Scuola: Toscana, nasce un nuovo Istituto Tecnico Superiore

di Filadelfio Commenta

Dal prossimo autunno, a valere sull’anno scolastico 2011-2012, in Toscana i giovani in possesso del diploma di scuola media superiore potranno conseguire, presso le due sedi di Firenze e di Rosignano un nuovo diploma, quello di “tecnico superiore” in grado di permettere loro di poter accedere più facilmente al mercato del lavoro. Trattasi, nello specifico, dell’Istituto Tecnico Superiore nel sistema della meccanica che è in rampa di lancio attraverso una apposita “Fondazione di partecipazione” alla quale aderiscono non solo le scuole e le università, ma anche gli Enti locali, le aziende e le organizzazioni datoriali. Secondo quanto dichiarato dall’assessore all’istruzione, nonché vicepresidente della Regione Toscana, Stella Targetti, quella dell’Istituto Tecnico Superiore rappresenta una opportunità importante per i giovani, ma anche un’alternativa per quel che riguarda l’alta formazione visto che è in grado di dare per l’inserimento nel mercato del lavoro degli sbocchi molto concreti.

L’Istituto Tecnico Superiore è quindi in tutto e per tutto una scuola post-diploma che dal prossimo autunno, per l’Istituto sopra citato, partirà con un percorso di durata biennale composto da quattro semestri con possibilità di poterli ampliare fino a sei per un totale di ore variabile da 1.800 a 2.000. Al termine del percorso il giovane potrà ottenere un titolo nell’ambito della manutenzione oppure nel sostegno alle attività produttive. Dall’ITS escono infatti figure quali tecnici della gestione degli impianti industriali, tecnici della qualità e tecnici dei processi industriali.

Unitamente all’ITS nel sistema della meccanica, con sedi che, come sopra accennato, si trovano a Firenze ed a Rosignano, nella Regione Toscana sono in rampa di lancio anche altri due Istituti Tecnici Superiori; uno, a Siena, nel comparto delle energie rinnovabili, e l’altro sempre a Firenze per il comparto della moda. Il tutto affinché le nuove possibilità di studio offerte possano trasformarsi concretamente in opportunità di lavoro e quindi di occupazione per i giovani.

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