Il Presidente della Repubblica respinge il Collegato lavoro

La notizia è stata diffusa con estremo interesse per via delle argomentazioni delicate che la legge solleva.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha chiesto alle Camere una nuova deliberazione in ordine alla legge: “Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione degli enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro”.

Infatti, il Presidente della Repubblica in sostanza chiede una nuova deliberazione avendo dichiarato perplessità circa l’estrema eterogeneità della legge e in particolare la complessità e problematicità di alcune disposizioni.

Progetto START Lombardia: opportunità per mettersi in proprio

 In Lombardia è in rampa di lancio “START“, un interessante progetto per mettersi in proprio la cui presentazione avverrà dal 12 al 16 aprile prossimi nelle principali città della Regione. “START” è un progetto ideato e rivolto a tutti i residenti o i domiciliati nella Regione Lombardia che, volendo avviare sotto forma d’impresa un’attività lavorativa, risultano essere inoccupati, disoccupati, in mobilità oppure in cassa integrazione; il Progetto, in particolare, metterà a disposizione più contributi e più servizi a favore di coloro che, in qualità di laureati o laureandi, hanno un’età inferiore ai 30 anni. Per poter accedere ai contributi a fondo perduto ed ai servizi offerti da “START”, gli aspiranti imprenditori devono però seguire un ben preciso e specifico percorso rappresentato da ben sei tappe: la prima tappa è quella relativa ai seminari di orientamento. Il primo di questi avrà luogo il 27 aprile prossimo nella città di Monza, e poi a seguire nella prima decade di maggio 2010 presso le altre principali città della Lombardia.

Occupazione stagionale: domanda datore di lavoro per immigrati

 E’ partita lunedì scorso, 29 marzo 2010, la procedura informatica online finalizzata a concedere lavoro stagionale a ben 80 mila cittadini immigrati. A metterlo in evidenza è la Coldiretti nel precisare che al riguardo è partita la procedura di precaricamento online, direttamente dal sito Internet del Ministero dell’Interno, cliccando qui, alla quale possono accedere solo ed esclusivamente le associazioni di categoria che sono state autorizzate, e che inoltrano le istanze per conto dei datori di lavoro. E’ partito quindi quello che in gergo viene definito il “click day” che permetterà ai cittadini immigrati di trovare lavoro in prevalenza nel settore edile e nel turismo, ma anche e soprattutto in agricoltura con le imprese del comparto che in periodi precisi dell’anno hanno bisogno di manodopera stagionale per il raccolto nei campi.

Lavoro nell’Unione Europea: 40 milioni di persone sotto stress

 Nell’Unione Europea il 50-60% delle giornate di lavoro perse sono strettamente correlate a fattori di stress; a rilevarlo è l’Ispesl, Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro, nel sottolineare come nell’Ue quasi un lavoratore su quattro, ovverosia ben 40 milioni di persone, sia colpito dallo stress correlato all’attività prestata. Al riguardo l’Istituto sottolinea come i cambiamenti strutturali del mercato del lavoro abbiano contribuito in questi anni a mettere sempre di più i lavoratori sotto pressione con la conseguente causa non solo legata alla perdita di posti di lavoro, ma anche all’assunzione di elevati costi sanitari. In merito, non a caso, si stima che il costo annuo per effetto dello stress correlato al lavoro si aggiri nell’Unione Europea sui 20 miliardi di euro, ed è frutto dei nuovi rischi lavorativi direttamente spiegabili con le nuove forme contrattuali, sempre più flessibili, ma anche con l’avvento delle nuove tecnologie e modelli di organizzazione aziendale sempre più “spinti” che spesso mandano letteralmente il lavoratore in apnea.

La sindrome del lunedì

Si può sopravvivere al collega più insopportabile e antipatico o al capo più puntiglioso? Secondo alcuni ricercatori dell’Università di Alberta si tratta di una questione di affinità elettive: quindi per

Comune di Bologna: corsi per aspiranti babysitter

 Scade alle ore 12 di domani, martedì 30 marzo 2010, il termine per l’iscrizione nel Comune di Bologna al corso di formazione per aspiranti babysitter; a darne notizia è l’Amministrazione comunale nel precisare che possono presentare domanda le persone aventi un’età compresa tra i 18 ed i 60 anni, e quantomeno il titolo di studio della scuola secondaria di primo grado. A fronte della presentazione della domanda, attraverso un apposito modulo, unitamente al proprio curriculum vitae, sarà poi effettuato nei prossimi giorni un colloquio preliminare. I corsi di formazione  per aspiranti babysitter nel Comune di Bologna, la cui gestione viene direttamente affidata al Settore Istruzione, rientrano nell’ambito del rilancio del cosiddetto “progetto Tata Bologna“, e mirano altresì a rispondere al meglio ai bisogni delle famiglie riguardo al reperimento delle aspiranti babysitter.

