Lavoro agricoltura: alternativa alla disoccupazione

di Redazione Commenta

In Italia il tasso di disoccupazione complessivo, seppur alto, si mantiene sotto la media europea, ma lo stesso non dicasi per la disoccupazione giovanile oramai proiettata a raggiungere e sfondare la soglia del 30%. Ma c’è un settore della nostra economia dove, invece, nel rapporto di uno su quattro vengono assunti come lavoratori dipendenti i giovani. Trattasi, in accordo con quanto mette in risalto la Coldiretti, del settore agricolo a conferma di come il lavoro nei campi sia diventato in tutto e per tutto un’alternativa alla disoccupazione. Nel complesso, quindi, l’andamento dell’occupazione giovanile in agricoltura, tra le attività legate alla vendemmia, e quelle relative alla raccolta di frutta, è in netta controtendenza a fronte, tra l’altro, di un tasso di crescita che nel 2010 è stato molto alto. Nel dettaglio, lo scorso anno nel settore agricolo l’occupazione è cresciuta complessivamente dell’1,9%, un dato decisamente migliore rispetto al -0,7% di calo generale dell’occupazione italiana.

Secondo quanto riporta la Coldiretti, lo scorso anno in agricoltura erano occupate quasi 900 mila persone con rialzi sia per l’occupazione dipendente, sia per gli imprenditori agricoli; a livello territoriale c’è stata nel 2010 una crescita dell’occupazione del 2% al Sud e del 3,1% al Nord, mentre solo al Centro c’è stata una contrazione pari all’1,5%.

Di conseguenza, l’Organizzazione degli agricoltori della Coldiretti pone l’accento sul fatto che il settore agricolo ha e continua ad avere delle grandi potenzialità nel combattere la disoccupazione. Inoltre, è stato importante che nell’ultima Legge “Finanziaria”, ovverosia la “Legge di Stabilità 2011“, siano state confermate le agevolazioni di natura contributiva previste per le aree agricole svantaggiate e per quelle montane. La Coldiretti, infine, ricorda anche l’importanza del lavoro immigrato, oramai indispensabile per le nostre produzioni di qualità che spaziano dalle uve e dalla loro raccolta all’allevamento dei bovini, e passando per la produzione del prosciutto e la raccolta delle mele.

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