Lavoro e pari opportunità

 Lo scorso 9 giugno la sede locale della Confindustria di Messina ha promosso un workshop di presentazione della “Carta per le Pari Opportunità e l’Uguaglianza sul Lavoro”.

Nel corso dell’iniziativa, la stessa Associazione degli Industriali della Provincia di Messina, condividendo e riconoscendo i principi ispiratori e le finalità promosse, ha ratificato ufficialmente la propria adesione come socio sostenitore all’iniziativa sulle pari opportunità.

Ivo Blandina, Presidente dell’Associazione, ha posto particolare attenzione all’iniziativa tanto che

L’adesione alla Carta per Confindustria Messina ha rappresentato la ratifica di un modo d’operare già fortemente radicato all’interno dell’Organizzazione. Non solo il personale è a forte maggioranza femminile, ma sono state attivate anche politiche di conciliazione dei tempi per il personale. Per quanto riguarda le pari opportunità di accesso a posizioni di maggior responsabilità, il Direttore è una donna, una delle 7 a ricoprire tale carica in Associazioni Territoriali di Confindustria (100 in tutto) in Italia.

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Roma: corso gratuito operatore paghe e contributi

 Interessante l’iniziativa corsuale promossa dall’ente di formazione professionale ERFAP LAZIO nell’ambito degli interventi rivolti alle donne. L’ente, con il patrocinio della Provincia di Roma, della regione Lazio e del Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali, e ottenuto il co-finanziamento dell’Unione Europea offre a 20 donne la possibilità di frequentare un percorso teorico-pratico dal titolo “Corso di formazione per operatore paghe e contributi con utilizzo del software Zucchetti”.

Attraverso l’approfondimento del programma Zucchetti, le partecipanti avranno l’opportunità di apprendere contenuti professionali immediatamente spendibili nel mondo del lavoro. Il corso prevede un impegno da parte delle corsiste quantificabile in 160 ore. Possono partecipare alla selezione donne italiane e straniere (purché in possesso di un regolare permesso di soggiorno) che entro la data di scadenza si trovano in una delle seguenti condizioni:

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Voucher imprenditoria femminile: Terni, torna il Premio Ape Regina

 Il Comitato provinciale per la promozione dell’Imprenditorialità Femminile, e la Camera di Commercio di Terni, hanno annunciato che torna anche quest’anno l’importante Premio “Ape Regina”, un’iniziativa giunta alla sua seconda edizione che mira in particolare a premiare l’imprenditorialità femminile e, tra l’altro, anche le migliori donne che si sono distinte sul territorio provinciale per l’impegno, la costanza, la capacità e la passione nei settori e nei comparti dei servizi, della cooperazione, dell’artigianato, dell’agricoltura, del commercio e dell’industria. La candidatura, attraverso la partecipazione ad un apposito Bando, dovrà avvenire entro e non oltre la data del prossimo venerdì 12 novembre 2010; a presentare la domanda dovranno essere o le dirette interessate, oppure le Organizzazioni di categoria presenti sul territorio della Provincia di Terni che, in particolare, potranno presentare la candidatura ciascuno per un massimo di tre nominativi che, come sopra citato, si sono distinti sul territorio provinciale per l’impegno, la costanza, la capacità e la passione nei settori indicati.

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Le donne gestiscono le imprese con maggiore prudenza degli uomini

A quanto pare le donne sarebbero molto più prudenti degli uomini quando si parla di gestione delle imprese, almeno in Gran Breatagna. A dirlo sono i risultati raccolti da SimplyBusiness, un sito comparativo specializzato britannico: mentre meno di un quarto delle imprenditrici (23%) ha dovuto dichiarare fallimento il 34% degli imprenditori ha visto naufragare i propri affari.

Perchè questa differenza? Il 50% degli imprenditori si dichiara aggressivo e pronto a correre dei rischi mentre solamente il 29% delle donne imprenditrici si dichiara pronta a giocare d’azzardo.

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Lavoro e famiglia: alle donne piace il part time

 A quali condizioni in Italia le donne sono disposte a lavorare? Ebbene, la risposta al riguardo ce la può fornire l’Isfol in base ad un’indagine da cui è emerso come una donna bisognosa di conciliare il lavoro con la famiglia punti in prevalenza su un’occupazione part time, ovverosia con orario ridotto e comunque flessibile. Le pretese economiche, a fronte di venticinque ore settimanali di lavoro, spaziano dai 500 ai 1.000 euro mensili e comunque tali da superare le spese che ci si trova ad affrontare per affidare a terzi la cura della famiglia. L’indagine dell’Isfol, dal titolo “Perché non lavori?“, mette in evidenza come la donna in Italia sia letteralmente in bilico tra famiglia e lavoro, e come la presenza o meno di servizi pubblici incida sull’attività o sull’inattività delle donne sul territorio.

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Donne e maternità: Openjob lancia il progetto Open Life

 Si chiama “Open Life“, ed è un progetto lanciato da Openjob S.p.A., Agenzia per il Lavoro che punta a dare sostegno e fornire facilitazioni a quelle imprese che hanno dipendenti che temporaneamente devono congedarsi dal proprio posto di lavoro, ad esempio, per la maternità. L’iniziativa, denominata anche “Mamma Serena”, punta a concedere alle imprese, con dipendenti temporaneamente assenti dal posto di lavoro, due possibili soluzioni: Openjob può fornire all’impresa la possibilità di sostituire il lavoratore con un altro, con contratto di somministrazione, senza l’applicazione di alcun margine di guadagno per l’Agenzia per il Lavoro che, quindi, erogherà il servizio al puro costo. Oppure, se l’azienda vuole autonomamente assumere un nuovo dipendente, allo stesso modo Openjob S.p.A. offrirà a costo zero il proprio servizio di selezione e di ricerca del personale.

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Donna che lavora = figlio unico

Abbiamo già parlato delle difficoltà che molte donne incontrano nel riuscire a conciliare il lavoro e la carriera e di come spesso si debba scegliere. Torno a farlo dopo aver letto un articolo contenuto all’interno della sezione Donna di Tiscali.it in cui vengono riportati i dati di un’indagine Istat che fa vedere come

i percorsi lavorativi femminili osservati in un arco temporale limitato a 10 anni dal primo impiego fanno emergere che il numero di figli avuti condiziona fortemente la capacità di gestire la famiglia e mantenere il proprio lavoro

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