Il tecnico diplomato e il laureato: due ruoli distinti

Il TAR della Sardegna ha stabilito che il tecnico diplomato non è subordinato al laureato, è questa una sentenza attesa dal Consiglio Nazionale dei Periti Industriali che vede finalmente riconosciuto il ruolo fondamentale del tecnico diplomato: un ruolo che era stato messo in discussione dalle recenti iniziative legislative, giudiziarie e dalle prese di posizione degli ingegneri.

Per essere comunque precisi ricordiamo che stiamo parlando del ruolo tecnico dei diplomati del precedente ordinamento degli istituti superiori prima dell’ultima riforma Gelmini.

La sentenza del TAR della Sardegna ha anche ribadito che il Perito Industriale è altresì competente sulla progettazione di impianti di illuminazione pubblica.

Totalizzazione, questa sconosciuta

Di solito un lavoratore nel corso della sua vita ha svolto diverse attività con versamenti previdenziali a diverse casse previdenziali. Per evitare di perdere anni coperti da assicurazione è possibile ricorrere alla totalizzazione, ossia sommare i diversi periodi assicurativi, che non devono essere coincidenti, realizzati con diverse gestioni allo scopo di ottenere un’unica pensione.

La totalizzazione è, per così dire, uno strumento alternativo alla ricongiunzione e destinatari questo particolare provvedimento sono i lavoratori dipendenti pubblici e privati, lavoratori autonomi e liberi professionisti, gli iscritti alla gestione separata e al fondo di previdenza del clero.

Esenzione assicurativo e previdenziale per le collaborazioni sportivo dilettantistiche

Chi svolge prestazioni e collaborazioni di tipo sportivo-dilettantistiche è esentato dai versamenti di tipo assicurativo e previdenziale in quanto questa tipologia di lavoro rientra tra i redditi diversi.

L’attività non deve essere di natura professionale;infatti, i compensi devono essere inquadrati come redditi diversi e non rese nell’esercizio di arti o professioni o in relazione alla qualità di lavoratore dipendente.

I compensi devono poi essere erogati dal Coni, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’Unione Nazionale per l’Incremento delle Razze Equine, dagli altri enti di promozione sportiva o da qualunque organismo iscritto nel registro telematico del Coni.

Corsi gratuiti per diventare consulente turistico locale

 Chi meglio di un residente è in grado di indicare ai turisti dove dormire, dove mangiare, magari risparmiando, e come muoversi sul territorio? Ebbene, anche su tali basi, per chi magari in questo momento è disoccupato, e punta ad intraprendere una carriera nel settore del turismo e dei pacchetti-viaggio nel mondo, Borsaviaggi.it ha organizzato per i prossimi mesi due corsi gratuiti, uno a Roma, e l’altro a Parma, al fine di poter diventare per conto dell’azienda un consulente turistico locale. In particolare, il corso si terrà a Roma il 2 ottobre 2010, mentre quello di Parma è fissato per il 16 ottobre 2010 con possibilità di iscrizione gratuita, per entrambi gli eventi, direttamente online dal sito di Borsaviaggi.it. Ma cosa occorre per diventare un consulente turistico locale? Ebbene, al riguardo l’azienda fa presente che, innanzitutto, occorre essere un profondo conoscitore della realtà locale, occorre avere passione sia per i viaggi, sia per il proprio territorio, e poi occorre avere conoscenze di base sull’uso della posta elettronica e di Internet nonché essere in possesso di una connessione e di un personal computer.

Corsi gratuiti Anammi per amministratori di condominio

 Per chi è giovane, magari disoccupato, e vuole intraprendere la strada del lavoro autonomo, ha l’opportunità con l’A.N.AMM.I., Associazione Nazional-europea AMMinistratori d’Immobili, di poter diventare un amministratore di condominio. Per agevolare i giovani, e comunque le nuove leve che puntano ad intraprendere questo tipo di professione, spesso redditizia e ricca di soddisfazioni, l’Associazione di norma organizza dei corsi di formazione professionale a pagamento; ma, in accordo con quanto si legge sul sito Internet dell’Associazione, questi costi sono gratis in alcune province del Sud, ed in particolare in aree ad elevato tasso di disoccupazione o post-terremoto. Nel dettaglio, le Province dove è possibile costruire il proprio futuro a costo zero sono quelle di Taranto, Cosenza, L’Aquila, Salerno, Siracusa ed Avellino. Trattasi di un’iniziativa sperimentale avviata dall’A.N.AMM.I. per permettere di intraprendere questa professione a soggetti, in primis i giovani, potenzialmente svantaggiati e con la garanzia che i corsi a costo zero non differiscono da quelli classici a pagamento proposti ed organizzati periodicamente dall’Associazione.

