Nuovi costi contratti flessibili

 Uno dei principali perni della riforma del lavoro firmata dal ministro Elsa Fornero ruota sulla necessità di rendere il contratto a tempo indeterminato quale contratto dominante all’interno del nostro sistema occupazionale, “introdotto” da un precedente contratto di apprendistato. Un percorso pressochè guidato per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, che andrà ad operare in sinergia con le altre forme contrattuali flessibili che il governo vuole scoraggiare attraverso una maggiore onerosità degli stessi.

In particolar modo, per il contratto a tempo determinato è stato previsto un aumento del costo del lavoro attraverso incremento dell’aliquota contributiva per l’ammortizzatore Aspi maggiorata di 1,4 punti percentuali, e una minore flessibilità nell’utilizzo (aumento dell’intervallo di tempo per la reiterazione dei rapporti a termine che passa dai 10 – 20 giorni precedenti agli attuali 60 – 90 giorni). Ancora, per i contratti di apprendistato di cui abbiamo già fatto cenno, risultano in essere maggiori vincoli all’assunzione (il datore di lavoro dovrà dimostrare di aver convertito a tempo indeterminato almeno il 50% dei contratto di apprendistato dell’ultimo triennio).

Stime sugli esodati tra una settimana

 Non si placa l’incertezza sul numero (e soprattutto sull’esito) degli esodati, coloro che hanno scelto di abbandonare il mondo del lavoro – di norma dietro indennizzo monetario – convinti di poter entrare nel mondo della pensione e della previdenza entro breve tempo, e che invece, complice la riforma Fornero, hanno visto la data di pensionamento slittare in avanti di uno, due o perfino cinque e sei anni.

Il loro destino è attualmente molto incerto, così come i numeri delle persone che rientrerebbero in questa categoria. Particolarmente emblematica è la differenza tra quanto trapelava come previsione governativa (meno di 100 mila unità) e quanto invece si sta lentamente delineando attraverso indiscrezioni che parlano di almeno 350 mila unità.

Brain Calling Fair – maggio 2012

 A maggio, a Milano e a Roma, si terrà la Brain Calling Fair, un evento di due giorni all’interno del quale giovani e meno giovani, professionisti e ricercatori, possono presentare le proprie idee e i propri progetti innovativi ai responsabili delle imprese. Anticipata dal motto “La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l’occasione”, la fiera delle idee sta pertanto per aprire i battenti.

“Non promettiamo posti di lavoro” – afferma Gianluca di Tommaso della Amcham Italy, l’organizzazione che ha gestito l’edizione 2012 della fiera, una sorta di Camera di commercio americana presente sul territorio nazionale. La vera novità rispetto alle scorse edizioni è tuttavia rappresentata dalla scelta di raddoppiare le location, alternando quella milanese e a quella romana.

Lavori più richiesti ad aprile 2012

 Quali sono i lavori più richiesti nel mese di aprile 2012? Rispetto al mese precedente, poche sembrano essere le novità: tra le figure più ricercate dalle aziende ci sono infatti gli impianti tecnici, i periti meccanici, i process engineer, i capolinea di produzione e gli operatori impianto chimico e product manager: professioni relativamente specializzate, pertanto, che sembrano poter rinnovare i propri auspici durante il secondo trimestre dell’anno.

Stanno inoltre consolidando la propria posizione di evergreen le figure professionali in amministrazione, finanza e controllo: dagli addetti alla gestione della contabilità di base, passando per i responsabili di ufficio e quelli sull’antiriciclaggio, dai responsabili di gestione del credito ai controller, dagli addetti paghe e contributi ai consulenti applicativi Erp, le occasioni di lavoro non mancano di certo.

Elenchi agricoli online

 Gli elenchi nominativi di tutti i lavoratori agricoli per l’anno 2011 saranno finalmente pubblicati online dall’Inps. La pubblicazione sul sito internet www.inps.it (nella sezione Avvisi e Concorsi) varrà come notifica, e riguarderà un periodo di tempo di accessibilità pari ad almeno 15 giorni. Lo ha comunicato l’Istituto nazionale per la previdenza sociale con la sua dichiarazione contenuta nella circolare 43/2012.

Sulla base di quanto contenuto nella circolare, diventa finalmente concreta l’attuazione di quanto previsto nella disciplina prevista dal d.l. 98/2011 in merito agli elenchi che interessano gli operai agricoli a tempo determinato, i compartecipanti familiari e i piccoli coloni. Sulla base di quanto stabilivano le vecchie regole, gli elenchi erano pubblicati annualmente entro il 31 maggio dell’anno successivo, con affissione per 15 giorni all’albo pretorio del comune di residenza dei lavoratori.

