Indennità una tantum, lavoratori esclusi

 Il diritto all’indennità una tantum per perdita di lavoro e disoccupazione è riservato solo ai collaboratori a progetto.

Sono esclusi dal diritto all’indennità una tantum a sostegno del reddito i lavoratori a progetto delle Pubbliche Amministrazioni, tutti coloro che abbiano stipulato rapporti di lavoro diversi dal contratto di collaborazione a progetto: ad esempio, gli assegnisti di ricerca, i partecipanti a dottorati di ricerca con borsa di studio, i soggetti che svolgano una specie di rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, redolato dall’articolo 61, comma 2, del D.Lgs. n.276/2003 e non del comma 1.

La norma limita l’erogazione dell’indennità una tantum, corrisposta in una unica soluzione, solo ai collaboratori a progetto che hanno perduto il lavoro per fine contratto, per fine realizzazione del progetto e che abbiano operato in regime di committenza, cioè con un solo committente o anche per diversi committenti, ma non in periodi che si sovrappongono, come abbiamo specificato in precedenza.

La norma è mirata a tutelare i lavoratori iscritti alla Gestione separata, in quanto questi soggetti, pur essendo parasubordinati, hanno un’occupazione più o meno per due anni e per fine lavoro perdono la loro qualifica di lavoratori a progetto. Pertanto, come i lavoratori subordinati che perdono il posto di lavoro, hanno diritto anch’essi diritto all’indennità una tantum di disoccupazione.

Cassa integrazione guadagni – maggio 2012

 Sono stati resi pubblici gli ultimi dati ufficiali consolidati sulla cassa integrazione di maggio. Stando a quanto affermato dalle parti in causa, le ore di cig complessivamente autorizzate, rispetto al precedente mese di aprile, sono cresciute dagli 86,2 milioni di aprile ai 105,5 milioni di maggio: un incremento pari al 22,5 per cento, una vera e propria impennata che risente di una richiesta superiore alle attese che erano state precedentemente formulate dagli analisti.

Stando a quanto affermato sul fronte delle ufficiali statistiche, l’incremento sarebbe comunque più contenuto rispetto al maggio dello scorso anno, con un incremento del 2,7 per cento, quando le ore autorizzate sono state 102,7 milioni di unità.

Formazione in sicurezza aziendale

 Secondo quanto emerge da alcuni recenti studi in materia, le imprese italiane sarebbero sempre più convinte dell’importanza della formazione al fine di prevenire e gestire gli infortuni sul lavoro. Una sensibilizzazione che sta emergendo in piena misura nel corso degli ultimi anni, e che coincide con la contemporanea emersione della parte più difficile della crisi economico finanziaria, che rischia di minare alla base lo sviluppo degli interventi formativi in questo delicato tema.

Ad attestare la maggiore considerazione degli investimenti in formazione sulla sicurezza è uno studio condotto da Fondimpresa, il Fondo interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. L’ultimo avviso di finanziamento, che rende disponibili 16 miliardi di euro per attività formative dedicate esclusivamente a salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ha visto arrivare – solo per la prima scadenza di 8 miliardi di euro – ben 135 domande di partecipazione.

Fondo nazionale occupazione nel credito

 Sta partendo in questi giorni il nuovo fondo nazionale per l’occupazione nel settore del credito. Uno strumento non certo nuovo, introdotto già nello scorso mese di gennaio con il contratto dei bancari, e formalizzato ora con la firma tra l’Associazione bancaria italiana (Abi) e le organizzazioni sindacali di categoria, che hanno siglato il regolamento che disciplinerà l’attività di questo importante strumento per l’occupazione nel settore creditizio.

In particolare, il Fondo – che opererà attraverso l’ente bilaterale Enbicredito – avrà lo scopo di favorire la creazione di nuova occupazione, e sarà alimentato attraverso i lavoratori dipendenti delle imprese creditizie e finanziarie con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, mediante contributo che non sarà omogeneo.

