Carissimi Lettori, nei giorni scorsi ho ricevuto molti commenti sui corsi gratuiti che ogni giorno trovano uno spazio nel nostro blog. I tanti commenti, per grandi linee, avevano un unico tema centrale: l’inutilità del corso gratuito. Ho risposto a molti commenti arrivati e vista la mole di questi commenti abbiamo deciso di dedicare un articolo che potesse spiegare le motivazioni che ci spingono a prediligere i corsi gratuiti.
Vorrei innanzitutto precisare che la ricerca dei possibili corsi porta spesso a trovarne alcuni che scartiamo immediatamente perchè poco convincenti rispetto alla figura da formare o rispetto ai programmi. Numerosi sono i corsi proposti e la nostra scelta ricade sempre su quelli che per organizzazione proponente, per programmi e per parternariati ci sembrano essere non solo più efficaci in termini di apporto di competenze teorico-pratiche ma soprattutto più affidabili.
L’errore che comunemente si commette è quello di credere che un corso possa aprire le porte per l’inserimento lavorativo, purtroppo non c’è una sicurezza che questo possa accadere. Oggi viviamo in un periodo storico-sociale in cui ai giovani alla quale è richiesta competenza ed esperienza professionale non si da l’opportunità di fare esperienza.
Nella Regione Basilicata l’Amministrazione ha messo a punto una misura che, attraverso l’erogazione di voucher, permetterà di creare occupazione vera e stabile a favore dei giovani. Trattasi, nello specifico, di una formula di inserimento lavorativo tramite voucher che prevede all’inizio a favore del giovane un tirocinio alla cui conclusione porta con se una dote pari a ben 10 mila euro che individua in tutto e per tutto un aiuto economico a fronte però dell’assunzione da parte dell’impresa. Il programma mira a responsabilizzare non solo il giovane che effettua il tirocinio, ma anche l’impresa che potrà assumere il giovane in ragione di uno ogni cinque dipendenti che sono già in servizio; solo in questo modo, e nel rispetto, tra l’altro, di altri requisiti, l’azienda potrà andare ad “incassare” il voucher da 10 mila euro. L’azienda, in particolare, dovrà essere disposta ad assumere il giovane quantomeno con un contratto a tempo determinato per un periodo non inferiore ai due anni, ovverosia ventiquattro mesi.
Sul territorio lombardo, nonostante tutto, il lavoro in rosa mostra una buona tenuta ed in particolare nel terziario dove nell’arco di un anno le ditte individuali femminili sono cresciute dello 0,7%. A rilevarlo è stata la Camera di Commercio di Milano in base ad un’elaborazione prendendo a riferimento i dati del registro delle imprese del corrente anno confrontati con quelli del secondo trimestre dello scorso anno. A trainare l’ascesa delle ditte individuali sul territorio lombardo è la Provincia di Monza con un +7,3%, ma anche Lodi, con un +3,4%, cresce ben oltre la media. Le donne imprenditrici lombarde, quindi, resistono alla crisi ed anzi crescono tra il 3% ed il 4% in settori come quello dell’istruzione, dell’assistenza sociale e della sanità.