Regione Emilia-Romagna: Bando per giovani atipici

 A partire da sabato scorso, 1 maggio 2010, e fino al 15 del mese prossimo, nella Regione Emilia-Romagna è possibile, avendone i requisiti, partecipare ad un Bando finalizzato a sostenere i progetti dei giovani e dei lavoratori atipici, a partire dagli autonomi e dai liberi professionisti, nel settore della multimedialità. Il Bando prevede nello specifico la presentazione di progetti in aggregazione, con un minimo di tre persone, tra soggetti aventi un’età compresa tra i 18 ed i 40 anni; il valore del progetto presentato deve essere compreso tra i 20 mila ed i 50 mila euro, mentre il contributo offerto a Bando è pari al massimo al 60% del valore. I liberi professionisti ed i lavoratori autonomi potranno così “fare squadra” per presentare progetti che, attraverso l’utilizzo di tecnologie digitali, abbiano spiccati caratteri di creatività e di innovazione nel campo del multimediale e dell’audiovisivo.

Riconoscimento del titolo professionale in Europa

 La Commissione Europea continua ad essere sempre più presente nella vita di tutti i cittadini del vecchio continente.

Infatti, l’organismo europeo ha recentemente pubblicato la guida “Tutto quello che vorreste sapere sul riconoscimento delle qualifiche professionali” nella quale sono state poste 66 domande con le relative risposte sulla Direttiva 2005/36/CE.

La direttiva è stata recepita in Italia dal decreto legislativo del 6 novembre 2007, n. 206.

Il decreto 206/2007 si applica ai cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea che vogliano esercitare sul territorio nazionale, quali lavoratori subordinati o autonomi, compresi i liberi professionisti, una professione regolamentata in base a qualifiche professionali.

Professione dietista: chi è e cosa fa

Oggi esamineremo una professione legata la mondo dell’alimentazione: quella di dietista.

Vediamo anzitutto chi è il dietista.

La Federazione delle Associazioni dei Dietisti Europei (EFAD) ha fornito questa definizione “Una persona con una qualifica legalmente riconosciuta in nutrizione e dietetica che applica la scienza della nutrizione all’alimentazione e all’educazione di gruppi di persone e di individui sia in stato di salute, sia di malattia” (via| andid.it).

Non si tratta di un medico ma di uno specialista dell’alimentazione. Non può quindi prescrivere farmaci oppure visitare pazienti. Il dietista può ad esempio elaborare le diete prescritte dal medico (la cooperazione tra medico e dietista è fondamentale) e ne controlla l’effettivo percorso del paziente.

I liberi professionisti


In Italia i liberi professionisti sono molto numerosi. Ma chi sono esattamente?

Questa la definizione fornita da Wikipedia:

Con il termine libero professionista si indica un lavoratore che, avendo una professionalità acquisita tramite percorsi di istruzione come la laurea, fornisce la stessa a vari clienti senza avere datori di lavoro. In questo senso, quindi, il libero professionista è il capo di sé stesso

Chi decide di esercitare l’attività di libero professionista anzitutto deve recarsi presso l’Agenzia delle Entrate e richiedere un numero di Partita Iva, iscriversi all’INPS e in alcuni casi alla gestione separata. L’apertura della Partita Iva non comporta costi. Bisogna capire l’ammontare del volume di affari per capire qual è il migliore regime fiscale da adottare. Il libero professionista emette fattura ai propri clienti al termine di una prestazione.

Il visual merchandiser: chi è e cosa fa

All’interno delle nuove professioni che stanno prendendo sempre più piede troviamo quella del visual merchandiser.
In un mercato in cui l’immagine che un prodotto riesce a trasmettere risulta essere fondamentale ecco che nasce l’esigenza di creare figure altamente specializzate che siano in grado di promuovere un determinato prodotto grazie all’impatto visivo.
In un certo senso si potrebbe dire che il visual merchandiser ha rimpiazzato l’obsoleto vetrinista.

Di cosa si occupa il visual merchandiser? Predispone appunto i vari prodotti in vetrina cercando di renderli il più attraenti possibili agli occhi dei potenziali clienti.

Quali sono le competenze e le conoscenze che un visual merchandiser deve avere? Deve possedere nozioni di marketing, di comunicazione, conoscere almeno una lingua straniera ed avere competenze tecniche. Inoltre deve essere creativo, dotato di particolare senso estetico, flessibile.

Un visual merchandiser può operare all’interno di una determinata azienda oppure operare come free lance e quindi in maniera autonoma. Ci sono poi anche visual merchandiser che si occupano di diversi punti vendita sparsi in diverse zone di una certa azienda.