Approvato il piano 2012 per Progress

 Progress è il programma comunitario per l’occupazione e la solidarietà sociale, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali informa che è stato pubblicato il Piano di lavoro annuale 2012 nel quadro della Strategia Europa 2020, che ha l’obiettivo di trasformare l’Unione Europea in un’economia intelligente, sostenibile e inclusiva con alti livelli di occupazione, di produttività e di coesione sociale, il Piano stabilisce le attività prioritarie per il 2012, su cui dovranno convergere le risorse finanziarie disponibili, quest’anno pari a  99,207 milioni di euro, al fine di sostenere gli Stati membri nell’opera di modernizzazione dei loro mercati del lavoro e accrescere i loro tassi di occupazione, soprattutto tra i giovani.

Il Ministero precisa che fra le attività pianificate per il 2012 si prevede il conseguimento di cinque risultati prioritari, ed in particolare  disegnare norme e politiche dell’Unione europea basate sull’evidenza, favorire lo scambio effettivo e la condivisione delle informazioni, promuovere un dibattito politico di alta qualità e partecipativo a livello dell’Unione e nazionale, aumentare la capacità dei network nazionali e comunitari di promuovere e sviluppare politiche e obiettivi connessi ai settori di policy del Progress e migliorare l’integrazione delle tematiche trasversali.

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Il rapporto OCSE sulla diseguaglianza dei redditi

Il ministro del lavoro Elsa Fornero ha partecipato alla presentazione del Rapporto OCSE – Divided We Stand: Why Inequality Keeps Rising, ospitata nella sede Istat di Cesare Balbo a Roma lo scorso 24 gennaio 2012. Il Rapporto rappresenza un momento importante perché permette di fare un’analisi dettagliata dell’andamento dei divari di reddito delle famiglie negli anni che hanno preceduto la recente crisi economica globale, evidenzia in particolare come in Italia, così come nella maggior parte dei paesi OCSE, il differenziale retributivo e dei redditi familiari, soprattutto negli ultimi due decenni, si sia accentuato.

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Monito dall’Unione Europea: l’Italia deve fare di più

Per il responsabile degli Affari economici della Commissione europea, Olli Rehn, la manovra del governo Monti è ambiziosa e tempestiva ma occorre tenere alta la guardia e cimentarsi sui prossimi impegni: dall’esigenza di bilancio occorre mettere mano sull’impalcatura sociale ed economica del Paese anche se riconosce il lavoro svolto dal nostro premier Mario Monti fino ad oggi

un passo molto importante per puntellare le finanze pubbliche e sostenere la crescita economica

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Crisi europea, le simulazioni OCSE

L’OCSE simula i tre possibili scenari che potrebbero manifestarsi in un prossimo futuro se la situazione non migliorerà; in effetti, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha presentato nella capitale francese i tre possibili scenari che potrebbero derivare per l’effetto di un default di pagamento di un Paese della zona euro.

Il governo Monti, da parte sua, è pronto a scongiurare visioni di questo tipo perché ha in animo di definire una serie di misure che potrebbero dare linfa alla finanza pubblica insieme ad una serie di provvedimenti per favorire lo sviluppo.

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Il Ministero del lavoro presenta il PIAAC

 Il Ministero del lavoro ha dato l’avvio all’indagine conoscitiva denominata PIAAC, ossia il programma dell’OCSE per la valutazione internazionale delle competenze degli adulti e per conoscerne lo stato attuativo.

Nel corso di una conferenza stampa il Ministero del lavoro e l’Isfol, l’Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori, hanno annunciato della nuova ricerca targata OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) che si pone l’obiettivo di conoscere e analizzare le competenze possedute dalla popolazione adulta di 25 Paesi in tutto il mondo, in modo particolare le competenze che si possono espletare in ogni rapporto di lavoro.

In effetti, la ricerca mira a misurare, in un certo senso, la capacità di utilizzare le nuove tecnologie, la conoscenza del web ma anche le più semplici abilità di calcolo, lettura e comprensione di notizie e testi rappresentano il patrimonio di base che ogni individuo utilizza per vivere, interagire e lavorare.

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Inchiesta di AlmaLaurea sui giovani laureati

Secondo una ricerca condotta da Alma Laurea i laureati italiani sono meno occupati e percepiscono un reddito inferiore ai loro colleghi europei, anche se poi trovano più facilmente lavoro, lo perdono meno e sono meglio retribuiti rispetto ai lavoratori con titoli di studio inferiori. Dello stesso parere anche l’OCSE dove ha quantificato, tra il 2008 e il 2009, il tasso di disoccupazione dei laureati tra 25 e 64 anni è cresciuto dell’1,1%, passando dal 3,3% al 4,4%.