Voucher: sei su dieci vengono utilizzati in agricoltura

 Una bella fetta di voucher, detti anche buoni lavoro, viene utilizzata in prevalenza nel settore agricolo, ovverosia in quel comparto dove la sperimentazione di tale strumento è partita nel 2008 proprio nei campi, ed in particolare per la vendemmia, per poi estenderne l’utilizzo anche ad altri settori dell’economia. A mettere in risalto questo dato è la Coldiretti, la quale ha precisato che il 58% del totale dei buoni lavoro venduti è stato utilizzato nel settore agricolo ed in prevalenza nelle Regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. D’altronde i voucher si prestano bene all’utilizzo in agricoltura per il semplice fatto che ci sono mesi dell’anno in cui le imprese agricole hanno bisogno di tanta manodopera stagionale e quindi lo strumento dei buoni lavoro rappresenta un’opportunità sia per il datore di lavoro, che può acquisire prestazioni saltuarie perfettamente in regola, sia per il lavoratore specie se questo appartiene alle fasce più deboli della popolazione.

Buoni lavoro: forti richieste in Veneto ed Emilia Romagna

 In base ai dati aggiornati allo scorso mese di febbraio, è il Veneto la Regione italiana dove c’è stato l’utilizzo più massiccio dei buoni lavoro, detti anche voucher. A darne notizia è l’Inps nel precisare che il Veneto svetta con quasi 800 mila buoni lavoro venduti, mentre al secondo posto c’è l’Emilia-Romagna con 490 mila, e poi la Lombardia ed il Piemonte con 400 mila ciascuno. A partire dall’agosto del 2008, su tutto il territorio italiano sono stati venduti ben 4,1 milioni di buoni lavoro equivalenti al taglio minimo, ovverosia quelli da 10 euro; la vendita è avvenuta e sarà tale anche in futuro attraverso due canali: i datori di lavoro, infatti, possono acquistare i buoni lavoro in forma telematica attraverso il sito Internet dell’Inps, oppure possono ritirare presso gli uffici fisici dell’Istituto i buoni lavoro in forma cartacea dopo aver però saldato il corrispettivo a mezzo bollettino presso gli uffici di Poste Italiane.

Disoccupazione Italia: oltre 2,1 milioni di persone cercano lavoro

 Continua ad avere nuove reclute nel nostro Paese l’esercito dei disoccupati. Gli ultimi dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) sul quarto trimestre 2009 parlano chiaro: le persone che cercano un’occupazione sono aumentate di ben 369 mila unità, con la conseguenza che coloro che in Italia sono alla ricerca di un lavoro sono saliti a quota 2,14 milioni con una prevalenza a livello geografico nel Centro e nel Nord Italia. Il fatto che i nuovi disoccupati si concentrino al Nord ed al Centro si spiega con il fatto che trattasi delle aree del Paese a più elevata densità imprenditoriale, rispetto al Mezzogiorno, ragion per cui per i dipendenti delle imprese che chiudono a causa della crisi è sempre più difficile potersi reinserire in tempi brevi nel mondo del lavoro.

Giornalisti: esenzione per i redditi fino a 3000 euro

Il comitato amministratore dell’Inpgi ha approvato due interessanti proposte che saranno sottoposte ai Ministero vigilanti del Lavoro e dell’Economia per la loro definitiva approvazione. La prima mira ad esentare dal versamento dei contributi per tutti colori che non superano i 3000 euro di compensi, mentre la seconda prevede la restituzione dei contributi a 65 anni.

