Il punto sul progetto Start it up, le nuove imprese dei lavoratori stranieri

di Francesco Pentella Commenta

Si è concluso il progetto Start it up del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Unioncamere registrando 364mila imprese di immigrati, ovvero l’8% di tutte le imprese italiane, con una crescita nel III trimestre del 2012 pari a sette volte più della media.

Il bilancio è senza dubbio positivo; infatti il progetto “Start it up. Nuove imprese di cittadini stranieri” – nato per sostenere percorsi di crescita professionale e fornire competenze basilari per lo start-up di imprese e/o di lavoro autonomo a persone provenienti da Paesi non appartenenti alla Unione europea, residenti in Italia e in possesso di regolare permesso di soggiorno – ha raggiunto pienamente l’obiettivo visto che al termine dei diciotto mesi di sperimentazione, l’obiettivo di favorire l’inserimento sociale ed economico di 400 immigrati extracomunitari è stato raggiunto e superato.

In effetti, 493 migranti si sono rivolti alle Camere di commercio. Di questi, 437 hanno beneficiato dei servizi fino ad arrivare ad elaborare 410 business plan d’impresa, nella forma individuale oppure nella forma associata, dai quali sono già nate 12 nuove imprese.

Non solo, nel corso della giornata di chiusura sono state presentate alcune delle storie dei migranti, significative per far emergere la ricaduta reale del progetto. Ovvero, di come esso abbia influito direttamente nella vita delle persone coinvolte, aiutandole a realizzare le proprie aspirazioni.

Il Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Cecilia Guerra, rispetto all’efficacia dell’iniziativa, ha sottolineato che

soprattutto in un momento di crisi economica come quello che il Paese e l’Europa intera stanno vivendo attualmente, è importante riflettere su come valorizzare al meglio le risorse umane disponibili quali fattori di crescita e progresso della società. Gli immigrati, e in particolare quelli disoccupati o che svolgono lavori per i quali sono sovra qualificati, rappresentano una risorsa inutilizzata e uno spreco di capitale umano, certamente in danno della loro condizione personale, ma soprattutto dello sviluppo della condizione dell’intera società di accoglienza.
Il forte incremento dell’imprenditoria straniera degli ultimi anni ha evidenziato la diffusa capacità dei migranti di essere attori economici autonomi che, per quanto indotta da fattori complessi, va pienamente riconosciuta e valorizzata. Il progetto ‘Start it up’ va in questa direzione, nella consapevolezza che la partecipazione al mercato del lavoro rappresenta uno dei mezzi più efficaci e concreti per integrarsi in una società e nella convinzione che anche i migranti possono apportare un contributo fattivo, oggi e in futuro, allo sviluppo del sistema produttivo nazionale

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