L’onere della prova in caso di infortunio

 La Corte di Cassazione, sentenza n. 9661 del 13 giugno 2012, si è pronunciata nel caso di infortunio di un lavoratore esperto; in effetti,  in questo caso il datore di lavoro è assolto dall’onere di provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, nel momento in cui si dimostra che il lavoratore è un soggetto di indubbia professionalità e con specifiche conoscenze dei sistemi di sicurezza, sì da non rendersi necessaria una sua sorveglianza assidua da parte del datore di lavoro o di altri dipendenti.

Nuova sentenza sul tempo tuta dalla Corte di Cassazione

 La Corte di Cassazione è di nuovo intervenuta al fine di chiarire ancora una volta che il tempo tuta deve essere retribuito quando il tempo impiegato dal lavoratore per indossare la divisa aziendale, luogo e tempo dell’operazione siano imposti dal datore di lavoro, rientra nell’orario di lavoro e, di conseguenza, deve essere retributivo (Sentenza della Corte di Cassazione del 07 giugno 2012, n. 9215).

In effetti, per i giudici della Suprema corte, e in conformità ai precedenti orientamenti giurisprudenziali, hanno precisato che rientra nell’orario di lavoro il tempo impiegato dal dipendente per la vestizione e la rivestizione della divisa aziendale, quando luogo e tempo dell’operazione siano imposti dal datore di lavoro” (cfr. Cass. n. 15492/2009, Cass. n. 14919/2009), laddove “è considerato lavoro effettivo ogni lavoro che richieda un’occupazione assidua e continuativa” (art. 3, R.D.L. n. 692/1923).

Sviluppo dell’occupazione giovanile nella green economy

 Più volte sul nostro sito abbiamo ricordato quanta importanza possa avere il settore della green economy sull’intera economia nazionale. In diverse occasioni ci siamo altresì soffermati sulla possibilità di poter fruire di una serie di opportunità lavorative piuttosto interessanti, sebbene l’impressione sia, ancora oggi, di trovarsi dinanzi a un settore fortemente sottosviluppato rispetto a quanto sarebbe opportuno.

Con il recente decreto per lo sviluppo, il governo sembra finalmente essere intenzionato a porre il proprio piede sul pedale dell’acceleratore nella crescita del comparto dell’economia “verde” ed ecosostenibile, con una serie di iniziative che – secondo quanto affermano gli stessi tecnici nel documento che ha accompagnato il decreto – dovrebbe poter generare nuova occupazione giovanile a tempo indeterminato nei segmenti dello sfruttamento delle ecoenergie.

Credito d’imposta per l’assunzione di personale laureato

 Tra le tante maglie del decreto Sviluppo, una delle più attese è relativa al pacchetto di “Misure a favore del lavoro”, che occupano una discreta parte dell’intero provvedimento firmato dal Presidente della Repubblica. Ma cosa contengono tali misure, e in che modo potrebbero agevolare l’inserimento di migliaia di giovani all’interno del mondo del lavoro (professionalmente qualificato)?

A spiegarcelo sono i tecnici dello stesso governo, che nella relazione illustrativa del decreto indicano come tra le principali iniziative vi sia l’introduzione del credito di imposta per le nuove assunzioni di profili altamente qualificati, “un contributo in forma di credito d’imposta per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di personale altamente qualificato in possesso di laurea magistrale a carattere tecnico o scientifico, impiegato in attività di ricerca e sviluppo o in possesso di un dottorato di ricerca senza vincoli sulle attività di impiego”.

Chiarimenti sulla nuova disciplina dell’apprendistato

 Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, con due diversi interpelli, chiede chiarimenti in ordine alla nuova disciplina dell’apprendistato così come prevede il D.Lgs. n. 167/2011.

Infatti, la Direzione generale per l’Attività Ispettiva ha deciso di fornire una riposta in merito al piano formativo e richiesta del parere di conformità agli Enti bilaterali e alla facoltà di recesso ai sensi dell’art. 2118 c.c. durante periodo di malattia, infortunio e altre cause si assenza dal lavoro.

