I contratti di lavoro: quali sono?

di Martina 16

C’era una volta il tanto desiderato posto fisso. Nel 2009 la possibilità di un posto fisso e magari anche a tempo indeterminato è sempre più un’utopia. Proprio per questo sta nascendo un nuovo esercito di lavoratori che oltre ad essere precari devono essere anche flessibili ed adattarsi alle mutevole condizioni di lavoro che il mercato propone.

Esistono diversi tipi di contratto che possono variare sia a seconda dell’ambito di lavoro, sia a seconda delle esigenze (dell’azienda ma anche del lavoratore).

Vediamo insieme le varie tipologie.

Il contratto a progetto. Introdotto dalla Riforma Biagi per cercare di ovviare in parte al lavoro in nero ed anche ai vari tipi di collaborazione (i famosi CO.CO.CO) che spesso si rivelati essere dei veri e propri contratti di lavoro dipendente. Chi lavora con contratto a progetto viene considerato come un lavoratore autonomo: la sua attività si può infatti ricondurre alla realizzazione di un progetto (oppure a parte di esso). Attività che il lavoratore deve poter svolgere in maniera del tutto autonoma. Durante un’eventuale gravidanza, una malattia oppure un infortunio il rapporto di lavoro si sospende. In caso di gravidanza il rapporto di lavoro viene prorogato per 180 giorni. Il contratto a progetto deve essere redatto in forma scritta. Siamo sicuri che i CO.CO.CO siano realmente scomparsi?

Collaborazioni occasionali. Diffusissime in particolare tra gli studenti. Permettono di lavorare per diversi committenti. Committenti che verseranno allo Stato, in nome del lavoratore, il 20% (ritenuta d’acconto) dall’importo lordo. Esistono due limiti: 5000 euro lordi annui e 30 giorni di lavoro. Superati questi due limiti non sarà più possibile lavorare con contratti di collaborazione. Spetterà poi all’azienda valutare se optare per altre soluzioni come il contratto a progetto oppure al lavoratore se aprire la partita iva (in linea generale dipende dal reddito percepito in un mese).

Il contratto con partita iva. Riservato a liberi professionisti come collaboratori ma anche agenti di commercio. Per aprire la partita iva basta recarsi presso l’Ufficio delle Entrate. E’ obbligatorio per tutti (ad eccezione dei liberi professionisti) anche l’Iscrizione Separata all’Inps ed anche l’assicurazione all’Inali. In questo modo il lavoratore con partita iva avrà diritto all’indennità di malattia ed anche all’assegno per il nucleo familiare.

Contratto a tempo determinato. Come lascia intendere la parola stessa è un lavoro a termine ed è un tipo di lavoro subordinato. Molte agenzie per il lavoro quando assumono un lavoratore adottano proprio questa forma. Sebbene sia a termine può essere prorogato. Il lavoratore a tempo determinato gode degli stessi diritti (e di conseguenza ha gli stessi obblighi) dei lavoratori a tempo indeterminato come ferie e tredicesima. Un contratto a tempo determinato può trasformarsi in uno a tempo indeterminato.

Nei prossimi giorni analizzeremo le altre tipologie contrattuali.

Commenti (16)

  1. Collaboro con delle agenzie formative come docente. Sono stata di recente contattata per insegnare in alcuni corsi di alfabetizzazione ed ho svolto anche molto lavoro extra, non di mia competenza, nel reperimento di studenti, nell’organizzazione e nella cura dei corsi. Adesso mi viene detto che non avendo la partita iva l’agenzia mi stipulerà un contratto di collaborazione occasionale, che non può quindi superare un tot all’anno. Mi chiedo se c’è un’altra possibilità contrattuale che mi permetta di lavorare anche con altre agenzie, senza aprire la partita iva e in cosa consiste di preciso il contratto a progetto.
    Grazie
    Emma B.

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