In Italia nel 2009 il tasso di disoccupazione dei laureati è stato del 5,1%, nonostante l’Italia sia agli ultimi posti sia agli ultimi posti come percentuale di laureati sulla popolazione attiva (25-64 anni) e di laureati che lavorano: nel 2009 il tasso di occupazione dei laureati era del 79,2% contro una media Ocse dell’83,6%.

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ILO, ora globalizzare i diritti

Per l’organizzazione internazionale ILO per dare una spinta forte verso una vero impulso sociale è necessario globalizzare i diritti; in effetti, se per via del nuovo sistema economico mondiale il sistema industriale è ormai globalizzato, allora è necessario anche globalizzare i diritti del lavoro.

Ecco la sfida del direttore generale dell’ILO, Juan Somavia; in effetti, pensare di estendere i diritti del lavoro, che attualmente ne possono godere nemmeno il 15% dei lavoratori al mondo, può rappresentare una vera scommessa al fine di garantire una crescita regolare ed eliminare le disparità sociali che rappresentano il vero motivo dello squilibrio economico e sociale tra l’Asia e l’Europa o gli Stati Uniti.

Quello che ha in mente Juan Somavia e quello che ha proposto al G20 è l’estensione universale della protezione sociale di base, ossia un sistema che estende a tutti i lavoratori del mondo una serie di tutele riguardanti gli stati di disoccupazione, di malattia e di maternità.

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OCSE, rapporto sulle pensioni 2011

 È uscita l’edizione 2011 del Rapporto annuale dell’Ocse sulle pensioni intitolato Pensions at a Glance.

Secondo il Rapporto, l’età pensionabile sta aumentando in quasi tutti i Paesi ed entro il 2050 l’età media pensionabile nei Paesi dell’Ocse raggiungerà circa i 65 anni per entrambi i sessi. Non solo, con i cambiamenti demografici in corso, la speranza di vita all’età pensionabile normale crescerà fino a 20,3 anni per gli uomini e a 24,5 per le donne nel 2050 nonostante gli aumenti dell’età pensionabile previsti per il futuro.

Secondo le valutazioni dell’OCSE, l’età media effettiva alla quale si lascia il mercato del lavoro è scesa, anche se la tendenza di lungo corso al pensionamento anticipato ha subito un arresto per gli uomini a metà degli anni ’90 e per le donne poco dopo.

Il rapporto dell’Ocse esamina, però, anche i cambiamenti nel mercato del lavoro e mette l’accento sugli atteggiamenti ostili nei confronti dei lavoratori più anziani. In effetti, il costo elevato dell’impiego di lavoratori più anziani resta un problema in alcuni Paesi e per questo i datori di lavoro talvolta ricorrono al pensionamento anticipato quale modo pratico per favorire il ricambio di manodopera.

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Salari: 2000 euro lordi al mese

 I salari ammontano a poco più di 25.000 euro all’anno , poco meno di 2mila euro lordi al mese. A tanto ammontano le retribuzioni medie dei dipendenti delle imprese private nel 2008 (+1,7% rispetto al 2007).

Questo è uno dei risultati del Rapporto “Domanda di lavoro e retribuzioni nelle imprese italiane”, realizzato da Unioncamere insieme a OD&M Consulting, società specializzata in indagini nell’ambito dei sistemi incentivanti e delle politiche retributive, e con il contributo di Gi Group, gruppo italiano nei servizi per il mercato del lavoro, la domanda di lavoro e l’andamento delle retribuzioni.

Lo studio si è posto l’obiettivo di analizzare i vari fenomeni economici e sociali del Paese attraverso  l’esame delle dinamiche dei settori economici e delle differenze a livello territoriale e sull’occupazione  dipendente in Italia. In particolare il rapporto ha posto in evidenza il fenomeno della domanda di lavoro espressa dalle imprese e le retribuzioni offerte per profilo professionale.

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Uomini vs donne: i primi guadagnano di più

Parliamo di nuovo di uomo e donna in ambito lavorativo. Dai risultati di uno studio Ocse sull’istruzione è emerso che un uomo in Italia con una laurea può aspettarsi rispetto a un diplomato un vantaggio salariale durante la carriera superiore a 322 mila dollari, mentre per una donna il beneficio si ferma a 136 mila dollari. Il valore netto della laurea al netto di tutte le tasse è di 173mila dollari per l’uomo e di soli 25mila per la donna.

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