La nuova pensione ai superstiti

 Il nostro Istituto previdenziale ricorda che con il DL 98/2011, convertito dalla legge n. 111/2011, prevede che le pensioni ai superstiti con decorrenza dal 1° gennaio 2012 siano soggette ad una riduzione dell’aliquota percentuale, rispetto alla disciplina generale, nei casi in cui il matrimonio sia stato contratto dal dante causa ad un’età superiore a 70 anni, con una differenza di età tra i coniugi superiore a 20 anni, ed il matrimonio sia stato contratto per un periodo di tempo inferiore ai dieci anni. La riduzione è del 10% per ogni anno di matrimonio con il dante causa mancante rispetto al numero di dieci, ma la decurtazione non è applicata qualora siano presenti figli minori, studenti o inabili.

Durc ancora cartaceo per i privati

 Il Durc sarà ancora cartaceo. Nonostante da più parti ci si stia rapidamente muovendo verso una dematerializzazione dei certificati, per quanto attiene i rapporti tra privati rimane ancora richiedibile in formato cartaceo la nota dichiarazione (si pensi alla verifica da parte del committente o del responsabile dei lavori dell’idoneità tecnico professionale da parte delle imprese affidatarie).

In tutti i rapporti con le pubbliche amministrazioni, invece, l’obiettivo è la competa decertificazione cartacea del Durc, con ricorso alla posta elettronica certificata, che diverrà il canale obbligatorio di consegna della dichiarazione con decorrenza 1 luglio 2013. Ad affermarlo è la circolare n. 12 del 2012, emessa dal ministero del lavoro.

Tirocinio retroattivo per avvocati diviene una prassi

 Il nuovo tirocinio retroattivo diventa una prassi per gli avvocati. Dopo la nota decisione dell’Ordine di Firenze e di Rimini, anche l’Ordine di Roma ha infatti optato per una decisione che va decisamente contro il parere del ministero della giustizia, confermando che la norma sulla durata dei 18 mesi del periodo di pratica si applica anche a quei praticanti iscritti prima della data del 1 gennaio 2012.

In altri termini, sempre più Consigli territoriali stanno scegliendo di assumere una posizione contraria a quella ministeriale, dando spazio alla generazione di una prassi che potrebbe rendere più confuso lo scenario in merito, a meno che il ministero non proceda di dare una nuova determinazione in merito.

Dall’Agenzia delle Entrate i nuovi codici per il versamento all’Inps del contributo addizionale CIGS

 L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 58/E del 12 giugno 2012 denominata  “Istituzione delle causali contributo “CADD” e “SADD” per il versamento, mediante modello F24, delle somme dovute a titolo di contributo addizionale Cassa integrazione guadagni straordinaria e delle relative sanzioni a seguito dell’attività di recupero”, istituisce i codici tributo per il versamento all’Inps, mediante modello F24, delle somme dovute a titolo di contributo addizionale Cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) e delle relative sanzioni a seguito dell’attività di recupero.

Le causali contributo si riferiscono al codice “CADD” denominata “Recupero contributo addizionale CIGS” e “SADD” denominata “Sanzioni recupero contributo addizionale CIGS”.

L’Inps comunica che, in sede di compilazione del modello di versamento “F24”, le suddette causali sono esposte nella sezione “INPS”, nel campo “causale contributo”, in corrispondenza, esclusivamente, del campo “importi a debito versati”.

Dall’Inps novità in fatto di liquidazione domande di indennità di disoccupazione e assegno per il nucleo familiare ai lavoratori dipendenti agricoli

 L’INPS, con la circolare n. 10016 del 13 giugno 2012, fornisce alcune indicazioni circa la liquidazione delle domande di indennità di disoccupazione e assegno per il nucleo familiare ai lavoratori dipendenti agricoli in competenza 2011.

Infatti, in base al messaggio 10016/2012, l’Inps informa che il prossimo 18 giugno sarà reso disponibile dalla Direzione centrale sistemi informativi e tecnologici il servizio di accesso ai dati retributivi e contributivi dei lavoratori agricoli dipendenti (OTD e OTI) per il prelievo degli stessi ai fini della liquidazione delle domande di indennità di disoccupazione e assegno per il nucleo familiare.