza non esistono, se non in determinate situazioni, comunicazioni orali ma per la tutela del dipendente e dell’azienda stessa occorre che queste siano scritte.

Può succedere che per sopperire ad un servizio pubblico risulti necessario intimare ad un dipendente l’inizio o il proseguo di un’attività. Quando? Poniamo il caso che un dipendente abbia concluso il turno di lavoro ma la persona che deve prendere il suo posto non si presenta. La direzione aziendale dopo aver constatato l’impossibilità a coprire la funzione con un’altra persona potrebbe intimare il proseguo dell’attività lavorativa allo stesso dipendente.

Lo strumento utilizzato per chiedere questa prestazione extra è appunto l’ordine di servizio.

I sindacati

Se fino a qualche tempo fa il lavoratore veniva visto solamente come un soggetto passivo nel mondo del lavoro e dotato solamente di diritti adesso, fortunatamente, non è più così. Il lavoratore ha infatti un ruolo attivo ed ha doveri ma anche diritti.

Proprio per difendere i diritti dei lavoratori sorsero intorno alla fine del XVIII secolo le prime forme di associazione dei lavoratori meglio conosciuti ai giorni nostri col nome di sindacati. Ricordiamo comunque sia che così come esistono sindacati che si occupano dei lavoratori ne esistono anche che si occupano degli interessi dei datori di lavoro. Rivestono un ruolo delicato e molto importante.

Il vademecum per le ferie dei collaboratori domestici di Assindatcolf

Assindatcolf è l’Associazione Sindacale Nazionale dei Datori di Lavoro domestico e tra i vari compiti si occupa di assistere gli associati per quello che riguarda:

  • Predisporre il contratto di lavoro
  • Sbrigare le pratiche di assunzione
  • Elaborare i vari fogli paga
  • Regolarizzare gli extracomunitari

Con collaboratori domestici intendiamo: colf, baby sitter, cuochi, giardinieri e assistenti familiari. Svolgono un servizio molto importante se consideriamo che sono in costante aumento le famiglie che necessitano proprio di un aiuto domestico .