Numero e tutela esodati

 Negli ultimi giorni si è scatenata una vera e propria gara a individuare con maggiore attendibilità il numero degli esodati, quei lavoratori che nel corso degli ultimi mesi / anni hanno scelto di interrompere il proprio rapporto di dipendenza nei confronti dell’azienda, convinti di essere pressochè prossimi alla pensione, e di poter arrivare a questo importante traguardo potendo contare sugli strumenti di ammortizzazione sociale ordinaria e straordinaria posti in essere per permettere logo un sereno traghettamento verso il cedolino pensione.

Ebbene, con la riforma Fornero molti di quei lavoratori che nel corso degli ultimi anni hanno optato nei confronti di un’interruzione anticipata del proprio rapporto di lavoro, hanno visto allungata, in maniera significativa, la distanza che li separa dall’agognata pensione, rimanendo in una sorta di limbo contraddistinto da una parte dall’assenza di redditi da lavoro, e dall’altra dalla mancanza di prestazioni previdenziali.

Bozza legge apertura srl a un euro

 Il ministero della Giustizia ha finalmente messo a punto la bozza dell’atto costitutivo delle società semplificate a responsabilità limitata. È ancora troppo presto per poter valutare attendibilmente il contenuto di quanto predisposto dal ministero (sono probabili nuovi cambiamenti di concerto con il ministero dell’Economia), ma si può comunque iniziare a trarre qualche utile considerazione in merito.

Innanzitutto, l’elemento maggiormente costituente sembra essere relativa all’età dei soci, e alla necessità di un unico euro per la costituzione della compagine sociale. Per quanto concerne il primo elemento, è stabilito come i soci non debbano avere più di 35 anni di età anagrafica. Ma non solo: le condizioni di favore si estendono infatti anche alle intere modalità di costituzione, che vedono – tra le altre – l’esenzione dai diritti di bollo e di segreteria, e l’assenza del pagamento di oneri notarili. Rimangono invece obbligatori le formalità relative alla costituzione attraverso atto pubblico, dopo che qualche parte aveva cercato di far passare l’ipotesi di una costituzione per scrittura privata.

Domanda pensione INPDAP ed ENPALS 2012

 Anche se gli istituti INPDAP ed ENPALS sono stati definitivamente soppressi (con attività incorporate all’interno delle strutture INPS) le domande sulle prestazioni di pensione vanno comunque presentate secondo le consuete modalità. La legge 214/2011, che ha abolito i due istituti, non apporta pertanto significative novità in merito alla richiesta delle prestazioni pensionistiche e previdenziali per il 2012.

Gli iscritti INPDAP ed ENPALS dovranno pertanto rivolgersi presso le rispettive strutture territoriali. Per quanto riguarda l’INPDAP, a spiegare passo dopo passo quali sono i cambiamenti dopo l’incorporazione delle attività in INPS, è la circolare 37 del 14 marzo 2012 da parte dello stesso Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, che disciplina il riconoscimento dell’equo indennizzo e delle pensioni privilegiate, i requisiti per il diritto alla pensione di vecchiaia e alla pensione anticipata.

Dichiarazione redditi fai da te

 Con l’avvicinarsi del periodo della necessaria dichiarazione dei redditi, aumentano le richieste su come poter effettuare tale comunicazione in maniera autonoma o a costi fortemente ribassati. Poter svolgere una dichiarazione dei redditi fai da te non è certamente operazione impossibile, sebbene occorra compiere un po’ di attenzione nel districarsi correttamente tra i dati dei versamenti e quelli patrimoniali.

Ricordiamo inoltre che la dichiarazione dei redditi attraverso modello UNICO non è necessaria se il contribuente è lavoratore dipendente percettore di CUD, e se al di là dei redditi ottenuti da lavoro subordinato non è risultato essere percettore di altri redditi, né possiede la necessità di richiedere alcun rimborso (si pensi all’ipotesi di portare in detrazione i costi delle cure sanitarie, o ancora dell’acquisto di farmaci, e altro ancora).

Lettera di dimissioni esempio

 Come abbiamo avuto modo di affrontare nel corso degli ultimi giorni, le dimissioni sono un diritto del lavoratore che desideri porre fine al proprio rapporto di lavoro con l’azienda datore di lavoro, per cambiare professione, società o, più semplicemente, scegliere di entrare in uno stato di non-occupazione. Ad ogni modo, oltre che un diritto e una facoltà del lavoratore, le dimissioni sono soggette altresì a degli obblighi particolari, che il lavoratore dimissionario farebbe bene a tenere in grande considerazione al fine di non incappare in potenziali inadempienze contrattuali.