L’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani dispone di una sezione separata denominata Inpgi2. Il sistema previdenziale italiano si regge su un quadro pluralistico in grado di tutelare diverse categorie di lavoratori richiamandosi alle varie leggi in materia. L’Inpgi gestisce unitariamente, in regime sostitutivo e con regolamentazione autonoma, tutte le forme assicurative obbligatorie di previdenza ed assistenza a favore dei giornalisti professionisti.

Lavoro e sussidio di disoccupazione: il reimpiego non è difficile

 Nel nostro Paese, nonostante gli allarmi e le preoccupazioni, il tasso di rioccupazione dei lavoratori è più alto di quanto il comune dire e sentire possa farci pensare. Al riguardo, infatti, l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (Inps) ha condotto uno studio su coloro che percepiscono il sussidio di disoccupazione; ebbene, nel 2009 il 55% di questi ha di nuovo trovato un’occupazione con contratto di lavoro dipendente dopo averlo perso. Inoltre, in accordo con le dichiarazioni rilasciate da Antonio Mastrapasqua, Presidente dell’Inps, la percentuale sopra citata aumenta al 57% se si sottrae la percentuale di lavoratori che hanno perso il posto e che hanno trovato rioccupazione attraverso l’apertura di una partita Iva mettendosi quindi in proprio.

Friuli Venezia Giulia: contributi per sostituzione liberi professionisti

 La Regione Friuli Venezia Giulia, al fine di permettere la conciliazione tra il lavoro dei liberi professionisti, e le loro esigenze ed i loro bisogni in materia di paternità e di maternità, ha provveduto a stanziare dei contributi finalizzati alla sostituzione del libero professionista dal posto di lavoro non solo per maternità e paternità, ma anche per i servizi assistenziali e socio-educativi domiciliari nei confronti dei minori con handicap grave, per i servizi ricreativi ed educatici extrascolastici, e per la custodia socio-educativa. Alla misura possono accedere i professionisti e le professioniste, iscritti ad ordini o collegi professionali, oppure iscritti ad Associazioni appartenenti ad un apposito registro regionale. Il richiedente deve essere residente nel Friuli Venezia Giulia, deve prestare attività in forma individuale, e deve avere un indicatore della situazione economica equivalente (Isee) non superiore ai 30 mila euro; tale limite scende però a 20 mila euro in caso di famiglia monogenitoriale.

Provincia di Parma: voucher per corsi di formazione

 Negli ultimi dodici mesi nella Provincia di Parma sono stati persi quasi 3.500 posti di lavoro, così come sono ben 4 mila le persone disoccupate che sono in cerca di una nuova occupazione e che non possono accedere ad alcun tipo di ammortizzatore sociale. Anche in base a questi dati, che confermano come nel parmense la situazione dal punto di vista occupazionale rimanga tutt’altro che rosea, la Provincia di Parma ha annunciato la partenza di misure a sostegno dei lavoratori e delle imprese con uno stanziamento pari a due milioni di euro. Le risorse, in particolare, saranno destinate sia per la formazione del personale nelle imprese, sia per offrire formazione gratuita ai disoccupati. Riguardo a quest’ultima misura, proprio a partire da oggi, martedì 23 marzo 2010, si aprono le iscrizioni ai corsi di formazione gratuiti grazie ad un plafond pari a ben 500 mila euro che serviranno per assegnare dei voucher ai giovani che hanno perso il lavoro in data antecedente all’1 gennaio 2009 a causa di un contratto di lavoro non a tempo indeterminato.

Provincia di Firenze: Bando premi presenza per i tirocini formativi

 La Provincia di Firenze, ed in particolare la Direzione Lavoro, ha emanato un Bando per promuovere i tirocini di orientamento e quelli formativi attraverso l’assegnazione di un premio presenza per tirocinanti pari a 300 euro mensili. Le imprese che vogliono partecipare, a fronte di uno stanziamento pari a 100 mila euro, dovranno compilare e presentare, entro il 31 dicembre del 2010, una apposita domanda scaricabile da Internet cliccando qui. Possono partecipare ai tirocini quei soggetti che all’atto della presentazione della domanda sono disoccupati o inoccupati, sono domiciliati sul territorio della Provincia di Firenze, e sono iscritti presso i Centri per l’Impiego. Inoltre, il tirocinante non deve avere in corso nessun tipo di rapporto di lavoro e non deve aver già fruito dell’assegnazione di premi presenza per tirocinio da parte della Provincia di Firenze.