Innanzitutto, per manifestare in maniera univoca la propria volontà di porre fine al rapporto di lavoro, lo strumento fondamentale è rappresentato dalla lettera di dimissioni, un testo redatto in forma scritta – su testo libero e personalizzabile – dal quale si evinca la libera scelta e volontà di dimettersi dal proprio incarico aziendale.

Lettera di dimissioni volontarie

 Quando un dipendente desidera cessare il proprio lavoro, o cambiare la professione o l’azienda datore di lavoro, è tenuto a presentare una lettera di dimissioni volontarie all’Ufficio delle Risorse Umane della propria impresa di appartenenza, dalla quale possa evincersi la chiara e univoca volontà di porre fine al proprio rapporto di lavoro, nel rispetto di quanto stabilito dalle norme del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) in merito ai termini di preavviso e ad altre caratteristiche di questa delicata fase che porterà il lavoratore fuori dall’azienda di appartenenza.

La lettera di dimissioni volontarie deve essere comunicata per iscritto all’Ufficio di competenza, inviata per raccomandata con ricevuta di ritorno, o consegnata a mano (in tal caso, è necessario trattenere presso di sé una copia come ricevuta).

Riforma del lavoro, chiusura la prossima settimana

 Secondo quanto dichiarato dal Ministro del Welfare Elsa Fornero, il governo è “relativamente pronto” a chiudere la riforma del lavoro, anche se l’obiettivo “resta quello di un accordo con le parti sociali da realizzarsi entro il termine, entro il 23 marzo”. Il Ministro, durante l’audizione in Senato, ha altresì aggiunto che il governo è pronto a presentare delle proposte su un blocco complessivo della riforma del mercato del lavoro su 5 punti.

“Gli obiettivi”  – ha poi proseguito il ministro – “rimangono quelli di un accordo con le parti sociali da realizzarsi entro il termine del 23 marzo, ma non è che ci impicchiamo all’albero. Penso che forse lo potremmo fare già la prossima settimana, non faccio uno sforzo di ottimismo di maniera, sono consapevole che ci sono molti problemi, ma conto che le parti tutte capiscano che questo dare oggi significa aprire per il domani. Noi per questo ci impegniamo. Il presidente Monti ha un impegno dal 25 e vogliamo che entro la sua partenza ci sia l’accordo”.

Riforma del lavoro, meno di 10 giorni al termine?

 Secondo quanto sta emergendo nel corso delle ultime ore, mancherebbero meno di 10 giorni al termine dei lavori per la predisposizione della riforma del lavoro voluta dal governo Monti. Le notizie diffuse dalle agenzie di stampa sostengono infatti che la riforma potrà essere approvata tra il 21 e il 23 marzo, con sette giorni di anticipo rispetto al termine ultimo che era stato in precedenza fissato da Palazzo Chigi.

Intanto, proseguono i confronti tra le parti interessate, con il ministro Fornero che – a margine di ulteriori negoziazioni con sindacati e imprenditori – ha dettato una nuova revisione per le linee guida della riforma, utile per poter chiudere la bozza il prima possibile. I colloqui continueranno anche nel corso dei prossimi giorni, come confermato dal ministro su Twitter.

Riforma del lavoro, si procede verso il modello tedesco

 Nel corso delle ultime ore ha preso piede la possibilità che anche in Italia venga esteso il modello tedesco sul lavoro, in particolare riferimento ai licenziamenti. Tuttavia le discussioni tra le parti sindacali, quelle industriali e quelle governative, sembrano essere ancora ben lungi da una definitiva conclusione, e diversi aspetti – primo tra tutti, quello sull’articolo 18 – creeranno presumibilmente nuovi attriti tra le diversi parti di interesse.

Eppure, negli scorsi giorni, un primo passo in sostanziale avanzamento vi è stato. A compierlo il segretario generale della Uil Luigi Angeletti, secondo cui vi “sarebbero le condizioni per firmare l’accordo”. Più caute le altre parti, con Raffaele Bonanni, segretario Cisl, che sembra essere propenso a spingere verso l’applicazione del contro del giudice – ma limitato alla sola verifica che non si tratti di evento discriminatorio – nell’ipotesi di licenziamento per causa economica.